Economia | 14 luglio 2021

Camera di Commercio di Verona: l'export corre a due cifre

Secondo i dati della Camera di Commercio di Verona, l'export e l'import scaligero hanno registrato buone performance nel primo semestre di quest'anno. Tessile e abbigliamento attestano +26%. Svetta il settore delle calzature con un aumento di quasi il 40%

Camera di Commercio di Verona: l'export corre a due cifre

Verona, l’export riprende a correre. Nel primo trimestre di quest’anno, la vendita di merci e servizi all’estero ha superato i 3 miliardi di euro in crescita dell’11,8% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Si tratta di una percentuale di crescita ben superiore a quella registrata dallo stesso aggregato in Veneto (+4,9%) e in Italia (+4,6%).

Anche le importazioni hanno registrato un’ottima performance: hanno superato i 4 miliardi di euro in crescita del 5,8% rispetto al I trimestre 2020. Tra i primi dieci paesi di destinazione, solo Stati Uniti e Regno Unito registrano diminuzioni.

«L’economia riprende a correre – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello –. Analizzando l’andamento delle esportazioni dei principali settori veronesi nel primo trimestre di quest’anno si evidenzia una crescita generalizzata rispetto al I trimestre 2020, eccetto che per il vino. Tessile-abbigliamento e calzature segnano rispettivamente +26,1% e +38%. Le difficoltà per l’economia interna, però, permangono soprattutto per l’industria turistica che rappresenta un’importante asset del Pil scaligero. Valuteremo se la ripresa sia una tendenza concreta o se non sia un rimbalzo dovuto agli shock economici causati dal Covid e dai lockdown».

I primi prodotti esportati dalle imprese veronesi sono i macchinari, 551 milioni di euro per un peso percentuale sul totale delle esportazioni del 17,9%: hanno registrato un aumento dell’8,6% nel primo trimestre 2021. Seguono gli alimentari con 444,5 milioni di export, in crescita del 2%, mentre il tessile abbigliamento con un aumento del 26% ha superato i 350 milioni di euro (358,5).

«L’agroalimentare ha registrato aumento contenuti e una contrazione per il vino (-4,3% a 238,1 milioni) – continua Riello – del resto si tratta di un comparto che registra performance esportative elevate da 10 anni. Un andamento contenuto delle esportazioni è compatibile con i problemi registrati dal canale horeca europeo, nostro principale mercato, assieme agli Stati Uniti, per le misure anti-Covid».

A guadagnare terreno in modo importante sono state le calzature (+38% a 107,6 milioni di euro), il marmo (+9,5% a 87,7 milioni di euro) e gli altri prodotti (+18,2% per 1 miliardo di euro, il 35% delle esportazioni trimestrali). La termomeccanica, cisterne e radiatori ha registrato un aumento delle vendite estere del 3,7% per 35,6 milioni di euro. L’export di mobili è cresciuto del 5,2% a 22,5 milioni di euro.

La Germania, principale mercato di destinazione di merci e servizi scaligere, ha registrato un +9,4%, superando quota 548,2 milioni di euro. La Francia ha segnato una crescita di  +20,3% (331,5 milioni di euro). Balzo importante per la Svizzera che ha segnato un +142,9% a 231,9 milioni di euro e diventa il terzo mercato di destinazione, dopo Germania e Francia. Ottime sono anche le performance di mercati quali Spagna (+10,9 a 170,9 milioni di euro), Austria (+7,8% a 130,8 milioni di euro), Belgio (+95,1%, a 127,8 milioni) Polonia (+27,8% a 92,6 milioni) e Paesi Bassi (+15,1% a 82,7 milioni).

Registrano rallentamenti importanti il Regno Unito, che diminuisce del 19,1% a 130,4 milioni e l’America del Nord. Gli Stati Uniti arretrano del 4,7% a 149,4 milioni di euro e il Canada cala del 12% a 41,1 milioni di euro. E’ in contrazione anche il mercato russo a -14,1% a 52, 4 milioni di euro mentre la Cina cresce del 7,2% a 43 milioni di euro.