Risparmio - 09 giugno 2021, 10:50

Assegno unico, istruzioni per l'uso

Il Governo Draghi ha approvato una misura ponte dell’assegno unico valida dal 1° luglio al 31 dicembre 2021: dal 2022 il beneficio sarà strutturale e universale.

Assegno unico, istruzioni per l'uso

Cos'è

L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno uno o più figli fino a 21 anni a carico. È composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia: l’importo cala al crescere dell’Isee e si azzera se l'Isee supera i 50 mila euro

A chi spetta

In questa fase transitoria il beneficio verrà attribuito a tutte quelle famiglie, circa due milioni, che finora erano escluse dagli assegni familiari: lavoratori autonomi, soggetti inattivi o incapienti, percettori di Reddito di cittadinanza, ma anche dipendenti che finora sono rimasti fuori dagli assegni per ragioni di reddito familiare. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza.  

 

Lo schema dell'ammontare dell'assegno

Gli importi base sono 167,5 euro per un figlio, 355 euro con due figli, 653 euro con tre figli e spettano per un Isee fino a 7 mila euro. L'importo si dimezza a 83,5 euro per figlio intorno ai 15mila euro di Isee. E scende fino a 30 euro al mese a figlio dai 40mila euro di Isee fino a 50mila euro.

 

Come si richiede

L'assegno unico può essere richiesto in via telematica a Inps o presso il patronato Inas Cisl. Le modalità verranno precisate dall'Inps entro il 30 giugno 2021. L’erogazione dell’assegno decorre dallo stesso mese di presentazione della domanda e avviene mediante accredito sull'Iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato, con l’eccezione delle famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori, l’assegno può essere accreditato in misura pari al 50% sull’Iban di ciascun genitore

 

Per i lavoratori dipendenti

Le famiglie che ricevono già oggi gli assegni familiari - quindi quelle dei lavoratori dipendenti - riceveranno un extra. La maggiorazione va dai 35,7 euro per ciascun figlio ai nuclei fino a due figli, di 70 euro per figlio ai nuclei di almeno tre figli. 


Emiliano Galati (Felsa Cisl)

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