Economia | 28 luglio 2021

Verona record nero: -64,6% di nuove targhe

La città scaligera è quella che, a livello nazionale, ha immatricolato meno auto nel 2020. La provincia ha, invece, un parco bus giovane: un mezzo su 5 ha massimo 5 anni

Verona record nero: -64,6% di nuove targhe

Tra restrizioni e blocchi alla circolazione dovuti all’emergenza sanitaria, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Continental, brand che da 150 anni opera nel settore, ha realizzato un Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore a livello locale e nazionale.

I numeri a Verona

Nel 2020 registrato un forte calo a livello nazionale per il trasporto merci e persone. Verona è la città con la diminuzione più drastica di nuove immatricolazioni in tutta la regione: -64,6% di nuove targhe in meno. Nello specifico la città scaligera conta soltanto 542 nuove immatricolazioni (-21,2%).

Alimentazione bus, a Verona metano a 11,8%. A Verona le fonti ibride ed elettriche si stanziano a 0,1%, il metano a 3,8% e la benzina a 2,6%. Ben l’11,3% degli autobus è a metano, l’88,4% a gasolio. Le altre fonti si attestano sullo 0,1% tranne l’ibrido, a 0%. A Verona l’età media di un autobus è giovane: un bus su 5 ha massimo 5 anni, dato migliore rispetto la media nazionale dove l’età minima di un autobus è di almeno 10 anni. La provincia di Verona ha un parco complessivamente giovane con la quota di bus ultraventennali a 18,1% e quella di bus di massimo 5 anni al 20,6%. Il 41% è Euro 5 e 6.

Le statistiche in Veneto

A livello regionale, le immatricolazioni in Veneto scendono di oltre il 17% rispetto al 2019 ma comunque rimangono in linea con il generale calo nazionale. Il parco autocarri merci è alimentato principalmente a gasolio (93,3%), la benzina lascia spazio al metano che si piazza sul secondo gradino (2,75% vs 2,64%); ibrido ed elettrico hanno quote pressoché irrilevanti (0,14% e 0,07%). Per il trasporto su strada, in Veneto, il gasolio resta la fonte più diffusa (90,3%), mentre il metano arriva a 8,4%. L’ibrido rimane sotto lo 0% e l’elettrico non supera lo 0,3%, stessa quota della benzina.

Il parco dei mezzi pubblici rimane relativamente giovane, sotto la media nazionale, ma al terzo posto per percentuale di diffusione si riscontrano autobus piuttosto vecchi con una media di 15-20 anni. In Veneto la fascia più recente sale a 23,1%, mentre quella dei veicoli più datati si abbassa a 17,8%. Dall’analisi della categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello regionale gli autocarri Euro 0,1 e 2 sono al di sotto della quota di Euro 5 e 6 (26% vs 36,1%). Il 22,5% dei bus è Euro 0, 1 e 2, mentre le classi meno inquinanti sono il 41,3% del totale.

Le stime in Italia

A livello nazionale, nel 2020 le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019. Per il trasporto persone, le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020 (-31%). Lo scorso anno, il parco circolante di autocarri merci in Italia ha raggiunto le 4.221.718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6%); i rimanenti sono a benzina (4,6%), a metano (2,2%), a benzina e gas liquido (1,2%), ibridi ed elettrici (0,1% ognuno).

Il parco autobus nel nostro Paese registra nel 2020 99.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7%), seguiti però dal metano (4,8%). Sotto l’1% rimangono l’elettrico, il benzina, benzina e gas liquido e l’ibrido. La fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (18,9%), seguita dai 15-20 anni (17,9%) e 20-30 anni (15,7%).  Considerando il parco autobus nel nostro Paese, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4% del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7%. Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante.

Dall’analisi della categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (Euro 5 ed Euro 6), che corrisponde al 31,8% del totale; ciò nonostante, quelli più vecchi (Euro 0, Euro 1 ed Euro 2) continuano a coprire una quota superiore (33,3%). In Italia la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 38,2%. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, ed Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 arrivano al 38,6% del totale.