Economia | 14 luglio 2021

Nubifragio, danni a Bovolone e Isola della Scala

Forte grandine e raffiche di vento hanno colpito ieri il territorio scaligero. Danni ingenti alle coltivazioni di mais, riso, tabacco e pomodori della Bassa Veronese. Il clima altalenante di questi giorni desta forti preoccupazioni per il settore agricolo

Tabacco distrutto a Cà degli Oppi

Tabacco distrutto a Cà degli Oppi

Forti temporali, poca pioggia e grandine come da previsione si sono abbattuti nel veronese nella giornata di ieri. Il Codive segnala temporale nella Bassa con forti danni da grandine a Bovolone e Palù, Salizzole e anche la zona di Monteforte, in alta collina.

Nel pomeriggio di ieri il nubifragio ha colpito la zona del Lago di Garda con gravi danni soprattutto alle strutture. «Ogni allerta meteo è diventata foriera di gravi danneggiamenti – commentano i tecnici di Coldiretti Verona impegnati nelle rilevazioni sul territorio - A macchia di leopardo le avversità atmosferiche si avventano sulle produzioni distruggendo anche le reti protettive. Il migliore degli impianti e il top degli investimenti spesso neanche resistono alla furia della calamità».

 

I tecnici del consorzio per l’assicurazione agevolata contro il maltempo sono in zona per verificare i danni alle colture. Il fronte temporalesco che ha fatto  maggiormente  danni proveniva dall’alto mantovano, dai Comuni di Castel Goffredo e Medole e si è abbattuto con violenza su Bovolone e Palù in particolare.

«L’area colpita pare piuttosto vasta – spiega il Presidente di Codive, Luca Faccioni – sono state danneggiate le coltivazioni di mais e riso, quelle di tabacco e di pomodori. Danni gravi, anche distruttivi sono stati riscontrati a Salizzole, in località Gabbia, Isola della Scala in  località Pellegrina e a Bovolone in località Bosco, Crosare e Malpasso. Le nostre centraline hanno segnalato poca pioggia e grandine anche nell’area di Monteforte. Il nubifragio ha colpito a macchia di leopardo».

«La grandinata di ieri alle 19 è stata micidiale – riferisce Vittorio Soldi, vicepresidente dei tabacchicoltori di Confagricoltura Verona -. I chicchi sono scesi a raffica sulle foglie del tabacco, che è nella fase delicata della fioritura, frantumandole e spezzandole. Nella mia azienda ho il dieci per cento di piante colpite. In alcuni casi i danni sono al cento per cento e quindi bisognerà tagliare tutto. Tante altre piante sono state piegate dal vento e bisognerà lavorare per raddrizzarle. In questa fase avevamo impiegato tanta manodopera, con parecchie spese, e ora vediamo tutto il nostro lavoro e i nostri sacrifici buttati via».


Grandi perdite anche per Ferdinando De Togni, a Bovolone: «Su 120 ettari 40 sono stati colpiti dalla grandine – dice -. Altri 24 ettari in Comune di Raldon sono stati danneggiati dal vento. Nei prossimi giorni usciranno i tecnici per quantificare l’entità del danno, però è una bella mazzata. Anche il mais nella zona di Salizzole ha ricevuto una bella “cresima”, con piante spezzate e pannocchie spaccate. A Bonavicina e isola Rizza, invece, non è scesa neanche una goccia. Il meteo è davvero imprevedibile».

 

A Palù il vento ha soffiato a 90 kilometri orari verso le 21, mentre a San Martino Buonalbergo ha tocca di 40 chilometri orari secondo  la centralina meteo del Codive.

Codive per cercare di tutelare sempre più i propri soci ha installato, a proprie spese, nove centraline meteo nella provincia veronese, in maniera da migliorare ed integrare i dati rilevati dalle centraline Arpav presenti sul territorio. In questo modo mettiamo a disposizione dei nostri associati i dati rilevati, utili per tutelare  i danni alle colture dei nostri soci con maggiore dettaglio. Oltre ai dati relativi alle temperature, sono disponibili ulteriori dati relativi a pressione atmosferica, umidità e vento.

Le centraline sono state poste nelle proprietà dei soci Codive a San Mauro di Saline, San Martino Buonalbergo, Verona, Vigasio, Bovolone, Palù, Minerbe, Casaleone e Villa Bartolomea.

Inizia la conta dei danni

Salgono a milioni di euro i danni in Italia causati dal clima impazzito in una estate 2021 bollente e siccitosa in cui si contano però, fino ad ora, lungo tutta la Penisola già 426 eventi estremi secondo i dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in riferimento all’ultima ondata di maltempo che ha devastato campi di mais, grano, soia, girasole e ortaggi. Un disastro – sottolinea la Coldiretti – in un momento particolarmente delicato per le coltivazioni agricole con le raccolte in corso. Il mese di giugno, con una temperatura superiore di 2,18 gradi alla media storica, si classifica come il quarto più caldo in Italia da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800, secondo l’elaborazione Coldiretti su dati Isac Cnr.

Siamo di fronte in Italia – continua la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. L’ effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni non impatta solo sul turismo ma ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.