Fiere ed eventi | 07 maggio 2021

I venti “Ristoranti tipici” di Verona si ripropongono, dall’8 al 23 maggio 2021 – a primavera, quindi – ai buongustai…

Quest’anno, domineranno, nei piatti, dolci “Piselli di Colognola ai Colli” e “Asparagi giganti di Mambrotta”, Verona. L’appuntamento è il terzo d’un fecondo ciclo, iniziato, nel 2018.

I venti “Ristoranti tipici” di Verona si ripropongono, dall’8 al 23 maggio 2021 – a primavera, quindi – ai buongustai…

Ogni anno, dominano, sulla tavola “tipica” veronese – “tipica”, dei Ristoranti, che propongono piatti strettamente tradizionali e locali – determinati prodotti della terra, scelti ad hoc, per dare una denominazione ufficiale al nuovo anno culinario “tipico” scaligero. L’anno in corso è dedicato al “Pisello verdone nano di Colognola ai Colli”, Verona, e all’ “Asparago gigante della Mambrotta”, Verona. Questo, certamente, sia, per promuovere prodotti agricoli, il più possibile, rigorosamente locali, sia perché i piatti devono essere preparati, secondo lo Statuto dei Ristoranti tipici, almeno, per il 50%, con prodotti agricoli della provincia veronese, onde garantire ai piatti stessi, quella particolare “veronesità” di contenuto, di gusto e di sapore, legati alla natura e all’arte d’una cucina secolare. In tal senso, i titolari dei Ristoranti, in tema, così operano, non trascurando attenzione e cura, essendosi anche impegnati ad organizzare eventi periodici, impiegando, per le loro preparazioni, un prodotto “tipico” stagionale del territorio veronese, come base centrale dei loro menù. Chiaro, inoltre, che, quanto ai vini, vengono privilegiate denominazioni veronesi, prodotte ed “imbottigliate”, nella provincia di Verona. Forniranno i “piselli” o, meglio, i “bìsi”, l’Associazione Bìsicoltori di Colognola ai Colli, e gli asparagi – che i Ristoratori cucineranno, nella loro freschezza, in quanto l’asparago perde gusto e di qualità, di ora in ora, dal momento della raccolta –  attraverso Coldiretti, l’Azienda Agricola Faccincani. I Ristoranti tipici: Trattoria Tre Marchetti, Emanuel Caffè, Al Bersagliere, Osteria Verona antica, Ristorante Greppia, Osteria ai Ósèi, Osteria DogànaVècia, Caffè Monte Baldo, Osteria al Cavaliere, Ristorante “Al Calmiere”, Bottega dei Vini, La Bottega della Rénga, Ristorante Scaligero, Casadell’Amarone, Trattoria Pane Vino, Nori, Osteria da Montresor, Ristorante Torcolino da Barca, Trattoria al Parigìn, Osteria al Borgo e Trattoria all’Isolo. L’importante iniziativa culinaria “tipica” è stata ufficialmente presentata, nell’atrio del Municipio di Verona, dall’assessore del Comune, Nicolò Zavarise, dal presidente dei Ristoratori tipici veronesi, Leopoldo Ramponi, dal sindaco di Colognola ai Colli, Claudio Carceri De Prati, Raffaello Cedro e Rosalina Vertuani, responsabile di Campagna Amica - Coldiretti Verona. Quanto ai “bìsi” o piselli, il sindaco di Colognola ai Colli ha, molto opportunamente, evidenziato, come i “verdoni” di Colognola godano d’una grande storia e di un grande nome, visto che i Dogi veneziani, facevano assaporare, alla diplomazia, in visita alla Serenissima – già secoli orsono, dunque – buoni piatti di “Rìsi e bìsi”, bìsi provenienti, appunto, dalla bella e verde Colognola ai Colli, che proponeva, con i “bìsi”, anche ottimi vini locali, oggi fra i migliori del Veronese. Ristoranti tipici: una ricchezza per Verona, per la promozione del nostro agroalimentare, della nostra economia e con essa, anche per la creazione di occupazione. Non possiamo concludere, senza augurare alla Ristorazione veronese sconfitta del virus, riaperture stabili e ripresa dell’attività, elementi creatori di serenità e, al tempo, d’una Verona vivace ed attraente. Foto: Cookist.it.

Pierantonio Braggio