Economia - 28 luglio 2021, 09:35

Coldiretti: la dieta Mediterranea eccellenza nel mondo

Oltre 300 rappresentanti da tutto il mondo si sono riuniti a Roma per discutere del controllo della filiera alimentare. E' il primo degli incontri organizzati da Coldiretti per la difesa del Made in Italy. Obiettivo: stabilire un indice internazionale che misuri la qualità dei prodotti evitando i "bollini".

Coldiretti: la dieta Mediterranea eccellenza nel mondo

“Cibo dei popoli, la filiera agroalimentare italiana incontra il mondo” è l’iniziativa tenutasi a Palazzo Rospigliosi a Roma e organizzata da Coldiretti. Obiettivo: difendere le eccellenze della dieta mediterranea e dire no al bollino rosso sui prodotti nostrani che dall’Europa al Sudamerica fino all’Oceania rischiano di essere diffamati da sistemi di etichettatura ingannevoli. Secondo l’appello lanciato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini, infatti le multinazionali eserciterebbero un pressing sulle piccole produzioni sostenendo modelli alimentari su larga scala e poco salutari.

«I bollini allarmistici, basandosi sulla presenza di determinate sostanze calcolate su 100 grammi di prodotto e non sulle effettive quantità utilizzate, favoriscono prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta e finiscono per escludere alimenti sani e naturali». Ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che si tratta di «Un grave danno per il sistema agroalimentare italiano proprio in un momento in cui potrebbe essere l’elemento di traino di un piano strategico di internazionalizzazione per far crescere la presenza del Made in Italy sui mercati stranieri».

Per l’occasione si sono riuniti oltre 300 ospiti provenienti da tutto il mondo: rappresentanti del Governo e della filiera agroalimentare nazionale, il vicesegretario delle Nazioni Unite Amina J. Mohammed, il commissario europeo per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski, il ministro italiano degli Esteri Luigi Di Maio, il presidente dell’Ice Carlo Ferro, il Consigliere Delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, il direttore generale della Fao, Qu Dongyu e il vicedirettore Maurizio Martina, il presidente dell’Ifad Gilbert F. Houngbo.

Inoltre, è stata allestita dalla Coldiretti una grande mostra sui primati della Dieta Mediterranea e dell’agricoltura italiana, con il supporto dell’Agenzia Ice e di Filiera Italia, per far vivere ai presenti l’esperienza di un viaggio nella grande bellezza della campagne, fatta di biodiversità, tradizione e comunità.

 Questo patrimonio è alla base del record storico fatto segnare dall’export agroalimentare Made in Italy, che fa registrare un balzo dell’8,9% nel 2021 dopo essere stato l’unico settore in crescita anche nell’anno precedente con un valore di 46,1 miliardi, trainato dai prodotti della Dieta Mediterranea, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero nel primo quadrimestre dell’anno.

Una campagna di sensibilizzazione in vista del prossimo incontro di settembre del comitato “etichettatura alimentare” del Codex Alimentarius (organismo della Fao) che riporterà sul tavolo l’adozione di linee guida sul Front of Pack Nutritional Labelling (Fop) spinta dalle grandi multinazionali sostenitrici dell’etichetta nutrizionale sulla quale dovrà presentare una proposta entro il 2022 anche la Commissione Europea.

Un esempio è il nutriscore nato in Francia e adottato con decreto governativo anche da Belgio e Germania mentre il Lussemburgo è in procinto di adeguarsi e l’Olanda potrebbe farlo dal 2022. In Portogallo, Austria e Slovenia il nutriscore è stato invece adottato da grandi multinazionali alimentari, mentre in Spagna, paese mediterraneo come l’Italia, è oggetto di un acceso dibattito. Lo stesso problema presenta In Gran Bretagna il sistema del “traffic light” che misura con i tre colori tipici del semaforo (verde, giallo e rosso) il quantitativo di nutrienti principali contenuti negli alimenti: grassi (di cui saturi), zuccheri e sale. Un modello che potrebbe essere adottato anche in India, mentre in Sudamerica rischia di fare scuola il bollino nero cileno che sconsiglia di fatto l’acquisto di prodotti come il Parmigiano, il Gorgonzola, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi, e a cui potrebbero guardare il Brasile e il Perù. L’Australia si potrebbe dotare presto di un sistema a stelle (Health star rating) che come il nutriscore sui basa sulla presenza di determinate sostanze in 100 grammi di prodotto.

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