POLITICA & SOLIDARIETA' | venerdì 07 maggio 2021 16:00

POLITICA & SOLIDARIETA' | 02 maggio 2021, 23:13

L'Italia dei problemi, parla di cavolate

Stiamo cercando di reagire ad una guerra economica indotta da una guerra psicologica della pandemia e molti dei nostri illustri governanti che hanno invaso politicamente tutti i media, si guardano l'ombelico.

L'Italia dei problemi,   parla di cavolate

E purtroppo i  giornalettisti  sprecano fiumi di parole perchè questa è la moda. Si rivendicano sempre diritti  ma i doveri  li lasciamo agli  immigrati ed alle badanti che siccome  ci sollevano dalla realtà della miseria umana in cui eravamo immersi  fino a qualche decennio fa, ora vengono  a parole incensati. Si parla di argomenti alla moda, di scarso interesse popolare,  che invece interessa le elite, ricche piene di soldi , che non sanno come fare  tra uno sniffo , una cena  di lusso e crare illusioni che  questo sia per  tutti. Sappiamo che la moda fa cultura, ma col tempo  e dopo stratificazioni  successive che consolidano  opinioni e gusti e pareri e cancellano  gli eccessi e le stramberie. Ma questa non  è cultura, è una classe  di potere arrogante che una volta eletta non si  cura più di quanto detto  promesso e studiato per anni. Molti  si fanno gli affari loro  e  non vogliono effondere  la cultura  attraverso  gesti e situazioni . La crisi  ha risvegliato  un po' di coscienze  ed ha reso  noto che occorre scendere in piazza, ma ecco pronto il sonnifero sociale, il dibattito  irreale rispetto alla situazione attuale.  Al potere in genere si fanno gli affari loro, oppure ditela come volete più volgarmente. Abbiamo giovani  che studiano  per  essere subissati da chi senza impegno  e formazione  fa strada solo perchè è "figo" , perchè  ha avuto  un'esposizione mediativa positiva ed allora è , di fatto, un genio, tuot court. Media  e politici   che foraggiano  direttamente ed indirettamente , per sopravvivere, questi  finti  signori  con una cultura minima  e che sono  foraggiati da un sistema  capitalistico  nel quale la persona, il suo impegno sociale, la sua preparazione assunta negli anni, non non conta più nulla.  Si crede  nel colpo di fortuna,   non  nelle imprese che nascono a fatica ed ancora più a fatica  resitono  in un sistema competitivo dove  l'Europa, ma non  solo, i miliardi   piovono dal cielo, ma sono carta che nessuno  pagherà.Si crede  che tutto sia un diritto , la Terra stessa  un diritto da sfruttare e non da proteggere. Da noi, ora, per fortuna, c'è un capo del Governo che fa fatica a tenere a bada gente politicamente morta  ma che ha diritto di parlare. Il consenso sociale, sbandierato  attraverso sondaggi dove  circa il 50%  degli intervistati non  si esprime,  si rileva dai click, ma non di tutti  di quelli che hannoun  interesse attivo in quel  momento. E Draghi resiste, ed il Capo dello Stato , anche lui con le sue pecche, resiste, sono uuomini soli oggi.  Ma non  si può  confidare nell'uomo solo  al comando,  non  è una gara ciclistica, la vita sociale  è di più, di una gara di muscoli politici. Il laovor non c'è e si inventa i  diritto al lavoro come nei vecchi gulag sovietici  o nei campi di lavoro  cinesi. Questa secondo loro  sarebbe la dignità del lavoro? ma non si discute di come  sviluppare  l'economia senza danneggiare l'ambiente, ovvero se ne parla appena per gisutificarsi la coscienza , ma nel  mondo  mediatico universale prima di fare una coscienza  sociale  che giustifichi la democrazia popolare e  non la demagogia popolare , i temi  vanno ribaditi ed approfonditi anche perchè  in mezzo , tra persone che agiscono e sbagliano in  buona fede ci sono sempre approfittatori e opporunisti che fregandosene delle leggi e del vivere sociale , vendono  la loro anima al primo soldi che arriva.  Stiamo disgregando la società creando i presupposti per una forte crisi sociale che nemmeno i soldi  buttati a pioggia  sul  terreno  basterà. Confido che Dratghi, dopo gli  innumerevoli errori  che ha commesso per i tatni  ruoli che ha svolto, abbia acquisito abbastanza esperienza per ridurre  ai  minimi termini  la polemica politica e ribadisca  i sani concetti  sociali che nel tempo  ha portato avanti. O l'Italia   non si farà, e con l'Italia  crollerà il castello di carte  che attualmente è l'Europa   delle divisioni politiche e  non dei popoli  che sono già oltre  il concetto di europa e di mondialità e di integrazione  delle diverse  culture mondiali.

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