| 18 giugno 2021

L’economia reale e quella virtuale

Una breve considerazione economico-sociologica di come il mondo economico è cambiato passando dalle monete d’oro e d’argento alle cripto valute.

L’economia reale e quella virtuale

Vi siete mai stupiti qualche volta  di come andando in un negozio, prendete del materiale oun servizio che vi è assolutamente necessario o di cui bramate il possesso per vostre ragioni,e in cambio  di qualche pezzo di carta, di nessun valore intrinseco, la controparte vi lascia andare soddisfatto. Beh, io vi confesso di si. Anzi , oggi, non ci si stupisce più vedere qualcuno che per portarsi a via l’oggetto del desiderio avvicina il telefono portatile, o un pezzetto di plastica o altre diavolerie simili. Si diavolerie, perché in passato il denaro era considerato, in certi ambienti, lo sterco del diavolo. Eppure erano pezzi d’oro puro e zigrinati. Poi, sempre dei religiosi, i francescani, riabilitarono la funzione di crescita e di sviluppo che può dare il denaro, specie quello preso a prestito. Recentemente il premier italiano  Draghi, si esprimeva parlando di debito buone e cattivo. Cosa che ben sanno  i nostri artigiani  quando decenni fa firmavano pacchi di buone cambiali.

Insomma, un lungo preambolo per dire, che siamo entrati sempre più nell’epoca della fiducia.  Ma la società merita questa fiducia? Io ricevo in pezzetto di carta , un bonifico elettronico e mi fido, ti cedo la merce o il servizio richiesto. E’ vero, assistiamo ancora in certi settori al passaggio di denaro contante, ma anche questo, non essendo più ancorato ad alcunchè di reale è un passaggio che si fa in fiducia. Mi fido del mio interlocutore, mi fido delle legge che lo Stato mette in campo per imporre  e far accettare ai cittadini il corso forzoso del vil denaro contro beni reali che sono stati fatti con fatica e sudore. Si sono ampiamente superate le direttrici teoriche  dell’economia monetaria e della scuola di Vienna.

Nel mondo globalizzato , chi detiene il potere reale è chi stampa , fabbrica, gestisce il denaro, reale o virtuale che sia e  che in via fiduciaria tutti accettiamo. Il denaro non è più soltanto, ne mezzo di scambio ne merce, è la fiducia nel sistema. Dopo gli accordi di Bretton Woods ed l’abbandono della convertibilità del dollaro, tutto è cambiato. Ora si affacciano le monete criptate, uno strumento per gli anarchici dell’economia, che ribadisce il concetto che pecunia non olet, ma come tutti gli anarchici, fanno paura. Ora gli Stati son autonomi e indipendenti, se ed in quanto sono in grado di vender la fiducia del loro popolo. Voi vi fidereste in uno scambio commerciale di incassare, o farvi accreditare, una piccola fortuna in won nordcoreani o in dollari figiani? Forse preferireste dei più tranquilli, per modo di dire, dollari americani? Io credo che molti sceglierebbero la moneta USA, eppure la FED, così come la BCE stanno immettendo sul mercato mondiale, imitate in ciò dalle altre banche centrali, tonnellate di carta numerata da 10-100 seguite da nomi quali dollaro, euro, yen, sterlina, renminbi o kuài, ecc.

Ora ci stiamo evolvendo puntando sulla luna, marte e stelle vicine. Una sorta di fuga in avanti ideale ma , per ora le relazioni negli scambi internazionali , son ancora saldamente ancorate al dollaro ed alle altre monete maggiori che sono saldamente in mano al potere centrale e tra queste l'euro, forse la più indipendente. Ma anche la BCE con questa pandemia ha dovuto piegarsi , e non credo che si ritornerà  indietro  tanto facilmente dal denaro facile distribuito agli stati, cosa che è programmata per il  2023.

Non ho una conclusione breve  ma molte considerazioni possono essere suggerite da queste nuove modalità di regolare gli scambi internazionali, tenendo però conto che i governi difficilmente lasceranno il mercato delle moderne cripto monete libere , almeno fintanto chè non troveranno, come sta cercando di fare la Cina ,che ne ha ben donde, di addomesticarle e di imbrigliarle.

Maurizio Zumerle