Economia | 15 luglio 2021

Vitivinicolo, in ripresa il vino veronese

Coldiretti Verona ha organizzato un incontro per fare il punto sul mercato e sulle scelte della vendemmia 2021. In crescita il numero di imbottigliamenti, buone le condizioni delle campagne che fanno sperare in un'annata fruttuosa

I presidenti dei Consorzi di Tutela oltre a Bosco, Castellani, Vettorello e Ruffini (direttore Coldiretti Verona).

I presidenti dei Consorzi di Tutela oltre a Bosco, Castellani, Vettorello e Ruffini (direttore Coldiretti Verona).

Confronto tra Consorzi di tutela del vino veronese durante l’incontro organizzato da Coldiretti Verona nei giorni scorsi “Analisi di mercato e scelte vendemmiali 2021” al Mercato al Coperto di Campagna Amica.


«Dal tavolo di confronto è emerso che il sistema vitivinicolo veronese – evidenzia Franca Castellani, vice presidente di Coldiretti Verona - gode di buona salute ed esce rafforzato dal difficile periodo del lockdown con una visione complessiva nuova, idee e attività propositive come le modifiche dei disciplinari, la riorganizzazione produttiva delle denominazioni, uno spirito collaborativo tra i Consorzi e l’arricchimento della vasta e qualificata offerta dei vini veronesi. I numeri degli imbottigliamenti sono molto buoni e in crescita rispetto sia al 2020 che al 2019. Tutte le denominazioni si stanno avvicinando alla vendemmia con una condizione di campagna buona, leggermente in ritardo rispetto agli ultimi anni, come avveniva in passato, per le condizioni climatiche. L’incontro che organizziamo annualmente è riconosciuto da tutti come il momento per fare il punto della situazione prima della vendemmia».

 

In apertura il consigliere regionale Alberto Bozza ha illustrato il suo impegno nella questione della dealcolazione dei vini esprimendo la preoccupazione per la decisione dell’Unione Europea. «Per non confondere i consumatori, crediamo che i prodotti dealcolati non possano essere chiamati ‘vini’, piuttosto siano definiti ‘bevande’ – ha detto – ma pare che l’Europa lascerà al momento la dicitura vino. Almeno è stato deciso di non utilizzare acqua proveniente da fonte nella pratica enologica di dealcolazione».

 

Domenico Bosco, responsabile nazionale vitivinicolo di Coldiretti ha illustrato le novità che si stanno delineando a livello nazionale ed europeo in particolare riguardo ai sistemi delle autorizzazioni degli impianti prorogato fino al 2045 mentre i reimpianti da 3 anni a 6 anni e all’etichettatura. Le risorse per gli investimenti vitivinicoli dal 2024 saranno pari a 324 milioni.

 

Introdotti da Giancarlo Vettorello, responsabile ufficio viticolo di Coldiretti Veneto, sono intervenuti tutti i presidenti dei Consorzi di tutela veronesi.


Albino Armani, presidente del Consorzio di Tutela della Doc delle Venezie ha evidenziato un buon andamento della denominazione evidenziando: «Lo scorso 3 giugno abbiamo fatto lo sblocco dello stoccaggio e il 6 giugno c’è stata la modifica del disciplinare, già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, in cui, tra le novità, abbiamo introdotto il termine rosato in tutte le versioni di Pinot Grigio. Gli imbottigliamenti sono andati bene, in crescita del +12,56%. A giugno sono stati imbottigliati 226mila ettolitri di vino e anche per luglio si stima un andamento positivo. A causa del blocco degli impianti, il coordinamento generale è stato accettato da tutte le Doc che ringrazio nel coordinarsi e seguire le regole per creare valore».

 

Paolo Fiorini è intervenuto nella duplice veste di presidente del Consorzio di tutela della Doc Garda e di quella dei vini Lessini Durello. Per quanto riguarda la Doc Garda, il presidente ha evidenziato: «Prosegue la collaborazione con il Consorzio di Tutela Doc delle Venezie e procediamo con l’obiettivo di valorizzare i vini con Pinot Grigio, Chardonnay e gli spumanti. L’imbottigliamento è in linea con l’anno scorso e dovremmo raggiungere i 21 milioni di bottiglie anche nel 2021».

 

«La denominazione Lessini Durello – ha aggiungo Fiorini - sta crescendo molto bene. Con la modifica del disciplinare, i ‘Monti Lessini’, accoglie gli spumanti Metodo Classico mentre gli spumanti metodo Martinotti o Charmat rimangono nella Doc Lessini Durello».

 

La denominazione Custoza è stata illustrata dalla presidente del Consorzio di Tutela Roberta Bricolo che ha detto: «Nel 2019 è stato approvato il disciplinare di produzione con un’interessante revisione qualitativa che riguarda la base ampelografica per dare un taglio identitario al Custoza che è il blend delle nostre uve autoctone: Garganega, Bianca Fernanda, Trebbiano e Trebbianello. È prevista una riduzione della produzione e divieto di vendita del Custoza sfuso. Questo rappresenta il punto di partenza per un riposizionamento del vino che merita di essere messo in bottiglia e venduto al giusto prezzo».

 

Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela Bardolino e Chiaretto ha sottolineato che con l’approvazione delle modifiche al nuovo disciplinare del Bardolino Doc c’è il riconoscimento delle tre sottozone “Montebaldo”, “La Rocca” e “Sommacampagna”. «La ripartizione dei tre distretti si richiama alla storia produttiva del Bardolino. Non c’è il vincolo di seguire queste indicazioni di identificarsi con una resa più bassa a 100 quintali/ettaro anziché 120 quintali previsti per la denominazione. Sono identità e stili diversi per la valorizzazione del vino”. “Il Chiaretto – ha aggiunto - è un prodotto che sta crescendo e siamo arrivati a 10 milioni di bottiglie su un totale di 27 milioni della denominazione». Il presidente ha delineato ottime prospettive per il Chiaretto spumante che si può inserire nel mercato aperto dal Prosecco rosè.

 

«La denominazione Soave ha una lunga storia – ha precisato Sandro Gini, presidente del Consorzio di Tutela - Oggi la superficie è di 7000 ettari di cui 3500 ettari in collina. Si prospetta una buona stagione per il vino Soave che dobbiamo maggiormente valorizzare con un rinnovamento della denominazione a partire dalle unità geografiche, una maggiore attenzione all’ambiente e un aumento del valore dell’imbottigliato. Molto importante è la preservazione del paesaggio del Soave: il riconoscimento da parte della Fao ha portato una spinta verso la tutela degli elementi caratteristici del territorio».

 

In chiusura, il presidente del Consorzio di tutela vini Valpolicella, Christian Marchesini, ha illustrato i numeri della denominazione Valpolicella, evidenziando che nel 2020 la superficie vitata è di 8.398 ettari.

 

«Con la vendemmia 2021 riteniamo di arrivare al blocco definitivo degli impianti e a una superficie definitiva di 8650 ettari con la viticoltura che si è spostata in alta collina. Il territorio esprime numeri importanti: nel 2020 sono stati 17,4 i milioni di bottiglie di Valpolicella prodotte, 30 milioni di Ripasso e 15,7 di Amarone e Recioto e un valore di 600 milioni di euro di prodotto vendibile. Le recenti politiche di contenimento della produzione proposte dal Consorzio e condivise dalle imprese hanno contribuito da una parte ad aumentare la qualità media, dall’altra a generare un maggiore equilibrio sui mercati. Nel futuro prossimo il Consorzio cercherà di creare delle politiche mirate alla valorizzazione della specificazione superiore».