Lavoro | 23 giugno 2021

Contratti stagionali e a tempo determinato: istruzioni per l'uso

Con l’apertura della stagione estiva si prospetta sia per il lavoratore che per il datore di lavoro la possibilità di iniziare la collaborazione con un contratto stagionale oppure un contratto a tempo determinato. Vediamo le differenze per aiutare a scegliere un contratto adatto a loro.

Contratti stagionali e a tempo determinato: istruzioni per l'uso

 

Contratto stagionale

 Il contratto a tempo determinato stagionale è un particolare contratto a termine applicato a determinati lavori legati alle stagioni. Con lavori stagionali si intendono infatti una serie di attività che si intensificano o devono essere svolte solo in determinati periodi dell’anno (non solo d’estate), in virtù di condizioni atmosferiche o per le caratteristiche del servizio reso o del prodotto realizzato e venduto. Rispetto al contratto a tempo determinato ordinario quello stagionale non deve rispettare il limite di durata di 24 mesi (al superamento dei quali il rapporto si trasforma automaticamente a tempo indeterminato) o quello in alternativa fissato dal CCNL applicato. 

IMPORTANTE PER IL DATORE DI LAVORO: Rispetto ai contratti a termine ordinari, in quelli stagionali le aziende pagano meno contributi. Questo dipende dal fatto che nei contratti stagionali non è dovuto il contributo addizionale (destinato a finanziare l’indennità di disoccupazione NASPI) pari all’1,40% da calcolarsi sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali e da versare all’INPS con modello F24.

IMPORTANTE PER IL LAVORATORE: Anche se per gli stagionali non è previsto il contributo aggiuntivo dell’1.4% per disoccupazione, i lavoratori assunti con questo contratto possono comunque accedere alla disoccupazione, infatti per venire incontro alle loro esigenze particolari è prevista una disoccupazione in deroga alla disciplina normale denominata NASpI stagionali.

Come per il contratto a tempo determinato, anche per questo tipo di contratto è prevista, da parte del datore di lavoro, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

 

Contratto a tempo determinato

È un contratto di lavoro subordinato, nel quale è prevista una durata predeterminata, attraverso l'indicazione di un termine. L'inserimento della data termine, a pena la nullità del contratto stesso, deve risultare dall'atto scritto, fatta eccezione per i rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni. La durata massima è fissata in dodici mesi e può essere elevata a ventiquattro mesi solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

 

  • Esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività;
  • Esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  • Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

Emiliano Galati (FELSA CISL)