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CONSULENZE e INIZIATIVE | 29 aprile 2021, 23:27

Investimenti: l'importanza delle medie mobili nel trading online

Nel mondo del trading online anche gli investitori più esperti non si limitano a seguire le proprie conoscenze. Esistono infatti dei veri e propri professionisti del settore: analisti che studiano i mercati tutti i giorni e che offrono una serie di segnali e indicatori particolarmente preziosi come, ad esempio le medie mobili.

Investimenti: l'importanza delle medie mobili nel trading online

È infatti anche grazie a questi strumenti che è possibile capire quali sono gli asset su cui puntaree quali invece vadano invece lasciati da parte, almeno sul momento. Naturalmente, come per ogni altro indicatore di analisi tecnica è necessario conoscerne tutte le peculiarità per poterle sfruttare al meglio.

In tal senso, per capire nel dettaglio cosa sono le medie mobili è possibile consultare gli approfondimenti messi a disposizione da portali specializzati come Scuoladitrading.me, dove è possibile trovare guide realizzate da analisti finanziariprofessionisti del trading.

Che cosa è il trading online

Prima di entrare nel dettaglio delle previsioni finanziarie e delle medie mobili, è innanzitutto fondamentale chiarire quali siano i concetti alla base del trading online, ovvero della possibilità di accedere ai mercati di tutto il mondo, comprando e vendendo asset tramite via telematica. Lo scopo degli investimenti, come è noto, consiste nell’aumentare il proprio capitale di partenza attraverso la compravendita di beni e di strumenti finanziari vari, spesso definiti con il nome di “asset”.

Questo genere di guadagno è possibile grazie al concetto di volatilità o di fluttuazione del valore degli asset: ogni bene esistente sul mercato infatti non possiede un prezzo fisso, ma, al contrario, può vedere il proprio valore aumentare o diminuire a seconda di tutta una serie di fattori. È proprio lo studio di questi fattori che consente di realizzare le previsioni finanziarie e di fornire indicazioni utili sul da farsi a trader e utenti. 

Come funzionano le previsioni finanziarie

La parola “previsioni” potrebbe far pensare ad una sorta di conoscenza del futuro ai limiti dell’irrazionale. Al contrario, come già accennato in precedenza, le previsioni finanziarie sono una scienza vera e propria e partono da uno studio più che approfondito del passato di un singolo asset o di un singolo mercato. Gli analisti infatti partono innanzitutto dall’andamento del titolo in questione: controllano come si sia comportato nel corso di un determinato periodo di tempo e cercano delle corrispondenze tra le sue fluttuazioni ed eventuali fattori interni e/o esterni.

Ad esempio, le azioni di un’azienda possono risentire dei suoi successi come dei suoi insuccessi: il lancio di un nuovo prodotto sul mercato può fare schizzare un titolo alle stelle, così come indiscrezioni relative a ridimensionamenti vari possono affossarlo. Ma non solo: tra i fattori che influenzano l’andamento degli asset troviamo infatti anche grandi manovre politiche ed economiche. Questo vuol dire che persino le grandi scelte nazionali e internazionali possono finire col modificare il valore di uno o più asset. 

Cosa sono le medie mobili

Arrivati a questo punto è sicuramente più semplice spiegare cosa siano le sopracitate medie mobili, visto che stiamo parlando semplicemente di un indicatore utilizzato nell’analisi tecnica. Grazie alle medie mobili i trader possono conoscere l’andamento del valore di un qualsiasi titolo, in maniera tale da decidere se investire o meno su di esso. Si parla di “media mobile” e non semplicemente di “media” perché l’arco temporale selezionato per questo tipo di analisi varia di volta in volta: una media mobile può dunque riguardare un periodo di venti giorni, di quaranta giorni e così via.

Va infine sottolineato che esistono tre principali macro-categorie di media mobile: innanzitutto le medie mobili SMA, anche note come medie mobili “semplici”; dopodiché le medie mobili WMA (anche note come “ponderate”) e infine le medie mobili EMA (anche note come “esponenziali”). 

 

stefano s. claudio

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