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ESPRIME CULTURA | 04 maggio 2021, 17:44

Accordo fra Comune, Fondazione Cariverona e Soprintendenza Archeologica, per la riapertura degli Scavi Scaligeri.

La Giunta comunale di Verona ha deliberato, la mattina del 4 maggio 2021, l'accordo, che verrà firmato, con Fondazione Cariverona, proprietaria di Palazzo del Capitanio, sito accanto a Piazza dei Signori, e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Accordo fra Comune, Fondazione Cariverona e Soprintendenza Archeologica, per la riapertura degli Scavi Scaligeri.

 

 In tal modo, gli Scavi Scaligeri riapriranno, dopo che, sei anni orsono, venne chiuso il Centro Internazionale di Fotografia. Un accordo, che significa inizio di interventi di valorizzazione dello spazio espositivo e la sua gestione, cura del Comune. Parte della spesa, per la realizzazione degli interventi di riapertura degli Scavi Scaligeri, sarà coperta da 900.000.-€, provenienti da Fondazione Cariverona, a ricompensa della liberazione, in anticipo, dagli uffici, dell’ex Centro. L’accesso al Museo archeologico avverrà, da Palazzo della Ragione. “Finalmente, gli Scavi Scaligeri potranno riaprire – ha detto Sboarina–. Si tratta di un presidio culturale della nostra città, riconosciuto a livello internazionale, e rimasto chiuso, per troppo tempo. Per questo motivo, la decisione della giunta di stamattina è particolarmente importante. Le tre Istituzioni hanno molto lavorato, per arrivare a questo nuovo accordo, che consentirà di far tornare visitabile, non solo il sito archeologico, ma, anche riprendere a ospitare mostre fotografiche di prim’ordine. Dopo la sottoscrizione, infatti, potremo procedere con la gara lavori e l’esecuzione degli interventi, che consentiranno di riaprire”. “Saniamo quello, che è stato un vuoto per la nostra città e per la sua cultura – ha aggiunto l’assessore, Francesca Briani–. Lo spazio espositivo degli Scavi Scaligeri, voluto nel 1996 dall’allora assessore Luca Darbi, è stato negli anni, un punto di riferimento per la fotografia internazionale. Ed è quello, che vogliamo torni ad essere, quanto prima. Eravamo, infatti, tra i primi sostenitori della non chiusura, nel 2015. Tra qualche mese, grazie a questo protocollo, visitatori e artisti potranno fruire del Centro. E la città di Verona sarà di nuovo di richiamo, per grandi nomi, che arricchiranno l’offerta culturale cittadina”. “Un importante risultato, raggiunto, oggi, per lenire una ferita profonda, quella della chiusura di un importante spazio espositivo, amato dai veronesi e dagli artisti internazionali – ha concluso l’assessore Bassi –. Il Comune farà, adesso, la sua parte, per la valorizzazione”. Foto: expm - advancedstructural control.

Pierantonio Braggio

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