Economia | 01 giugno 2021

Cattolica, Paternoster: «La finanza veronese perderà tantissimo»

Nell'ultima puntata di Verona Live, condotta dal giornalista e direttore di Verona Network Matteo Scolari, l'onorevole Paolo Paternoster fa il punto in merito alla notizia dell'acquisto delle azioni di Cattolica da parte di Generali.

Paolo Paternoster

Paolo Paternoster

Il Gruppo Generali non attende tempo, pochi giorni dopo l'assemblea di Cattolica che ha rinnovato il CDA, ieri mattina ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni della società di assicurazioni veronese. Nell'ultima puntata di Verona Live, l'onorevole Paolo Paternoster fa il punto sulla questione.

 

A questa situazione Lei si è sempre opposto. Cosa ne pensa?

 

Io non scommetto mai nella vita, e non lo farò nemmeno nei prossimi anni. Ma su Cattolica avrei potuto scommettere qualsiasi cosa, perché è una storia già vista. Quando l’anno scorso c’è stata la trasformazione in SPA in piena emergenza Covid e senza partecipazione fisica degli associati, è stato un epilogo ampiamente prevedibile. I tempi sono stati rapidissimi, segno che già dall'anno scorso c'era un disegno studiato a tavolino in modo che Generali acquisisse completamente la nostra storica perla finanziaria veronese. Ora mi chiedo: oggi, con questa OPA, cosa rimarrà dei duemila dipendenti e dei migliaia di soci che hanno investito da sempre in Cattolica. La finanza veronese secondo me perderà tantissimo. Ribadisco che se fino a qualche anno fa era prevedibile e sostenibile la costruzione di una cittadella della finanza veronese di fronte alla Fiera, oggi sarebbe praticamente inutile perché non ci è rimasto più nulla, per colpa di scelte strategiche sbagliate e di chi ha rappresentato il CdA fino a poche settimane fa. La politica veronese ha molte responsabilità, non essendo mai intervenuta. Ci rimane una grandissima amarezza.

 

Generali aveva già una strategia ben precisa, voleva il controllo assoluto della società e il CdA di Cattolica in carica fino a qualche settimana fa ha dato il via libera a quest’operazione. Sono fermamente convinto che la realtà di Cattolica si poteva tenere qui: non è una questione di “veronesità” ma è una questione economica. Il nostro tessuto economico è fatto di PMI, ma è fatto anche di finanza. Tenersi qui quest’azienda avrebbe potuto fare la differenza. Le peggiori previsioni si potevano vedere dalla composizione del nuovo CdA: nessuno rappresenta il nostro territorio.

 

Vediamo cosa dirà il tempo, quindi.

 

Il futuro è già scritto. Sparirà la sede di Verona, questo è chiaro, e sparirà Cattolica. Non possiamo vivere con i paraocchi, e a questo punto abbiamo perso tutto. Abbiamo perso UniCredit, la Banca Popolare, l’Autostrada Serenissima: domandiamoci il perché. Dobbiamo dare delle direttive da seguire. Tra 19 giorni inizia la stagione lirica di Verona: l’anno scorso abbiamo visto cos'ha significato non avere un evento simile per la nostra economia. Il mio augurio è quello di una buona stagione lirica che aiuti l'economica veronese a risalire la china.