Lifestyle | 25 giugno 2021

L'eccidio nazista ricordato a Verona a cura di RussijDom

Ricordato a Verona, a cura di RusskijDom, l’80° anniversario (1941-2021) del drammatico attacco nazista a Mosca, che ha causato 28 milioni di vittime. Messe a dimora due piante di Ibiscus, nei giardini di Santa Teresa, quali simboli di pace e di amicizia. Concerto a Palazzo Orti Manara.

Il console di Russia, Alexander Lillenurm e il fondatore del Museo della Radio, Alberto Chiantera.

Il console di Russia, Alexander Lillenurm e il fondatore del Museo della Radio, Alberto Chiantera.

Bisogna premettere qualche cenno storico, per meglio comprendere il contenuto dell’evento: il mattino del 22 giugno 1941, l’esercito di Hitler, aggredì, improvvisamente, l’ex URSS, su un fronte di 2.400 km, dall’Artico, al Mar Nero. Aggressione sanguinosissima, che costò, all’allora popolazione, ben ventotto milioni di vittime: diciotto milioni di giovani soldati e dieci milioni di civili.

L’aggressione ebbe termine, solo quando Wilhelm Keitel, capo del comando generale dell’esercito nazista, davanti al maresciallo sovietico G. K. Žukov, fu costretto a firmare la resa, nella notte, fra l’8 e il 9 maggio 1945, a Berlino.

Quest’anno, il popolo russo, quindi ricorda e celebra, sia l’80° anniversario dell’inizio della tremenda aggressione nazista, sia il 76° anniversario della fine del conflitto e, quindi, della Vittoria. A Verona, le due celebrazioni hanno avuto luogo, senza alcun riferimento politico, ma esclusivamente, nel ricordo delle vittime, a cura dell’Associazione RusskijDom, Casa russa, guidata dalla presidente, Marina Kholodenova. Se il 76° anniversario ha visto la sua celebrazione, il 9 maggio scorso, l’80° ha goduto di due importanti momenti, alla presenza del primo console del Consolato Generale Russo a Milano, Alexander Lillenurm.

La mattina di domenica, 20 giugno 2021, infatti, presso i giardini di Santa Teresa, sono stati poste a dimora, accanto al già esistente busto di Yurij Gagarin, due piante di Ibiscus, donate dal Comune di Verona e destinate a simbolizzare la pace e l’amicizia, fra Italia e Russia, e, con il loro futuro sviluppo, un’auspicata crescita delle buone, amichevoli relazioni, fra i due Paesi, nonché a ricordare le vittime della seconda guerra mondiale.

Erano presenti alla particolare piantumazione, oltre alla presidente Kholodenova e al console Lillenurm, l’assessore del Comune di Verona, Francesca Toffali, lo scultore Sergio Pasetto, il presidente dell’Associazione Veneto-Russia, Palmerino Zoccatelli, e Raimondo Dilara, presidente della 5ª Circoscrizione veronese, competente per i Giardini Santa Teresa.

La seconda parte dell’importante evento, si è svolta, nel pomeriggio dello stesso 20 giugno, nelle spaziose ed eleganti sale del Palazzo Orti Manara, Stradone Porta Palio, Verona, ora, di proprietà di Cerea Banca 1897, e dalla stessa concesse, in gestione al noto Museo della Radio, Verona, fondato, con passione e saggia lungimiranza, ed ora anche condotto, da Alberto Chiantera – esperto di storia della Comunicazione e della Lirica, particolarmente veronese – e dal figlio Francesco.

Un Museo, quello della Radio, denominato, pure, “dell’Opera”, perché, mentre presenta, facendo storia, importanti costumi ed oggetti, indossati, nel tempo, dai più noti interpreti lirici, durante passate stagioni operistiche veronesi, permette al visitatore d’ammirare, in Palazzo Orti Manara, al tempo, apparecchi di trasmissione e di riproduzione – grammofoni , anche di 130 anni orsono – di importanti momenti musicali e di canto, dei quali, Chiantera è profondo conoscitore.

