Fiere ed eventi | 21 maggio 2021

Il sorriso dei bambini, nel nome di Emma. Una storia veronese, finita ad Auschwitz…

Il 5 aprile 1944, partiva, dal campo di concentramento di Fossoli, Modena, il convoglio numero nove. Emma Foà arrivò ad Auschwitz il giorno 10.

Il sorriso dei bambini, nel nome di Emma. Una storia veronese, finita ad Auschwitz…

 

 Aveva pensato che Sanremo, dove viveva nascosta, sarebbe stato un luogo sicuro… Scesa dal treno, alla selezione alla Judenrampe, lei, anziana, incredula e impaurita signora settantenne, fu mandata immediatamente al gas.
Emma era una brava insegnante di una scuola, per l’infanzia, di Verona, sita in vicolo San Bernardino 10, nel quartiere di San Zeno; per qualche anno, fu la direttrice di quell’istituto, dove molti la ricordavano, come persona affabile e gentile, seria ed accudente, per i bimbi che le venivano affidati, e collaborativa, con gli altri educatori. Oggi quel quartiere popolare e popoloso è abitato da persone provenienti, da tutto il mondo e la scuola, rimodernata e moderna, ospita ancora un nido d’infanzia, che, dal 1993, è intitolato proprio ad Emma.
Ogni anno, in un giorno vicino alla data del suo compleanno, il 23 maggio, le educatrici ed i bimbi organizzano una cerimonia, per ricordare la tragica storia di quella maestra, per dirci che non l’hanno dimenticata e, soprattutto, per farci vedere che la vita continua, come appare nei loro visi e nei loro sorrisi multicolori, nei loro occhi vivaci, nei loro allegri giochi e nelle loro canzoni.



Il Covid non ha permesso, né lo scorso anno, né oggi, di fare una grande festa, ma il giorno, dedicato ad Emma, c’è stato ugualmente e, così, ci siamo ritrovati in pochi, ma nello stesso clima, un poco serio, per il momento, ma anche allegro e gioioso, per i bimbi, che hanno suonato e cantato una canzone, davanti all’assessore comunale Stefano Bianchini, alla coordinatrice Ornella Bigi, che ha espresso parole commosse e sincere, al vicepresidente della Comunità ebraica Mauro Orvieto, al rabbino rav Umberto Piperno, ai presidenti delle sezioni veronesi di Aned, Anpi e Internati militari.

Bruno Carmi