Risparmio - 22 luglio 2021, 11:46

Valpolicella Benaco Banca punta al phygital

Una visione prospettica di marketing che coniuga fisico e digitale. Tradizione e innovazione si fondono sotto il segno della sostenibilità e della vicinanza al territorio. Ne abbiamo parlato con il direttore generale Alessandro De Zorzi e il vice direttore generale vicario Simone Lavarini.

Valpolicella Benaco Banca punta al phygital

Valpolicella Benaco Banca è una delle realtà più solide del settore bancario con un’azione capillare su tutto il territorio grazie alle 18 filiali nella provincia di Verona. Nasce nel 2013 dalla fusione di due banche di Credito Cooperativo, Banca della Valpolicella e Benaco Banca.

A raccontarcene storia, mission e progetti futuri il direttore generale, Alessandro De Zorzi e Simone Lavarini, vice direttore generale vicario.

«La nostra realtà si fonda sui valori della cooperazione bancaria: attenzione al territorio e vicinanza ai soci sono gli imperativi primari. Un solco nel quale si inserisce il mio impegno professionale dal 2015 – dichiara il direttore generale De Zorzi-. Una delle caratteristiche principali è il lavoro di squadra grazie alla collaborazione sinergica di un team giovane. L’età media è di poco più di 40 anni. L’aderenza di Valpolicella Benaco Banca al territorio si fonda sulla tradizione e la valorizzazione delle eccellenze come il settore viti-vinicolo e il comparto turistico, dal centro storico al lago. Una banca cresciuta di pari passo con il territorio su cui è insediata».

Con una struttura organizzativa piuttosto semplice, Valpolicella Benaco Banca è rivolta al mercato con un bacino di utenza che comprende famiglie e imprese: «Il nostro approccio è in direzione di una crescita sostenibile -sottolinea Alessandro De Zorzi-. Non è una dichiarazione di marketing ma la sostenibilità è uno dei valori sostanziali della nostra banca, frutto della nostra storia. Essere sostenibili significa avere rispetto per tutto il personale che gravita intorno alla banca, per i soci e per le imprese riuscendo a esprimere valori economici correlati alla salvaguardia del territorio e del suo tessuto sociale. Compiere scelte sostenibili significa anche, nella nostra prospettiva, appoggiare imprenditori che condividono con noi una filosofia green e di salvaguardia».

Punto di riferimento per oltre  20 mila clienti e 4.000 soci nei 14 Comuni veronesi di insediamento, Valpolicella Benaco Banca si fonda su valori storici e di tradizione ma, allo stesso tempo, getta uno sguardo deciso verso il futuro memore della lezione fornita dalla crisi sanitaria: «In questo particolare momento storico la nostra scommessa è nel phygital, il nuovo approccio che coniuga fisico e digitale -spiega Simone Lavarini, Vice direttore generale vicario-. Su questa linea abbiamo allestito in tutte le filiali (a eccezione di una per questioni logistiche) aree self h24 per alleggerire gli operatori e velocizzare le procedure dei clienti. In filiale rimane centrale il rapporto face to face riservato alle consulenze per imprenditori, aziende e privati. Il nostro obiettivo è la multicanalità in modo da tessere una rete integrata su tutto il territorio. Nel 2020, ad esempio, sono state oltre 30mila le operazioni di versamento in autonomia; inoltre, più del 70% degli utenti usufruiscono dell’home banking. Un livello di penetrazione importante che ha subito una forte accelerazione con la pandemia».

Il mondo corporate e la fascia giovane del retail adottano il digitale come strumento transazionale assodato; nelle operazioni significative, come l’acquisto di un immobile o la gestione dei risparmi, Valpolicella Benaco Banca predilige un rapporto diretto fatto di confronto e supporto: «Avendo delle attività che il cliente può svolgere in autonomia, il tempo che dedichiamo ai singoli è di maggiore qualità perché mirato -commenta il direttore generale De Zorzi-. Un cambiamento posto in essere dalla pandemia che, per quanto sia stato un periodo complesso, ci ha permesso di riflettere sul nostro operato e compiere un passo deciso verso il progresso e il digitale. Ad esempio, mai avremmo pensato di gestire delle filiali chiuse e sviluppare adeguate attività commerciali».

«Una struttura come la nostra basata sui servizi e che svolge il 70% delle attività a contatto con il pubblico -conclude Lavarini-, ha cambiato passo iniziando a gestire prima lo smart working poi tutte le attività giornaliere compreso l’utilizzo di strumenti e supporti. Un avanzamento in termini di sviluppo di processi e di agilità che ha lasciato il segno e ha definito la direzione verso la quale intendiamo proseguire».

Tra i progetti di Valpolicella Benaco Banca quello di mantenere saldo l’impegno nei confronti dei tre pilastri che fondano il territorio: «Il settore vitivinicolo, eccellenza nel mondo; il turismo e la catena horeca che non abbiamo mai smesso di sostenere nonostante le criticità; non per ultimo le famiglie e le piccole e medie attività economiche. Attestata una ripresa dei mutui grazie ai bonus: i giovani stanno comprando casa e, in generale, si sta riscoprendo l’importanza di avere anche a disposizione  uno spazio verde. Per le attività legate alla cessione dei crediti fiscali, dal 100 all’80% del sisma al 50% della riqualificazione, siamo state una delle prime banche a creare al proprio interno una specializzazione su queste dinamiche grazie alle quali il 2021 si sta prospettando un anno molto interessante. Il tutto nel solco del perimetro definito dal gruppo bancario cooperativo Iccrea, non solo un business ma la conferma dei valori di sostenibilità e supporto al territorio che sono da sempre il nostro punto fermo».

Erika Funari

SU