Green | 13 luglio 2021

Rapti: «Geotermia decisiva nel processo di transizione energetica della nostra nazione»

La geologa ambientale, nell’ambito della collaborazione con l’azienda Novatek, spiega il potenziale della geotermia a bassa temperatura, forma di energia nascosta nel sottosuolo, sicura e a zero emissioni.

Rapti: «Geotermia decisiva nel processo di transizione energetica della nostra nazione»

Tra i candidati al Premio Verona Network 2021 Dimitra Rapti, geologa ambientale con doppio dottorato in geologia applicata ed idrogeologia, impegnata principalmente in progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito geotermico ed ambientale.

«Il mio background accademico e professionale – racconta Rapti – è stato determinante per avere una visione olistica ad ogni processo/progetto, che mette al centro il benessere degli esseri viventi e l’ambiente che li circonda. Questa mia visione, ampiamente condivisa con Renato Canteri, amministratore delegato di NOVATEK, è stato il punto di partenza fondamentale della mia collaborazione attiva con l’azienda, offrendo supporto ai progetti di ricerca e sviluppo nel settore delle energie rinnovabili ed in particolare della geotermia a bassa temperatura».

La geotermia a bassa temperatura

La geotermia a bassa temperatura è infatti una forma energetica non invasiva, nascosta nel sottosuolo, dal quale possiamo estrarre caldo l’inverno e fresco l’estate tramite dei semplici scambiatori. Una forma di energia stabile 24h/24h per 365 giorni l’anno, sicura, a km zero e a zero emissioni.

«Nell’ultimo anno – prosegue Rapti – è stato ideato un innovativo progetto di riqualificazione energetica dell’ambiente costruito, denominato “zero emissioni”. Il progetto, promosso da NOVATEK, mira alla realizzazione di edifici autonomi dal punto di vista energetico, tramite l’armoniosa integrazione di tre diverse fonti di energia rinnovabile, quali la geotermia a bassa temperatura, il solare termico e il fotovoltaico».

Da non dimenticare come il patrimonio edilizio europeo è responsabile del 40% circa delle emissioni di CO2 in atmosfera, con le ovvie conseguenze sanitarie. Inoltre, i recenti dati Eurostat indicano che il 14% degli italiani fatica a riscaldare a sufficienza la propria abitazione. Un problema, quello del caldo estivo, che crea problemi non solo all’uomo, ma anche agli animali.

«Solo per fare un esempio – specifica Rapti – i bovini presenti nelle 800 stalle veronesi sono attualmente in grande sofferenza a causa del caldo. In queste condizioni, gli animali producono il 15% di latte in meno e bevono fino a 140 litri di acqua al giorno, contro i 70 in condizioni normali. Tutto ciò comporta anche un aumento dei costi di produzione del latte e dei suoi prodotti derivati. Nella mitigazione di tali problemi e in virtù dei cambiamenti climatici in atto, la geotermia a bassa temperatura sicuramente può dare un contributo decisivo e potrà diventare un attore importante nel processo di transizione energetica ed ecologica della nostra nazione».

 

Camilla Faccini