Economia | 15 luglio 2021

Dealcolazione del vino: prosegue la battaglia di Bozza

Si infiamma il dibattito per la commercializzazione del vino senza alcol. La mozione del consigliere Bozza coinvolge Regione Veneto e Ministero delle Politiche Agricole. Obiettivo: etichette specifiche e cambio di denominazione per prodotti dealcolati

Dealcolazione del vino: prosegue la battaglia di Bozza

Il consigliere regionale Alberto Bozza si schiera a tutela del vino Dop/Igp dai processi di dealcolazione in atto nell’Unione europea. All’ordine del giorno, infatti, la querelle sulla commercializzazione del vino senza alcol: si polarizzano le posizioni tra i puristi del settore e i pionieri di un nuovo mercato.

Dibattito al centro del convegno “Analisi di mercato e scelte vendemmiali 2021” di Coldiretti Verona con i Consorzi di Tutela del Vino nella sede di Campagna Amica in via Macello a Verona.

 

Il consigliere Bozza è intervenuto illustrando la sua proposta e sottolineando come «L’Unione Europea non stia andando nella direzione  auspicata. Tuttavia, si può ancora modificare il quadro normativo. Forza Italia sta facendo sistema in Regione Veneto, al Governo e al Parlamento europeo, ma tutti i partiti e le istituzioni devono unirsi per il bene dell’Italia».

 

La mozione del consigliere coinvolge Regione Veneto e Ministero delle Politiche Agricole affinché i prodotti dealcolati non siano denominati vini e siano etichettati specificatamente. Inoltre si chiede che nel processo di dealcolazione non rientrino i vini Dop/Igp: «Sono impegnati in questa battaglia oltre agli europarlamentari, in particolare l’onorevole Antonio Tajani (Fi-Ppe), anche il governo sul piano nazionale con il Sottosegretario alle Politiche Agricole Battistoni (Fi). Il mio auspicio è che si possano coinvolgere tutte le forze politiche a livello europeo, nazionale e regionale, perché su questo tema serve fare squadra e sistema per il bene dell’Italia e del Veneto, regione che produce il 25% del vino italiano, il 30% del vino Dop/Igp e che incide per il 36% dell’export nazionale». 

 

«Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno convenuto di considerare i vini dealcolati e parzialmente dealcolati come prodotti vitivinicoli a tutti gli effetti e di consentire anche una dealcolazione, sebbene solo parziale, dei vini Dop/Igp. Positivo, invece, che si voglia andare verso un’etichettatura specifica. Altro elemento degno di nota dell’accordo, il divieto di aggiungere acqua durante il processo di sottrazione dell’alcol dal prodotto. Lodevole ma non sufficiente».

 

«Gli accordi raggiunti sono provvisori e c’è ancora spazio per le modifiche nei negoziati generali -conclude Alberto Bozza-. Per questo bisogna unirsi e portare a casa più condizioni favorevoli possibili, pur nel realismo e consapevoli che l’Italia su questo tema è in minoranza in sede europea, ma c’è la dignità, la storia e l’identità del nostro Paese da difendere».