Lavoro | 15 luglio 2021

Smart Working: il 79% delle aziende promuove il lavoro online

Nonostante sia attestato un periodo di ripresa con il ripristino dei tradizionali ritmi lavorativi, lo smart working non accenna a diminuire. E' ormai prassi consolidata per 8 imprese su 10

Smart Working: il 79% delle aziende promuove il lavoro online

Lo smart working prosegue a ritmo serrato nonostante la ripartenza e l’impegno professionale in presenza: 8 imprese su 10 spingono per il lavoro online. Il 79% delle aziende infatti promuove l’utilizzo di computer, smartphone e tecnologie digitali sia per il lavoro da casa sia per le attività che si possono svolgere all’interno degli spazi aziendali.

 

Sono i dati emersi dall’indagine su scala nazionale realizzata dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop). È stato registrato un decisivo cambiamento delle modalità lavorative tra il pre e il post pandemia. Tema che sarà discusso durante l’incontro online “Covid, il lavoro 4.0 in Italia” sulla nuova piattaforma digitale delle cooperative.

 

Per più di 1/3 delle realtà interpellate (37%) la rivoluzione digitale spinta dal Covid ha investito le aziende in maniera consistente. Il 21% delle quali, in particolare quelle che si occupano di servizi esterni e logistica alle imprese, non ha registrato  un aumento significativo nell’utilizzo delle nuove tecnologie 4.0.

 

Con le limitazioni a spostamenti e contatti, lo smart working ha coinvolto 4 imprese su 10 (41%) con un’incidenza variabile a seconda del settore. 1/3 delle aziende (33%) ha applicato lo smart working in meno del 10% dell’attività, il 42% delle realtà che sono arrivate a coprire on line fino alla metà del lavoro mentre per 1 impresa su 4 (25%) lo smart working oscilla dal 50 a più del 90% delle attività quotidiane.

 

Dal sondaggio emerge come lo smartphone sia fra i dispositivi più diffusi per la nuova gestione del lavoro tanto da essere considerato uno strumento professionale dal 90% delle realtà imprenditoriali, adoperato più di 6 volte su 10 (63%) per contatti via mail o telefonici. Impiegato anche per la ricerca e la raccolta dati nel 22% dei casi; mentre solo nel 15% delle occorrenze viene utilizzato come gestore di attrezzature a distanza (allarmi e macchinari).

 

La digitalizzazione è indicata dal 44% delle aziende come una delle priorità di investimento nei prossimi due anni, spiega Uecoop su dati del Politecnico di Milano.

 

L’utilizzo in grande stile delle tecnologie informatiche in azienda presenta però anche dei problemi, il principale dei quali viene individuato nell’aggiornamento e nella capacità del personale (33%) seguito dal costo di attrezzature e programmi (29%), dalla mancanza di una rete a banda larga per il passaggio dei dati (22%) fino al rischio di perdita di dati e di informazione di archivio (16%).

 

Tra i freni all’uso della tecnologia c’è anche la formazione dei dipendenti visto che nel 47% delle imprese meno della metà dei dipendenti e in alcuni casi nessuno ha adeguate conoscenze informatiche, a fronte di un lavoro digitale che riguarda da 4 a 8 ore della giornata in oltre la metà (54%) delle aziende.

 

La rivoluzione tecnologica del lavoro fra orari e luoghi viene considerata irreversibile dal 44% delle imprese, c’è poi un 13% di imprese secondo cui bisognerà fare i conti con lo smart working almeno fino alla fine del 2022. Secondo una quota che sfiora la metà di percentuale (44%), si tornerà a una gestione tradizionale del lavoro.