Economia veronese e veneta | 06 maggio 2021

AGRI.BI. - Ente bilaterale veronese per l'agricoltura.

La campagna richiede personale qualificato. Pioggia di richieste.

AGRI.BI. - Ente bilaterale veronese per l'agricoltura.

 

In campagna, non basta la buona volontà. Occorre anche specializzazione.Nel Veronese, si stenta a trovare personale specializzato, ossia, trattoristi e manutentori del verde, personale con l’abilitazione, per l’impiego di attrezzature pericolose, o con il patentino, per l’utilizzo diagrofarmaci. Agribi, Ente bilaterale per l’agricoltura veronese, che, dall’anno scorso ha attivato il servizio di incontro, tra domanda e offerta di lavoro, in collaborazione con Veneto Lavoro, giungono, dalle aziende agricole, numerose richieste di lavoratori, dotati di competenze e di abilità, dalla raccolta della frutta – bisogna sapere, per esempio, come staccarla dall’albero, senza danneggiarla – allo svolgimento di diverse attività, durante tutto l’arco dell’anno, attività, che richiedono pratica ed attenzione, come potatura, trapianto di ortaggi, guida di  motrici, per l’aratura e per la mietitura… Anche la campagna ha le sue esigenze… “Abbiamo una cinquantina di aziende, che si sono rivolte a noi, per reperire operai, per la raccolta di piccoli frutti e di ortaggi estivi – segnala Sabrina Baietta, referente per i servizi al lavoro dell’Ente, di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia , Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil . –  ma, oltre a questo, si contano decine di richieste di lavoratori, in possesso dell’abilitazione, per la guida di trattori o all’utilizzo dei prodotti fitosanitari. Figure, quindi, che si fatica proprio a reperire, sul mercato, perché quelle, che ci sono, non bastano a soddisfare la domanda. Per la raccolta delle fragole, invece, non abbiamo visto la difficoltà dell’anno scorso, quando con la prima emergenza Covid, i lavoratori stranieri rimasero bloccati nei loro Paesi. Le aziende ci riferiscono che, quest’anno, molti romeni sono rimasti qui , per evitare possibili blocchi alle frontiere. Una parte degli extracomunitari, inoltre, è stata regolarizzata con la cosiddetta “sanatoria degli invisibili” dell’ex ministro Teresa Bellanova, anche se si tratta di numeri inferiori a quelli che ci si aspettava”.Quella della formazione di manodopera agricola è una sfida, da tempo lanciata. dall’Ente bilaterale veronese. “L’orientamento dell’Ente non è solo quello di assolvere alle carenze di lavoratori, per la raccolta della frutta o per situazioni emergenziali, ma di favorire la qualità dell’occupazione – sottolinea Giuseppe Bozzini, vicepresidente di Agribi Verona –. Tra le nostre principali attività, rientra il sostegno alle aziende, nell’ambito della formazione, soprattutto, per tutto ciò che riguarda la sicurezza. La vera scommessa per il futuro, però, sarà quella di coinvolgere sempre di più i giovani, rendendo appetibile l’attività agricola. Ma, per fare questo, bisogna che anche le retribuzioni diventino più soddisfacenti. Non è un problema di Agribi, chiaramente, ma dell’intera filiera, che va rivista e riconsiderata, se vogliamo investire, sulla qualità del lavoro, e di conseguenza, dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Bisogna ridistribuire valore, come sta facendo la Francia, che sta rivalutando il prezzo delle materie prime, pagato agli agricoltori, per una più equa distribuzione dei guadagni, lungo la filiera. In poche parole, la grande distribuzione deve avere una fetta più piccola, a vantaggio degli agricoltori, che devono recuperare redditività, per dare le giuste retribuzioni alle figure professionali, di cui necessitano”. Figure, che, oggi mancano, mentre sono assolutamente necessarie. Certo, si potranno trovare, ma bisogna pensare ad un maggiore riconoscimento, come detto sopra, del loro impegno – che richiede sacrificio e assiduità, peraltro, poco conosciuti, da chi la campagna non frequenta – creando, necessariamente, maggiore redditività alle aziende agricole.

 

Pierantonio Braggio