Annunci e varie | 27 maggio 2021

98° Arena di Verona Opera Festival 2021. Presentati straordinari programmi ed allestimenti

Aprendo una finestra internazionale, sulla cultura e sulla bellezza italiana, Fondazione Arena di Verona gode, in questo 2021, della collaborazione di Biblioteca Apostolica Vaticana, Fellini Museum, del Comune di Rimini, Fondazione Alinari, per la Fotografia, Gallerie degli Uffizi, Museo d'Arte Cinese ed Etnografico di Parma, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Museo Egizio di Torino, Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, Parco Archeologico di Pompei, Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi e Sito Archeologico di Paestum

98° Arena di Verona Opera Festival 2021. Presentati  straordinari programmi ed allestimenti

98° Arena di Verona Opera Festival 2021.Presentatistraordinari programma ed allestimenti, che si realizzeranno, con la collaborazione di pregiate Realtà museali italiane.

 

 

 

Fondazione Arena ha presentato, dunque, una stagione, che rivede, tecnologicamente, gli spazi areniani, ponendo idealmente in luce la bellezza italiana, giovandosidel prezioso intervento di eccellenze museali, espositive, artistiche e culturali del Paese, e godendo del patrocinio del Ministero della Cultura, per la prima volta nella storia del Festival, mirando, pure, alla valorizzazione del territorio Per i seimila posti a sedere, mercoledì 26 maggio, alle ore 10, la Biglietteria centrale riaprirà le porte agli spettatori, riprendendo le vendite online. Fondazione Arena conferma il Festival 2021, mantenendo invariati titoli, date e cast, ma, snellendo le produzioni, con un progetto basato sulle nuove tecnologie, ed affidando le nuove produzioni ad una identità collettiva, costituita dalle storiche risorse areniane e guidata dal sovrintendente e direttore artistico, Cecilia Gasdia. Dunque, un'unica firma corale, per sei nuove opere e due appuntamenti sinfonici. Verranno messe in scena nuove regie e allestimenti più snelli, meno invasivi, soprattutto per le movimentazioni di retropalco, nella cui narrazione troveranno uno spazio significativo parte dei capolavori conservati nelle eccellenze museali italiane, in un ideale gemellaggio artistico, che abbraccia tutto lo stivale. Ciascuna delle citate Istituzioni darà uno specifico contributo, all'interno della drammaturgia di un'opera, in una equilibrata sintesi tra l'iconografia, la tecnologia di 400 mq di ledwall e gli elementi di scenografia che caratterizzeranno i singoli allestimenti. Ogni titolo del calendario avrà il suo riferimento e la sua matrice d'ispirazione, in una o più eccellenze espositive del patrimonio italiano e della Città del Vaticano: Biblioteca Apostolica Vaticana e Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi collaboreranno, per tratteggiare un contesto visuale che narri, nel dittico di apertura, la cultura e tradizione popolare siciliana, con particolare riferimento all'ambito religioso, che caratterizza ‘Cavalleria rusticana’; per ‘Pagliacci’, invece, si avranno suggestioni felliniane, in collaborazione con il Museo del Cinema di Torino e il Fellini Museum, che il Comune di Rimini inaugurerà a breve. Per ‘Aida’, invece, Fondazione Arena ha individuato il proprio partner narrativo ideale, nel Museo Egizio di Torino, le cui straordinarie collezioni, fra le più importanti al mondo, fungerà da elemento caratterizzante, nella dialettica tra le pietre romane dell'Arena e l'iconografia egizia. In Nabucco, entrerà in campo la collaborazione con il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, per un excursus sulla storia dell'ebraismo italiano, dalle origini agli anni '40 del Novecento. “Turandot”nasce ,invece, dal dialogo con il Museo d'Arte Cinese ed Etnografico di Parma, luogo non solo di scoperta di tesori di epoche e di popoli lontani, ma anche di incontro, ricerca ed apertura a culture tradizionali e remote…. “La Traviata”, capolavoro verdiano, costruito intorno ad una protagonista assoluta di inedita forza e profondità e di sconvolgente impatto sulla società dell'epoca, nasce da un percorso di studio sulla figura femminile in tutte le sue declinazioni, grazie alla ricca collezione delle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Con la serata, dedicata a Giuseppe Verdi ed al suo“Requiem”, si celebreranno i 120 anni dalla scomparsa del grande