Associazioni | 15 giugno 2021

Alberto de Togni: «Agricoltura come incontro di economia e ambiente»

Le difficoltà attraversate dal comparto e lo slancio verso la ripresa, le discussioni intorno alla PAC e l'insanabile divergenza tra sostenibilità e imprenditorialità. In occasione del Premio Verona Network, ne abbiamo parlato con il presidente di Confagricoltura Verona.

Alberto de Togni: «Agricoltura come incontro di economia e ambiente»

Sviluppare le aziende agricole e dare slancio al settore primario a beneficio dell’economia collettiva con una costante attenzione all’ambiente e al territorio; favorire l’innovazione delle imprese in ottica di sostenibilità delle pratiche agricole incentivando la competizione delle aziende sui mercati interni e internazionali. Questo e tanto altro ancora è Confagricoltura Verona, sede locale nata in seno alla più antica organizzazione di tutela e di rappresentanza delle imprese agricole.

In occasione dell’annuale Premio Verona Network, ne abbiamo parlato con Alberto De Togni, presidente Confagricoltura Verona: «L’associazione nasce il giorno di San Valentino del 1946 con una struttura organizzativa piramidale. È un sindacato di imprenditori agricoli che si occupa della tutela e degli interessi delle aziende agricole».

Confagricoltura, come ogni altro comparto, è stato fiaccato dalla Pandemia che ha scandito un anno particolarmente critico: «Abbiamo riscontrato significative difficoltà nei rapporti con le aziende, la manodopera e gli annessi problemi del lavorare in sicurezza -analizza De Togni-. Noi abbiamo il privilegio di operare nella natura all’interno di un ciclo che non conosce battute di arresto: piante e animali continuano a crescere e riprodursi, a mangiare e vivere una quotidianità immutata al contrario di noi esseri umani. Perciò, le criticità emerse durante la pandemia si sono concentrate nei processi secondari di lavorazione e commercio di prodotti agricoli».

Consumo di derrate alimentare e l’enogastronomia sono i settori che hanno accusato maggiormente la crisi anche a causa del blocco del turismo e della ristorazione.

«Significativi problemi sono stati riscontrati a livello agrituristico con perdite di fatturato intorno al 90% e a livello florovivaistico, settore connesso. È stato difficile reperire manodopera per la raccolta di prodotti ma Confagricoltura Verona non si è fermata e ha sviluppato soluzioni per garantire supporto alle aziende».

Attualmente, in linea con la politica agricola comunitaria stanno prendendo forma delle progettualità di ripresa: «Prosegue la discussione sul rinnovo della PAC (Politica Agricola Comune): è una delle politiche comunitarie di maggiore importanza, impegnando circa il 39% del bilancio dell'Unione Europea -afferma il presidente-. In questi giorni le trattative si sono interrotte perché non è stato raggiunto un accordo tra le spinte social-ambientali preponderanti rispetto alle necessità economiche-imprenditoriali del mondo agricolo. L’agricoltura tradizionale, quella basata su processi integrati, da anni è in evoluzione: basti pensare che, nel giro di soli 20 anni, i principi attivi afferenti ad agrofarmaci sono passati da circa 650 a poco più di 200. Questo cambiamento dimostra l’attenzione e il rispetto per l’ambiente che non va mai a discapito dell’incremento produttivo delle colture».

«Una mission di grande livello che Confagricoltura Verona vuole continuare a perseguire con dignità, senza essere demonizzati nei processi produttivi mantenendo la dignità economica delle nostre imprese».

Confagricoltura Verona si impegna nel valorizzare e nell’operare in un ambiente il più green possibile: «Agricoltura significa vivere a contatto con i processi naturali quindi, contadini e imprenditori sono i primi a voler operare in un ambiente sostenibile sinonimo di rispetto e attenzione verso gli altri -conclude il presidente Alberto De Togni-. Questo è ciò che mi spinge a perseguire il mio impegno: la consapevolezza che il frutto del mio lavoro entra ogni giorno nelle case delle persone e fa parte della vita delle famiglie. È un lavoro di antica tradizione ma che si rinnova a passo svelto e richiede grande consapevolezza».

 

Erika Funari