Imprese | 02 luglio 2021

Carturo, Business Angels Verona: «Il mondo delle startup non ha confini»

In occasione del Premio Verona Network, abbiamo intervistato Valter Carturo, presidente di Business Angels Verona.

Carturo, Business Angels Verona: «Il mondo delle startup non ha confini»

In occasione del Premio Verona Network, abbiamo intervistato Valter Carturo, presidente di Business Angels Verona. La sezione di Verona nasce per volontà di una decina di persone a marzo 2014 sulla base di Custodi di Successo, una delle più vecchie associazioni di Business Angels italiane con sede a Vicenza.

Come racconta Valter Carturo, infatti, «da lì abbiamo avuto uno sviluppo in circa nove province, poi per vari motivi Custodi di Successo non ha proseguito e quindi ogni provincia che ha voluto continuare l’attività ha modificato il proprio nome e ha proseguito nei suoi progetti. È un’associazione che ha il compito di parlare di startup e diffonderne la cultura. Nel 2014 non si parlava così tanto di startup come adesso. Ci siamo evoluti, attualmente abbiamo un portale dove gli startupper possono caricare i loro progetti e noi ogni due settimane ci riuniamo e li valutiamo; se necessario li accompagniamo e li rendiamo presentabili agli investitori. Finanziamo queste startup nelle fasi iniziali, possiamo raccogliere al massimo 200mila euro, che permettono però alla startup di partire e sostenere i costi iniziali. Facciamo cinque eventi all’anno in presenza, anche se purtroppo con l’emergenza Covid ci siamo fermati. A ogni evento presentiamo cinque startup, in cui queste presentano il proprio progetto e sono disponibili a rispondere a tutte le domande. Abbiamo finanziato tanti progetti, qualcuno andato bene, altri meno, ma il percorso ci piace, troviamo riscontro dalla community e siamo convinti che sia il percorso corretto da fare».

La presenza fisica si è rivelata fondamentale anche in un periodo complesso come questo: «Con l’emergenza Covid ci siamo chiesti se trasferire gli eventi sul digitale ma abbiamo deciso di no, noi decidiamo di lavorare soprattutto sul territorio e non spostarci sul world wide. Abbiamo continuato a coltivare le relazioni e gli investimenti. Le startup crescono, i dati hanno fatto capire che queste fanno il loro percorso nonostante la pandemia, quindi non ci siamo mai fermati. La raccolta fondi è facilitata dal fatto che gli investimenti tradizionali non rendono più come una volta, dunque l’italiano medio ha spostato i suoi soldi verso investimenti più rischiosi; la propensione al rischio dell’italiano è dunque cambiata, avvicinandosi al mondo anglosassone. La normativa fiscale inoltre ci aiuta: i finanziamenti fino a 100mila euro di permettono di avere un credito d’imposta del 50%; oltre i 100mila euro il credito sarà del 30%, dunque comunque vantaggioso. Il mondo ci aiuta, e la raccolta fondi è quindi molto più accessibile rispetto a una volta».

I settori su cui investire sono tanti, ma è il mondo della fotonica quello su cui bisogna tenere gli occhi aperti, come sottolinea Valter Carturo: «Abbiamo diversi progetti in cantiere: dal digitale, da startup nel mondo matematico, dalla genetica, alla cybersecurity fino al mondo della fotonica. Se, infatti, negli anni ’90 il digitale era la chiave del futuro, ora è il momento della fotonica. Siamo molto più propensi infatti a investire in questi settori».

Le motivazioni a perseguire l’impegno in Business Angels sono tante, ma a prevalere è la contaminazione di idee tra i giovani: «Mi piace stare con i giovani, mi piace la novità, intraprendere percorsi imprenditoriali conoscendone il rischio. Mi motiva rimanere sempre a contatto con menti fresche e giovani, mi mantiene a mia volta giovane. È un ambiente molto stimolante, che non ha confini».

Valentina Ceriani