Imprese | 23 luglio 2021

Workers buyout: un tassello per la ripresa. Domani il convegno

Appuntamento a domani a San Bonifacio (Verona) con otto Workers buyout veneti, ovvero imprese cooperative nate da ex-dipendenti di aziende fallite. Realtà nate grazie al supporto di Legacoop Veneto e che stanno diventando realtà rilevanti sul territorio con posizioni in crescita sul mercato economico e finanziario

Workers buyout: un tassello per la ripresa. Domani il convegno

Sono giunti a otto i workers buyout avviati e accompagnati da Legacoop Veneto nella nostra regione nell’ultimo decennio. Nuove imprese cooperative costituite da dipendenti o ex dipendenti di aziende venete fallite o in fallimento, cedute sotto i colpi della crisi economico-finanziaria scoppiata nel 2008. Esperienze che confermano oggi come i wbo siano stati un vero e proprio strumento di politica industriale, utile a salvare occupazione e pezzi significativi di economia del territorioE possano esserlo pure in questa fase, così delicata e fragile, di ripresa dell’economia e del lavoro.

 

A raccontarlo sarà il convegno in programma sabato 24 luglio, alle ore 16, a San Bonifacio in provincia di Verona (Multisala Cristallo), terra che vede la sede degli stabilimenti di Cooperativa Fonderia Dante, uno dei wbo ultimi nati grazie al supporto di Legacoop Veneto: un’esperienza imprenditoriale che rappresenta una vera eccellenza, cresciuta in misura significativa per fatturato e addetti come per posizioni conquistate nel mercato, anche internazionale, in soli quattro anni dalla nascita (2017).

 

Il convegno, che sarà trasmesso in diretta streaming tramite la pagina facebook della cooperativa, è intitolato “Wbo e territorio: fare impresa, ricostruire comunità”, proprio a evidenziare il ruolo e il valore di tali imprese su più dimensioni (senz’altro sociale, oltre che economica) e, al contempo, la funzione anticrisi svolta dal sistema cooperativo a beneficio del territorio. Esperienze cooperative che attraversano diversi settori del manifatturiero della nostra regione: dalla termoidraulica ai modelli per le fonderie, dai macchinari agricoli ai serramenti, dagli arredi per il settore navale alla stampa di volumi di pregio, fino alla confezione tessile per l’alta moda e l’estetica.

 

Ed è un modello, quello veneto, riconosciuto oggi da più parti come vincente, e codificato da Legacoop Veneto sia nel complesso processo, dall’analisi alla valutazione e l’avvio, che nel sistema di attori coinvolti: cooperazione, sindacati, istituzioni, attori bancari-assicurativi e strumenti finanziari.

 

Anche per questo sarà un evento a più voci. Dopo i saluti di Giampaolo Provoli, sindaco di San Bonifacio, e Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona, introduce i lavori Stefano Cianciotta, presidente dell’Osservatorio nazionale Infrastrutture e docente dell’Università di Verona; poi spazio a una conversazione, condotta dal giornalista Rai Roberto Vicaretti, tra Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto, Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale, Anna Fasano, presidente di Banca Popolare Etica, ed Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro della Regione del Veneto, che lo scorso febbraio ha annunciato la costituzione di un tavolo regionale ad hoc per la promozione dei wbo.

In videointervento il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

 

L’evento di sabato non solo offrirà una finestra di confronto sull’esistente e su quanto fatto dall’organizzazione in Veneto, ma sarà l’occasione per far risaltare la funzione potenziale dei Wbo in questa fase di ripartenza. Anche alla luce dell’accordo nazionale siglato dalle tre centrali cooperative Legacoop, Agci e Confcooperative con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, e di quanto previsto dal Governo nella finanziaria 2021, in cui i workers buyout sono indicati come strumento di soluzione alle crisi e di gestione del ricambio generazionale, prevedendo incentivi mirati.