Lavoro | 03 giugno 2021

My English School, l'inglese si impara parlando

In occasione del nuovo numero di Verona Economia, in uscita domani, abbiamo intervistato Nathalie Eriksson, Centre Director di My English School Verona, per farci raccontare la sua realtà e l'importanza dell'inglese nel mondo del lavoro.

Nathalie Eriksson

Nathalie Eriksson

Nell'approfondimento settimanale di Verona Economia ci siamo occupati di scuole di formazione. La formazione è ormai diventata un elemento fondamentale nella ricerca del lavoro: medesima rilevanza ce l’ha anche l’apprendimento delle lingue. Per parlarci di questo, abbiamo intervistato Nathalie Eriksson, Centre Director di My English School Verona.

 

Come nasce My English School e di cosa vi occupate?

 

My English School nasce nel 2010, siamo attivi sul mercato italiano quindi da 11 anni. Nasce come collaborazione da un inglese e un fiorentino, Luigi. Loro avevano quest’idea di portare la lingua inglese agli italiani in maniera innovativa e diversa rispetto alle scuole pubbliche. Volevano trovare un metodo che permettesse agli allievi di imparare e praticare la lingua sia nel mondo lavorativo che nella quotidianità. La prima scuola è stata aperta a Firenze, poi a Milano, Roma e Bologna e nel 2014 siamo approdati a Verona. La scuola è cresciuta moltissimo in questi sette anni, e ora My English School conta più di quaranta scuole in Italia, e sedi in Francia e in Spagna.

 

Quanto è importante lo studio della lingua inglese nella ricerca di un lavoro?

 

La lingua inglese è diventata sempre più importante anche nei settori che prima non l’avevano come requisito principale. L’inglese è una lingua internazionale che permette di farsi capire da chiunque. È importante rimarcare anche il fatto che molte multinazionali si sono stabilite in Italia e la lingua inglese è diventata la lingua più importante da sapere per potersi ricercare un lavoro. Anche le persone che devono fare concorsi pubblici o che devono emigrare: sono tantissimi i settori in cui la lingua inglese è fondamentale. È necessario anche avere un buon livello di inglese: mentre un tempo era sufficiente un B1, ora il livello minimo richiesto da qualsiasi università è un B2. 

 

Come avete affrontato il 2020?

 

Come per tutti è stato un anno difficile, ma lo abbiamo affrontato in maniera positiva: invece di fare retromarcia e bloccare tutto abbiamo ampliato il nostro sistema di lezioni a distanza. Prima era un sistema soltanto riservato ad alcune aziende che non avevano la possibilità di venire in sede; adesso abbiamo perfezionato moltissimo questo modus operandi. Siamo fieri di dire che le lezioni online sono efficaci come quelle in sede, vengono erogate nella stessa modalità e rendono ugualmente. Nel 2021 abbiamo notato che molti studenti continuano a preferire la modalità da remoto, anche per la comodità nel seguire le lezioni da casa propria. Abbiamo affrontato il 2020 con novità importanti che non spariranno. 

 

Quali sono i vostri progetti futuri?

 

Noi continuiamo ad ampliare le nostre proposte sia per le aziende che per i privati. Abbiamo dei corsi di Medical English, Legal English, English for Hospitality, estendendoci a settori specifici. Anche il nostro sistema online viene perfezionato tutti i giorni, e anche le attività digitali a supporto dei corsi.

 

Valentina Ceriani