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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 25 aprile 2021, 22:18

Assoturismo Confesercenti Dossier - stagione turistica 2021 sull'onda del vaccino.

Un bilancio gravemente in rosso…

Assoturismo Confesercenti Dossier - stagione turistica 2021 sull'onda del vaccino.


“Il presidente Messina: “Serve una svolta, accelerare sul green pass, sui vaccini ed eliminare il coprifuoco”.
Tra coprifuoco, alle 22.00, fino al 31 luglio, vaccinazioni che procedono troppo lentamente e incertezze sulla ripartenza delle imprese e del movimento delle persone, il turismo rischia di affondare, anche nel 2021: senza una netta inversione di tendenza, rischiamo di scendere, a fine anno, al di sotto delle 187 milioni di presenze (-8,2%), con un ulteriore assottigliamento dei flussi dall’estero (-14 milioni di presenze). Uno scenario che porterebbe a oltre 220mila le imprese del settore a rischio chiusura.A stimarlo è Assoturismo Confesercenti, che nel dossier “Stagione Turistica 2021: sull’onda del vaccino”, traccia il bilancio dell’impatto, passato e futuro, di pandemia e restrizioni sul comparto turistico italiano. Un bilancio purtroppo gravemente in rosso: nel 2020 si sono perse quasi 233 milioni di presenze. Il comparto alberghiero ha subito le perdite maggiori (-57%), quello extralberghiero si è comunque visto mancare il 47% delle presenze. Ma il crollo del turismo ha avuto un grave effetto, su tutte le imprese della filiera, dall’alloggio e ristorazione – che ha visto svanire il 42,5% dei ricavi – alle agenzie di viaggio e tour operator (–76,3%).La perdita economica, per il settore (totale consumi turistici interni), è stimabile in circa 88 miliardi di euro (-55%), di questi, 32 miliardi sono stati persi, dalla ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, 12 miliardi, dai pubblici esercizi, 3,5 miliardi, da agenzie di viaggio e tour operator, 10 miliardi, dagli altri servizi turistici e dai negozi, che hanno visto sparire lo shopping dei turisti. A livello territoriale, le regioni che si sono trovate a perdere più consumi turistici sono Lombardia (-11,7 miliardi di euro), Lazio (-11,4 miliardi), Toscana  (-10,9 miliardi), Veneto (-9,7 miliardi) ed Emilia-Romagna (-7 miliardi). Le città d’arte come Verona, Venezia, Roma e Firenze, in particolare, hanno sofferto la fuga degli stranieri: il calo di presenze totali, in queste aree, ha sfiorato il 75%.
Dopo la catastrofe del 2020, sottolinea il dossier, anche il 2021 è partito male. Alla fine dei primi quattro mesi dell’anno, si legge, “la situazione del settore turistico resta drammatica. Il blocco imposto al settore, in questa prima parte dell’anno, si sta infatti traducendo in un’ulteriore flessione delle presenze, sul nostro territorio”. Solo “una piena riapertura in sicurezza, già a partire da maggio, eliminando il coprifuoco e centrando il target delle 500mila vaccinazioni quotidiane, permetterebbe di ritornare almeno intorno alle 300 milioni di presenze (di cui 148 milioni straniere), per riavvicinare, poi, nel 2022 i livelli precedenti alla pandemia”.“Abbiamo delineato degli scenari sulla base delle tendenze attuali. Il nostro auspicio è che il governo intervenga, per imprimere loro una netta inversione, rimettendo mano al Decreto Riaperture, per eliminare gli ostacoli che, così come sono, rischiano di far naufragare soprattutto la stagione turistica estiva: non si può pensare di fare venire i turisti e chiuderli in albergo, già dalle 22.00”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti.“Francamente, ci aspettavamo di più da questo governo, almeno un cronoprogramma chiaro; invece, siamo quasi arrivati a maggio, senza certezze. Bisogna dare una svolta. Dobbiamo accelerare la realizzazione del Green Pass, prevedere un nuovo Bonus vacanze e non staccare la spina ai sostegni al settore: servono, anzi, nuovi sostegni, che tengano conto anche dei costi fissi sostenuti dalle imprese, l’estensione, fino a dicembre 2021, del credito di imposta sulle locazioni, della moratoria sugli sfratti e della cassa integrazione. Ma, sono necessari interventi mirati, anche per sostenere e rilanciare le imprese ricettive, alberghiere, extralberghiere ed in plein air, il turismo organizzato, le guide e il comparto del trasporto pubblico non di linea, dagli ncc ai bus turistici. Soprattutto, bisogna permettere alle imprese di tornare a lavorare in sicurezza”. Un accorato grido d’allarme, causato da una tempesta, difficile da contrastare, grido d’allarme, pregno di volontà e di tenacia, per risollevare l’economia e ridare  agli operatori l’attesa, dovuta serenità, loro strappata dall’esigenza di forzati provvedimenti antivirus, fortemente paralizzanti. Un grande augurio, per un rapido ritorno alla normalità.

Pierantonio Braggio

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