Green | 08 luglio 2021

Il futuro in una capsula

In occasione dell’annuale Premio Verona Network abbiamo intervistato il team di Sphera Encapsulation, , la prima impresa italiana specializzata in micro e nano-incapsulazione 100% plastic free. A parlarci di sostenibilità, progetti futuri e innovative fette di mercato, la cofounder Francesca Zanoni e il ceo Gianni Zoccatelli

Il futuro in una capsula

Specializzazione, creatività e sostenibilità sono i tre pilastri su cui si fonda Sphera Encapsulation, la prima impresa italiana specializzata in micro e nano-incapsulazione con un business 100% plastic free.

Abbiamo intervistato questa eccellenza veronese in occasione dell’annuale Premio Verona Network, riconoscimento alle realtà e ai progetti virtuosi che promuovono la città scaligera.

Ai nostri microfoni la cofounder Francesca Zanoni e Gianni Zoccatelli, ceo Sphera Encapsulation.

«La nostra società nasce nel 2016 quando un team di ricercatori interni all’Università degli Studi di Verona ha deciso di fare un passo avanti e tradurre in impresa le ricerche accademiche -spiega Zoccatelli-. I progetti e le idee che prendono forma sul bancone del laboratorio sono state traghettate nel mondo dell’imprenditoria con evidenze applicabili e scalabili».

Sphera Encapsulation contribuisce a migliorare la salute delle persone grazie alla micro e nano-incapsulatione di sostanze all’interno di un guscio. Un passaggio fondamentale nel settore alimentare e farmaceutico perché permette il rilascio graduale e controllato, garantisce la conservazione del prodotto, maschera odori e sapori sgradevoli.

«Il nostro lavoro e sempre rivolto nella direzione di ricerca e sviluppo, attualmente, con applicazioni in ambito alimentare ma stiamo sperimentando nuove possibilità per ampliare la nostra offerta».

In controtendenza con le criticità del momento storico, il team di Sphera Encapsulation ha deciso di investire nell’impresa e nella formazione: «Nel corso delle chiusure forzate non abbiamo perso tempo e abbiamo partecipato a degli acceleratori -racconta Francesca Zanoni-, due di questi con sede in Olanda e in Israele. Inoltre, abbiamo ampliato il nostro organico assumendo personale altamente qualificato e ci stiamo per trasferire in una nuova sede, più ampia e spaziosa, dotata di macchinari ad alta tecnologia. Un passo importante ma crediamo nel nostro lavoro e nelle possibilità che può offrire a ogni singola persona, per il benessere fisico il rispetto nel pianeta».

Il prossimo obiettivo dell’ambizioso team è staccarsi dal campo ricerca e sviluppo tout court e accostarsi agli skill up, quindi non produrre solo prototipi ma essere in grado di fornire quantità disponibili per il mercato. «In un arco di tempo che oscilla dai tre ai cinque anni -dichiara la cofounder Zanoni- abbiamo in cantiere di spostare l’intera filiera produttiva degli incapsulati nella sede di Verona. L’obiettivo è diventare dei pleyer sul mercato e offrire le nostre tecnologie innovative e sostenibili».

«Ciò che ci spinge ogni giorno a entrare in laboratorio è la voglia di fare la differenza, di innovare e di migliorare la vita delle persone e del pianeta. Il nostro baluardo, quello che concretamente da forma alla ricerca che perseguiamo, è l’attenzione alla sostenibilità: ogni formulazione è biodegradabile, non contiene micro plastiche ed è biocompatibile. Non è un semplice modo di lavorare ma racchiude dei valori di etica e di rispetto di cui ci facciamo portatori con l’auspicio che riescano a diffondersi in modo capillare istillando in altre realtà, anche diverse dalla nostra, il valore irrinunciabile della sostenibilità».

Erika Funari