E sono stati, appunto, il presidente Chiantera e la presidente di RusskijDom, Verona, Marina Kholodenova, ad aprire la serata – presente il console della Federazione russa, Lillenurm. La celebrazione-ricordo è iniziata, con l’ascolto, da un apparecchio radio, dal quale i cittadini russi del tempo, ascoltavano le tristi notizie, provenienti dal fronte, sulle battaglie, contro il terribile occupante nazista.   Dedicata ai Caduti, e sempre a cura di Alberto Chiantera, è seguita l’audizione, da dischi e da conservatissimi grammofoni, di arie liriche e di canzoni italiane del passato.

Importante, meravigliosa è stata, poi, l’esibizione, al pianoforte, e, contemporaneamente, con canto, dell’ottima soprano e pianista, Victoria Lyamina, che ha proposto “Vicino al mare” del compositore russo, Oskar Stroks (1893-1975) e “Sotto la luna” di M. Trilling. Lyamina ha, quindi, concluso la sua presentazione, suonando al pianoforte e,al tempo, cantando “Obeliski”, una specie di Requiem, da lei stessa, composta – spinta dal fatto, che suo padre, prese parte alla lotta all’aggressore nazista – a ricordo di tutti gli Eroi e delle vittime, causati da tale terribile guerra.

La Presidente Kholodenova

«Il Parco Santa Teresa è molto giovane, essendo stato creato alcuni anni fa. Sin dall’inizio, esso è luogo dell’amicizia fra due popoli: l’italiano e il russo. Infatti, cinque anni orsono, in esso, abbiamo eretto il monumento a Yurij Gagarin, il primo uomo, che, nel 1961, ha volato nello spazio. ЮрийГагарин è stato il primo ad innamorarsi della terra, come piccolo e fragile pianeta. Yurij era partito dalla Terra, sentendosi patriota, ma, ritornato sulla Terra, si sentì cittadino del Mondo. Per questa sua visione della Terra, quale magico pianeta blu, quale casa di tutti popoli, casa di tutti noi, Gagarin è stato amato, da tutti i popoli e da tutte le nazioni».

Proegue: «Il citato busto di Gagarin è opera di due scultori  - uno russo, Aleksei Leonov, ed uno italiano – lo scultore veronese Sergio Pasetto. L’opera di Leonov, il busto del cosmonauta, era giunto a Verona dalla Russia, donato dalla Fondazione Dialogo delle Culture - Mondo unito. L’Amministrazione comunale di Verona ha voluto accogliere la scultura, nel parco Santa Teresa. Come presidente dell’Associazione RusskijDom, come cittadina russa, come cittadina italiana, come cittadina di Verona e come persona, che abita in questo Quartiere, sono molto felice che, oggi, mettiamo a dimora due alberi: uno da parte italiana e l’altro da parte della comunità russa di Verona, in segno di Pace e d’Amicizia. Questi alberi cresceranno, come cresceranno i rapporti tra Russia e Italia. I bambini, oggi, qui presenti ricorderanno questo momento e considereranno tali alberi, come propri. Ringrazio il comune di Verona per la collaborazione e la comprensione accordateci».

Il Console del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, Alexander Lillenurm

«Apprezzando l'evento di oggi, al Parco Santa Teresa, a Verona, siamo grati a tutti coloro, che, ogni anno, partecipano a memorabili eventi, nel Nord Italia – in onore del Giorno della Vittoria, sull'aggressore fascista – sia ai russi, cittadini delle ex-repubbliche dell'URSS, sia agli italiani, ai rappresentanti di Autorità regionali e locali, membri dell'Associazione Nazionale dei Partigiani italiani, Associazioni culturali russo-italiane e semplici cittadini, che onorano l'impresa dei combattenti».

Un grande momento di amicizia, dunque, quello del 20 giugno, a Verona, momento, creatore di comprensione e, quindi, di pace.

 

 

Pierantonio Braggio