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POLITICA & SOLIDARIETA' | 04 maggio 2021, 21:24

ACLI Verona, per il 1° maggio 2021

La festa, dedicata al Mondo del lavoro è già trascorsa, ma, il messaggio, puntualmente diffuso dall’Associazione Cattolica Lavoratori Italiani, è di alto e nobile contenuto.

ACLI Verona, per il 1° maggio 2021

 

 “L’Italia riparta dal lavoro”. Così, il messaggio, che le Acli provinciali di Verona hanno diffuso, in occasione della Festa del 1° Maggio,messaggio, che, in questo periodo di crisi sanitaria, sociale ed economica, acquista un valore di urgente speranza. In tal senso, quest’anno, la sezione veronese dell’Associazione Cattolica Lavoratori Italiani ha inteso ripartire dai Circoli, cuore pulsante delle Acli e luoghi di quell’ aggregazione e di quella condivisione, che da oltre un anno il Covid-19 sta negando a tutti noi. Protagonista-imbolo della ripartenza, è stato il circolo “Corso APS” di Corso di Lugo di Grezzana.Sabato mattina, alle 10.30, il presidente provinciale, Claudio Bolcato, accompagnato dal presidente di Acli Arte e Spettacolo, Roberto Covallero, ha incontrato gli Associati, per un momento di riflessione e di svago, con un intermezzo musicale.Il momento in tema e la relativa location hanno rappresentato un riferimento simbolico, per tutti i circoli Acli e per tutti i lavoratori, e, in particolare, per quelli dello spettacolo e della ristorazione, penalizzati, in modo pesante, dall’emergenza sanitaria. Un’ “apertura”, che, si auspica, consenta al circolo di Corso, come ai tanti sparsi in città e provincia, di tornare a essere luogo di ritrovo, offrendo, pure il servizio di mescita, a lungo, interrotto. Un piccolo segno, dunque, che, in alcuni contesti, soprattutto nelle piccole comunità, mira a rappresentare un ritorno alla “quasi normalità”, dopo una crisi, senza precedenti, che, in poco più di 12 mesi, ha visto crollare l’occupazione, in particolare quella femminile e dei giovani under 35, ha comportato la chiusura di migliaia di partite iva e ha quasi azzerato le assunzioni stagionali.  “È necessario cambiare la visione del lavoro anche al nostro interno, nelle nostre strutture lavorative - afferma ancora il Presidente - non considerare più il lavoratore come un costo ma come un patrimonio e la formazione non un costo, che produce profitti, ma un investimento, che moltiplica il capitale umano. C’è però un muro, che dobbiamo abbattere, per poter promuovere l’occupazione e la trasformazione del mondo del lavoro: è quello dell’urgenza quotidiana, che distrae da pensieri strategici a medio-lungo termine e ci ripiega, nell’inseguire l’immediatezza del bisogno. Dev’essere questa la prerogativa del Terzo Settore, che, nel lockdown, è stato essenziale ed efficace, nella risposta all’emergenza, ma non sempre ha ricevuto dallo Stato il sostegno di cui avrebbe bisogno”. “Alimentiamo la speranza, per non arrenderci alla desolazione - interviene Arianna Capri componente della presidenza Acli provinciale e delegata alla comunicazione - cerchiamo di costruire il cambiamento, certi che ne sarà protagonista chi saprà creare opportunità circolari e contribuire allo sviluppo sostenibile dell'intera società,proprio come le Acli sanno fare.” Ottimo, eccellente contenuto, in quanto sopra, ma, straordinarie le frasi, che vogliamo riproporre: “non considerare più il lavoratore, come un costo, ma, come un patrimonio, e la formazione, non un costo, che produce profitti, ma un investimento, che moltiplica il capitale umano”! – anche se siamo del parere, e lo in segna l’esperienza, che la formazione vada realizzata, anzitutto, in scuole ad hoc, in stretto contatto con l’impresa, in modo, che chi si propone ad un lavoro, già disponga, ove possibile, delle competenze richieste e non se ne senta sprovveduto. Si troveranno bene, così, sia il prestatore d’opera, che il datore di lavoro.

Pierantonio Braggio

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