Risparmio | 10 agosto 2021

Banca d'Italia, il bollettino economico di luglio

Sostegni alle aziende, incentivazioni agli investimenti, patrimonializzazione delle imprese, nel primo semestre 2021: misure importanti e necessarie, ma creatrici di ulteriore indebitamento statale, per oltre 70 miliardi. Rimarrà, quest’anno, allo 0,9% il rendimento dei titoli di Stato decennali.

Banca d'Italia, il bollettino economico di luglio

Ne parla Banca d’Italia, nel suo Bollettino economico del luglio 2021, segnalando come il fabbisogno del settore statale si sia mantenuto, nel primo semestre dell’anno in corso, a 84,8 mld, ancorché in diminuzione di 10,4 mld, rispetto allo stesso periodo 2020.

Con riferimento all’insieme delle pubbliche Amministrazioni, i due numeri, di cui sopra, assumono rispettivamente i valori di 62,9 e 8,5 mld. Con il che, nel mese di maggio, il debito della Amministrazioni pubbliche ha raggiunto i 2687 mld, salendo, rispetto alla fine del 2020, di 113 mld, mentre, in tal modo, il rapporto debito-Pil, ha raggiunto 159,8%.

In merito, la Commissione Europea raccomanda all’Italia di prestare molta attenzione alla spesa corrente, data, di massima, come è noto, da interessi sul debito pubblico, stipendi, pensioni, prestazioni sociali varie e servizi, per il funzionamento dello Stato.

Il tasso di remunerazione del decennale italiano rimarrebbe allo 0,9%, nell’anno in corso, per riprendere forza negli anni successivi. Indebitamento delle imprese e qualità del credito bancario non hanno subito appesantimenti a seguito del virus.

La domanda italiana sul mercato globale, diminuita di 10 punti nel 2020, crescerebbe dell’8,8%, nel 2021, e del 4,7%, negli anni successivi. Cambio euro/dollaro, a 1,14, quest’anno, raggiungerebbe l’l,19, negli anni 2022-2023. Il Pil, oggi, valutato in crescita, ad un 5,1%, rimarrebbe elevato, nel 2022 (4,4%) e al 2,3%, nel 2023: bisogna fare l’impossibile, per portarlo a livelli ottimali e, come tali, stabili, soprattutto attraverso riforme e risparmi.

Importante la previsione sull’occupazione, per la quale è prevista espansione, nei trimestri prossimi, sino a giungere a livelli pre-virus, entro i primi sei mesi del 2023. Intanto, risulta fortemente aumentato il risparmio delle famiglie, a seguito di risparmi effettuati, precauzionalmente, rinunciando ad acquisti, durante la recente criticità.

Pierantonio Braggio