| 10 giugno 2021

Consorzio Valpolicella: approvato all’unanimità il bilancio 2020

Il presidente Marchesini: «La denominazione ha retto. Ora, dobbiamo proseguire, su promozione, green e politiche di contenimento».

Consorzio Valpolicella: approvato all’unanimità il bilancio 2020

Il Consorzio di tutela vini Valpolicella, Sant’Ambrogio, Verona, continuerà, sulla strada della promozione, del green, sulla competitività delle aziende, realizzando politiche di equilibrio produttivo e di tutela delle denominazioni rappresentate. Un programma, emerso, il 7 giugno 2021, nel corso dell’Assemblea dei soci, per la presentazione del bilancio dell’esercizio 2020  – oltre 2,5 milioni di euro – che è stato approvato all’unanimità.

Il presidente del Consorzio, Christian Marchesini

«L’istantanea socioeconomica dell’anno trascorso ci restituisce una denominazione, resistente alla crisi e già pronta al riscatto sui mercati, compreso quello nazionale che, a causa della chiusura di Horeca, ha registrato una flessione prossima al 10%. La pandemia ci ha costretti a modificare il paradigma della promozione, virando sul digitale. Una sfida, sia in termini di investimenti, che di contenuti, che ci ha premiato, anche nel ruolo di precursori, in Italia, di un nuovo percorso di matching, sui principali paesi target e che continueremo ad alimentare, anche, nei prossimi mesi e in futuro. Ora è il momento di crescere e, per farlo, servirà aumentare anche la dotazione finanziaria del Consorzio, le cui quote sono tra le più basse, rispetto a quelle richieste dagli altri enti di tutela vinicola. Ripartiamo a fianco delle aziende che, soprattutto in questa congiuntura, hanno dato prova di riconoscere al Consorzio un ruolo centrale, sia nella gestione dell’intera denominazione, che ha mantenuto intatto il valore della sua produzione lorda vendibile, a garanzia della reddittività delle imprese, che, nell’attuazione di innovative politiche, a sostegno dell’export».

L’internazionalizzazione è stata realizzata, nel 2020, con 17 iniziative, in 9 Paesi obiettivo – quali Germania, USA, Canada, Svezia, Repubblica Ceca, Giappone, Gran Bretagna, Cina e Polonia. Per l’Italia, dopo Anteprima Amarone 2016 – l’ultimo evento fisico del Consorzio, è stato realizzato, nel 2020 – la sede del Consorzio si è trasformata in una piattaforma di promozione digitale, con uno studiato calendario, apertosi a febbraio, con la ‘Valpolicella annual conference’ – quasi 8000 operatori, collegati da 27 nazioni – e con  i corsi Vep  – Valpolicella education program, che, ad oggi, contano 28 specialist in 13 paesi, e un nuovo focus, dedicato al Valpolicella Superiore, vino di territorio, previsto per il prossimo 24 giugno. Tra le attività di valorizzazione dell’identità dei vini, in ottica commerciale, anche lo studio, sui vini di metodo e quelli di territorio, che troverà completamento nel corso di quest’anno. Massiccia inoltre la campagna di comunicazione, sui principali media internazionali di settore e di ingaggio/posizionamento sui social. Quanto al tema “tutela” della denominazione, nel 2020 il Consorzio ha avviato 25 cause, di cui 18 ancora in corso, sia in Italia che all’estero. L’Amarone è ancora una volta il vino più ‘soundizzato’, con il tentativo di ingresso sul mercato di marchi ingannatori, come Alvarone in Portogallo, o Amara in Unione Europea, ma, anche Amaroute, in Italia. Non mancano i tentativi di frode anche per il Ripasso, declinato al femminile nel Benelux.

Circa l’impiego delle uve, con il 73% dei voti dei soci e una maggioranza largamente favorevole, il Consorzio ha formalizzato alla Regione Veneto l’istanza di riduzione a 10,5 tonnellate per ettaro (anziché 12 tonnellate per ettaro attualmente previste dai disciplinari) della resa massima di uva, ammessa per la produzione dei vini ‘Valpolicella’, ‘Valpolicella Ripasso’, ‘Amarone’ e ‘Recioto’, decisione valida già, per la vendemmia di quest’anno. Approvate anche ulteriori misure di contenimento, proposte dal Consorzio: dalla rimodulazione dell’esubero massimo del 20% sul nuovo parametro di 10,5 tonnellate per ettaro, al limite di 5 tonnellate per ettaro di uve da mettere a riposo, per la produzione dei vini Docg ‘Amarone’ e ‘Recioto’, e di 5,5 tonnellate per ettaro, per l’uva certificata RRR o certificata biologica, da mettere a riposo.

Prossime modifiche dei disciplinari: le più rilevanti, dal punto di vista commerciale, coinvolgono ‘Amarone’ e ‘Recioto’, con la possibilità di utilizzare bottiglie di vetro, con capacità fino a 15 litri e l’utilizzo esclusivo del tappo a raso bocca.  Un’attività, quella del Consorzio Valpolicella, non solo costruttiva, ma, al tempo, molto attenta alle esigenze diverse, destinate a creare qualità, formazione compresa, e, quindi, a rafforzare importanti canali di commercializzazione, nonché alla lotta alle produzioni illecite, sia all’estero, che in Italia, a discapito del “nome” e della qualità “Valpolicella”.

 

 

 

 

Pierantonio Braggio