Economia veronese e veneta | 25 maggio 2021

Agriturismi, per l’estate le prenotazioni sono la metà del 2020

Indagine di Agriturist, Confagricoltura: giugno senza stranieri. Tebaldi, Verona: “Qualche richiesta dal Nord Europa, per agosto, ma c’è ancora molta prudenza e troppi limiti per chi arriva da altri Paesi”.

Agriturismi, per l’estate le prenotazioni sono la metà del 2020

I problemi, per gli agriturismi veneti, fermi dai primi mesi dello scorso 2020, continuano… Le richieste di prenotazioni sono meno della metà rispetto all’estate 2020, anche se, negli ultimi dieci giorni, sono in aumento. È soprattutto il mese di giugno a soffrire di più, con l’assenza di prenotazioni, da parte degli stranieri e della clientela italiana, da fuori regione, mentre, in luglio e agosto, molte sono le cancellazioni da clienti italiani. Quanto sopra èla fotografia di un sondaggio di Agriturist Veneto, l’Associazione degli agriturismi di Confagricoltura, effettuata sulle strutture agrituristiche delle sette province regionali. Dai dati, emerge che in giugno le prenotazioni sono molto poche e riguardano quasi esclusivamente clienti italiani (95%), provenienti da zone limitrofe (turismo regionale). Da metà luglio a fine agosto, a prenotare, sono quasi esclusivamente ospiti stranieri (90%) per lo più provenienti da Germania, Austria, Olanda e Francia. Vengono preferiti gli appartamenti alle camere, per motivi di sicurezza, legata al distanziamento sociale. A chiamare sono soprattutto clienti affezionati, che chiedono degustazioni di prodotti tipici e ristorazione in loco, oltre a tour, passeggiate e attività per bambini. In pratica, tutto si complica e no resta che sperare in un radicale venire meno della pandemia.“Paradossalmente, quest’anno, la situazione è ancora più critica del 2020 – commenta Leonardo Granata, presidente di Agriturist Venetoe titolare dell’agriturismo Monte Sereo,aBastia di Rovolon (Padova ) -. L’estate scorsa assistemmo a un’improvvisa fiammata, nel post lockdown, con moltissime prenotazioni last minute, da luglio fino alla seconda metà di settembre, che in parte rimediarono al blocco dell’attività della prima parte dell’anno. Quest’anno si avverte un grande desiderio di uscire e tornare alla normalità, ma con molta più prudenza e attenzione per il timore di tornare indietro all’incubo lockdown. C’è ancora incertezza, sull’andamento vaccinale e sui passaporti verdi, perciò la gente aspetta a decidere dove andare in vacanza, finché la situazione non è ben chiara. Quel che è certo è che molti agriturismi, che hanno chiuso l’anno scorso, hanno rinunciato ad aprire e rendere fruibili alcuni servizi accessori, come spa e centri benessere. Sono a zero prenotazioni: si tratta appunto di chi lavora in località turistiche, ha un target straniero e ha solo camere”. Conferma Alessandro Tebaldi, presidente di Agriturist Verona e titolare dell’agriturismo Corte Attilea sul Mincio: “Nelle ultime settimane qualcosa si è mosso, soprattutto per quanto riguarda agosto. Ma per quanto riguarda giugno, siamo a zero e, anche luglio, per ora langue, perché le prenotazioni partono, dalla fine del mese. Per chi lavora con turisti stranieri, come la mia struttura, non ci sono richieste, in quanto la situazione è ancora molto incerta. L’ultimo dpcm ha confermato fino al 31 luglio una serie di limitazioni o prescrizioni, per i turisti, che vogliono venire in vacanza in Italia, come l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e il Giappone e la certificazione verde per i Paesi del Nord ed Est Europa. Naturalmente, questo rappresenta un freno, per chi arriva dall’estero. Un po’ meglio stanno gli agriturismi, che lavorano con la ristorazione, anche con la prospettiva della ripresa dell’agriwedding e delle altre cerimonie in giugno, oppure quanti intercettano il turismo dei soggiorni brevi, legati a particolari iniziative o manifestazioni, che stanno ripartendo”.Chi, invece, ha ristorazione sta ripartendo, anche se, in maggio, il meteo non è stato favorevole. “Abbiamo avuto problemi con la pioggia, con la difficoltà di gestire gli ospiti all’aperto – spiega Giovanni Ederle, dell’agriturismo San Mattia, Verona.“Ma, nonostante il coprifuoco delle 22, abbiamo lavorato bene, sia a pranzo, che nel pomeriggio, con gli aperitivi, pur con la difficoltà di organizzarci, perché la gente cambia abitudini, ogni settimana, in base alle normative e all’andamento dei contagi e dei vaccini. Diciamo che, dalle prenotazioni last minute siamo passati a quelle last second: bisogna adattarsi e improvvisare, modificando i programmi. Per quanto riguarda l’alloggio, da alcuni giorni cominciamo a percepire più movimento e buonumore: cominciano le prime prenotazioni, legate alla riapertura delle fiere e all’estate di spettacoli in Arena. Si tratta di soggiorni brevi. per quanto riguarda le camere, mentre per gli appartamenti, ci sono pernottamenti anche per quattro o cinque notti”. Tempi difficili, dunque, con schiarite, che speriamo si mantengano, cacciando nubi negative e ridando vita ad un settore, che crea attività diverse e consumo, nell’agroalimentare, a vantaggio anche, quindi, del mondo agricolo, cui, come all’agriturismo, va volta la nostra massima attenzione.

Pierantonio Braggio