Associazioni | 18 giugno 2021

Teatro Stabile di Verona, Vescovo: «Un trittico di spettacoli per ripartire dal vivo»

Piermario Vescovo, direttore artistico Teatro Stabile di Verona, ci ha raccontato le attività portate avanti dal Nuovo a pochi mesi dall’incarico, tra iniziative simboliche, visite guidate e nuovi progetti che hanno accompagnato, e accompagnano, la riapertura in vista del graduale ritorno alla normalità dello spettacolo dal vivo.

Teatro Stabile di Verona, Vescovo: «Un trittico di spettacoli per ripartire dal vivo»

In vista del Premio Verona Network, la cerimonia di premiazione delle realtà più impegnate nello sviluppo del territorio scaligero, abbiamo intervistato Piermario Vescovo, da pochi mesi nuovo direttore artistico del Teatro Stabile di Verona. Un'occasione per riflettere con lui sulla situazione vissuta dal settore della cultura e degli spettacoli e sul calendario di appuntamenti in programma nei prossimi mesi. 

«Da febbraio di quest’anno sono direttore artistico del Teatro Nuovo – Fondazione Atlantide, che ha sede in uno dei più importanti edifici teatrali della città. Un teatro storico che propone essenzialmente teatro di prosa e che ha un’ampia platea di abbonati. Sono professore ordinario di Storia del teatro all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e da pochi mesi ho il piacere di seguire l’attività del Nuovo, che è stato diretto da Paolo Valerio, ora direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia».

«Il periodo del mio ingresso è stato un momento molto complesso, per le ragioni che tutti sappiamo. Abbiamo preso parte all’iniziativa promossa da U.N.I.T.A “Facciamo luce sul teatro” che prevedeva nella serata del 22 febbraio di illuminare e tenere aperti i propri edifici per un paio d’ore, dalle 19.30 alle 21.30: un modo per chiedere alle autorità maggiore attenzione e riflettere sulla situazione che ha attraversato il settore fino a pochi mesi fa. Ora invece, con la ripresa, speriamo di tornare presto alla vita teatrale e dello spettacolo dal vivo di prima».

Per quanto riguarda invece le attività portate avanti nell’ultimo periodo, il direttore ricorda «innanzitutto la riapertura del Teatro in forma di visite guidate, poi un progetto con il sostegno di Fondazione Cariverona dal titolo “All about theatre”, un modo per documentare la vita interno del teatro nei momenti di chiusura, delineare il profilo di coloro che lavorano all’interno e raccontare anche la storia dell’edificio.

«Abbiamo poi ospitato delle iniziative di ricerca, conferenze e ora ripartiamo con la programmazione consueta. Proporremo due riprese di spettacoli di repertorio, con la regia di Paolo Valerio, uno dell’anno scorso intitolato “Silent Dante” e che si sviluppa come itinerario che parte dal Teatro Stabile per proseguire verso i luoghi danteschi della città, il secondo è uno spettacolo di lunghissimo rodaggio, “Romeo e Giulietta” itinerante, che segue la stessa modalità. Il mio primo spettacolo veronese si svolgerà nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese e sarà una tragedia shakespeariana, il “Tito Andronico”, nella cornice del lapidario Maffeiano, mai utilizzato finora come luogo di teatro, in programma dal 22 al 25 luglio».  

«Naturalmente stiamo anche lavorando per riprendere le tradizionali stagioni del Nuovo: il “Grande Teatro” e “Divertiamoci a Teatro”. A breve ci confronteremo con il Comune di Verona e di programmare gli spettacoli riproponendo in grande parte il calendario che avevamo già organizzato l’anno scorso. Stiamo aprendo anche molti bandi, ci guardiamo intorno, specie in relazione a una stagione che vorremmo proporre in autunno e che si chiamaTheatre Art”. Infine, va di pari passo l’impegno per cercare di attuare dei progetti di più ampio respiro culturale, anche in collaborazione con l’Università di Verona e di altri enti, che affianchino la produzione teatrale».

Samantha De Bortoli