Economia | 02 giugno 2021

Gli affari sono affari e l'operazione "Prendi Cattolica e incassa" ne è l'esempio.

Dopo che Generali ha scoperto le carte e da partner industriale "passa a padrone", ci sono ancora in giro per Verona dei creduloni e degli ignavi: i primi credono che Generali sia venuta a curare gli interessi dei veronesi; i secondi credono che curandosi dei loro stretti affari, per loro andrà bene , rinovellando "Io , speriamo che me la cavo"

Gli affari sono affari e l'operazione "Prendi Cattolica e incassa" ne è l'esempio.

Se io fossi Generali ammansirei e blandirei i responsabili locali veronesi  garantendogli, ora per allora, grandi visioni  prospettiche, grandi interventi locali,  grandi  interazioni  con la società civile che conta. Da massone strizzerei, per convenienza, anche un  occhiolino alla Chiesa. Ovviamente,  chiederei il rispetto delle normative, e se qualcuno fa il furbo, come intuitivamente pare sia stato  fatto qualche giorno fa in borsa,  io alzerei la bandiera della legalità e della correttezza. E, sempre indossando le vesti di Generali, lo farei per convinzione e  non  per  circostanza.

Generali quindi usa le parole che i veronesi che contano vogliano sentire. In compenso, si porta a casa un ghiotto boccone: comprare a poco quello che contiene moltissimo. Cattolica valeva oltre 5 mld non molto tempo fa, ed ora con poco più di un miliardo, Generali si porta a casa tutto, compresa una gran parte di cash .

È la legge del mercato, che io rispetto, ma non apprezzo chi consapevolmente, o per  fregarsene,   ha permesso  nei fatti la spoliazione della società Cattolica cooperativa. Forse non avevano tutti i poteri, ma sicuramente più di chi scrive. Questa gente,  fra qualche mese,   magari ,  verrà a chiederci il voto,  e ci diranno : «No gh'era gnente da far». A tutti gli acquiescenti ed i distratti, per i più disparati motivi (soldi, potere, fama, errori, ecc), a tutti questi signori  chiederei   di  non occuparsi più delle cose pubbliche. Ed invece, temo che queste "autorità" tralasceranno il passato e si riproporranno a gestire le istituzioni veronesi fidando  nella memoria corta della gente.

Intanto che i veronesi piangono sul passato, il sistema finanziario e politico  centralista e nazionalista prosegue nello sfilare di soppiatto ai veronesi, legalmente e con tutti i crismi dell'ufficialità, uno dopo l'altro,  tutti i baluardi economici e sociali che le generazioni precedenti  hanno costruito con sacrifici.

Le colpe, non sono solo a Verona, ma molti veronesi si sono adeguati  al sistema politico che da trent'anni  si è fermato, solo onori   possibilmente niente oneri politici.In ciò avallati da forze politiche divisive e spartitorie, che forse dimenticano  che per spartire la ricchezza occorre prima costruirla. Bisogna ribellarsi a questa forma mentis.  Un plauso in questa vicenda va fatto a quei pochi,  politici ed enti, tra cui la Chiesa, che si  sono battuti per Cattolica veronese. Da questi persone  ed istituzioni  si può ripartire e pensare al futuro. 

Verona, e la sua provincia, sono realtà fortunate. Il territorio è stato economicamente ridimensionato  ma ancora ricco. Possiamo ancora rifarci, ma occorre uno scatto di orgoglio. Occorre  mettere da parte  i particolarismi e la voglia di rivincita che in  tanti alberga,   ma in modo disorganizzato che non porta a nulla . Generali  si  è fatta  correttamente i suoi interessi  e, se volete, con questa operazione si pone anche a salvaguardia di un patrimonio nazionale  che qui a Verona  non si è saputo gestire, più per ignavia  e  accondiscendenza che per incompetenza.  Ma non si venga a dire che non si  può fare altro.  Molti soci  veronesi hanno liquidato  i denari  rimasti, ma non  credano che basti la gestione passiva per salvarsi. Non basta dare i soldi dati alle banche. I banchieri, oggi come oggi, non sanno che farne e, al di là di frasi  fatte, non sono  da tempo legate al nostro territorio. L'intermediazione è ridotta a pochi spiccioli rispetto alla masse di liquidità presenti nei conti.

Ora  dopo questa ennesima batosta finanziaria, la figuraccia di  alcuni rappresentanti  politici e delle nostre istituzioni,  ci vorrebbe qualcuno, anche di redento, per sfruttare  l'occasione di rilancio dell'economia veronesi.  Ma  se stiamo a rincorrere il passato siamo perduti. Avanti quindi con progetti ed idee, che "l'articolo quinto"  non sempre ha vinto. Noi ci  proveremo e ci saremo.  

 

Maurizio Zumerle