compositore, dal monumentale patrimonio del Sito Archeologico di Paestum e del Parco Archeologico di Pompei. Seguirà la IX Sinfonia di Beethoven, creazione che ha cambiato, per sempre, la storia della musica: il suo perfetto "abbraccio alle moltitudini" citato nell'ode “Alla gioia” di Friedrich Schiller (1759-1805), messa in musica dal genio di Bonn, è idealizzato in un percorso curato dalla Fondazione Alinari, per la Fotografia, focalizzato sull'iconografia delle piazze, simbolico luogo d'incontro universale, come universale è la sinfonia e il suo messaggio extramusicale di gioia e speranza. Completano il cartellone altre serate-evento uniche, con l'atteso debutto di Jonas Kaufmann, oltre al ritorno della danza, con Roberto Bolle and Friends, e a quello di Plácido Domingo, divenuti veri e propri beniamini areniani, creatori del mito dell'Arena. Al momento della presentazione del dorato calice, di cui sopra, il sindaco di Verona, Federico Sboarina: «È una grande giornata.Sono stati raggiunti obiettivi importanti, nonostante il periodo molto complicato. Quando abbiamo cominciato a lavorare a questo Festival, non solo non esisteva la possibilità di una capienza speciale, nostro primo traguardo, ma non esisteva nemmeno la possibilità di mettere in scena spettacoli. Oggi presentiamo l'altro grande traguardo raggiunto: collaborazioni di prestigio con grandi realtà culturali nazionali e non solo. Scelte coraggiose e innovative, possibili grazie a tutti i collaboratori di Fondazione Arena. Vogliamo che le persone vengano a Verona perché abbiamo da offrire loro spettacoli unici al mondo, in un teatro unico al mondo, nella più assoluta sicurezza dal punto di vista sanitario. Il 98° Festival areniano riparte e con molte novità ad alto tasso di innovazione. La più importante è la collaborazione della Fondazione, per la prima volta, con 11 istituzioni culturali di prim'ordine. Le eccellenze italiane ferme da molti mesi ripartiranno dal nostro teatro, calamita e perno della rinascita musicale e culturale di tutto il paese». Cecilia Gasdia, sovrintendente della Fondazione Arena di Verona: «Le esigenze imposte, dalla pandemia, al modo di fare spettacolo, sono state viste come un'occasione importante da cogliere. Considerando gli allestimenti areniani 'tradizionali', imponenti e prevalentemente architettonici, abbiamo visto che gli assembramenti sarebbero stati inevitabili. Dopo aver attentamente valutato le opzioni possibili e i tempi produttivi a disposizione, abbiamo varato una linea tutta diversa e sicuramente inattesa, dando luce alle nostre maestranze, ai nostri talenti e ingegni, alle competenze che coltiviamo da sempre, per svolgere così un lavoro creativo che fosse di tutti, esperienza che ha precedenti altrove, anche in teatro, ma inedita in Italia: darla ufficialmente alla luce nella nostra Arena è già di per sé una sfida esaltante. Ancora di più lo è coinvolgere in tale sfida le istituzioni artistiche e culturali del Paese: un'operazione veramente nuova e di immenso respiro, per trasformare questa stagione in un simbolo concreto di cui essere orgogliosi, come momento corale per la cultura italiana, in equilibrio tra il desiderio di sperimentazione, l'innovazione tecnologica e la tradizione, con il recupero della bellezza, del patrimonio comune di tutti noi, di cui essere orgogliosi». L'identità collettiva, che darà vita agli spettacoli in scena, dal 19 giugno al 4 settembre, a partire dall'attesissima Inaugurazione, con Riccardo Muti, dà una forte connotazione sociale ed etica al Festival, che diventa ancora di più una stagione all'insegna della responsabilità, perché a fianco della tutela dei lavoratori impegnati in Arena, rafforza il rapporto economico tra Fondazione Arena con Verona e il suo territorio, in virtù del suo ruolo centrale nella storia, nella cultura e nell'economia del territorio. Biglietteria: Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona, tel. (+39) 045 59.65.17 - fax (+39) 045 801.3287,  biglietteria@arenadiverona.it - www.arena.it, www.arena.it, call center: (+39) 045 800.51.51. Un programma più che polposo, un programma a livello internazionale, che, se pone in luce la buona volontà, anche d’innovazione, e la tenacia della Dirigenza areniana e dei suoi collaboratori,soddisferà sicuramente gli spettatori e, al tempo, sarà di grandeonore per la Verona della Lirica. Pierantonio Braggio