Lavoro | 07 agosto 2021

Lavoro, Donazzan: «Veneto pronto a usare le risorse del PNRR»

L'assessora Elena Donazzan ha partecipato ieri alla conferenza stato-regioni con il ministro Orlando sul tema del lavoro, nella quale sono stati affrontati diversi temi: PNRR, assunzioni, piano Garanzia Giovani e lo stato dei Centri per l'impiego.

Elena Donazzan

Elena Donazzan

L’Assessore regionale al lavoro del Veneto Elena Donazzan ha partecipato ieri in videoconferenza all’incontro promosso dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando con la XI Commissione della Conferenza Stato Regioni.

 

All’ordine del giorno diversi temi di particolare rilevanza, a partire dalla gestione delle risorse per l’occupazione derivanti dal PNRR, la riorganizzazione ed il potenziamento dei centri per l’impiego e l’investimento in competenze digitali chiesto dalla Commissione Europea.

 

Lavoro e PNRR

«La prossima stagione ci deve vedere capaci di affrontare le scadenza e i vincoli che l’Europa impone anche nell’erogazione delle risorse del PNRR – sottolinea l’Assessore Donazzan, esprimendo soddisfazione al termine dell’incontro –; ci sono oltre 5 miliardi destinati alle politiche per il lavoro sulle quali l’Italia si gioca la credibilità e crediamo che il Veneto possa essere di aiuto all’intero sistema nazionale nel suggerire modalità di gestione e nel raccontare come qui i servizi per il lavoro abbiano funzionato e stiano funzionando al punto tale che il Ministro Orlando ha già avuto modo di indicare il Veneto come regione modello in questo campo». 

 

Il Ministro ha voluto rispondere ad alcune questioni che erano sul piatto da quando si è insediato. In primis si tratta dello sblocco del residuo delle politiche per gli ammortizzatori sociali della cassa integrazione in deroga che il Veneto ha un valore di oltre 10 milioni di euro residui.  

«Queste risorse potranno essere utilizzate anche nelle politiche attive – precisa Donazzan -, quindi avremo a disposizioni maggiori risorse per potenziare le misure di accompagnamento dei lavoratori a rischio espulsione. Un buon risparmio questo alla luce della gestione oculata messa in campo da sempre dal Veneto in questo ambito».

 

Centri per l'impiego

Per quanto concerne il Piano di rafforzamento Centri per l’impiego il Ministro Orlando ha richiamato le Regioni ad una tempistica più celere, tema sul quale vi è stato anche un incontro ristretto tra il Ministro ed il Presidente della Conferenza Stato Regioni Massimiliano Fedriga.

«Su questo fronte il Ministro ha già più volte indicato il Veneto come modello piano di rafforzamento CPI – continua l’assessore regionale al lavoro del Veneto -. Da sempre sono convinta che i lavoratori a rischio espulsione o espulsi debbano trovare occasione di lavoro nel minor tempo possibile. Abbiamo sempre investito attenzione, risorse e impegnato la struttura regionale a fare sì che non un euro venisse rallentato o speso male. Il nostro sistema pubblico-privato che ha una sua parte rilevante nei Centri per l’Impiego è stato ammodernato, abbiamo proceduto nel piano di assunzioni e questo ci ha permesso di essere Regione di riferimento per l’intera nazione».


Il piano assunzioni

«Procederemo ad ulteriori assunzioni – conclude Donazzan - assumeremo personale per rispondere e evidenti esigenze di fabbisogno e avremo un numero di assunzioni maggiori all’autorizzato. Ritengo che il principio di precauzione nella PA debba farci muovere con il massimo rispetto. Aumentare l’organico e lasciarlo alle future generazioni come spesa pubblica non penso sia corretto e spero si ragioni così anche in altre regioni».

 

Le Garanzie per l'occupabilità dei lavoratori

Ultimo argomento è stata l’attuazione del piano del Ministro sul tema delle politiche attive rispetto al piano GOL (Garanzie per l’occupabilità dei lavoratori).  Gli incontri tecnici del tavolo operativo con ANPAL e Ministero del Lavoro, a cui partecipa il direttore della direzione lavoro del Veneto Alessandro Agostinetti sono in fase avanzata.

Si tratta della gestione di circa 5 miliardi di euro. Larga parte di queste risorse dovrà essere destinata per la formazione digitale L’Europa dice che è necessario colmare il divario digitale tra domanda e offerta di lavoro e che in Italia esiste una debolezza di competenze digitali dei lavoratori. L’Europa indica soglia non inferiore al 40% di formazione digitale alla quale l’Italia deve adeguarsi. 

 

Il piano Garanzia Giovani

«Abbiamo avuto ottimi risultati nel piano Garanzia Giovani e abbiamo suggerito al Ministro di ragionare in termini di operatività anche per i lavoratori di età più avanzata per quanto concerne l’accompagnamento. Il nostro sistema formativo è all’altezza. Siamo pronti a dimostrare che le risorse ben utilizzate. Abbiamo chiesto di individuare una soglia di riparto: in parte uguale per tutti e in parte legata alla capacità di prendere in carico i lavoratori. Questo proprio al fine di non pagare servizi che non sono stati erogati.  Crediamo che il buon criterio sia dimostrare il livello di presa in carico entro un certo di numero di giorni del lavoratore disoccupato. Un criterio veritiero sul servizio erogato e non di numeri teorici».