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FIERE ED EVENTI | 19 aprile 2021, 22:31

Importanti ed esclusivi cimeli della “Lirica”, in mostra, a Verona.

L’esposizione sarà ospitata, nel Palazzo Orti Manara, e visitabile, non appena la situazione sanitaria lo permetterà.

Importanti ed esclusivi cimeli della “Lirica”, in mostra, a Verona.

Una città straordinaria, una sede magnifica, una collezione unica: sono cerchi concentrici, che, in musica,invitano a Verona, pressoPalazzo Orti Manara, all’esposizione di straordinari cimeli della grande Lirica, raccolti dalla Famiglia Chiantera, in decenni di sentita passione, e che vogliono essere, esposti, particolare omaggio ad una peculiarità veronese, nota in tutto il mondo: la Lirica. Parliamo di un nuovo “Museo della Lirica”, nato dall’impegno dell'Associazione Museo della Radio e di Cerea Banca 1897. Francesco Chiantera, presidente dell’Associazione e curatore museale: «Il nome poteva fermarsi a LOV - Lyric of Verona/Lirica di Verona, ma, era giusto completarlo, con la voce “Experience” “, per formare LOVE e dichiarare apertamente l’”Amore”, che nutriamo, per Verona e per la cultura.Il criterio della selezione espositiva si è concretizzato, in un percorso unico, fatto di cimeli, gioielli, dischi, arredi, vestiario e documenti, dedicati ai più noti artisti del bel canto; L.O.V.E. è un’esperienza unica, estetica e didattica, autofinanziatasi e con il solo supporto esterno di Cerea Banca, che ringrazio, per aver creduto in questo progetto, pur in un momento incerto, come quello, che la pandemia ci sta facendo vivere. Un modo, anche questo, per guardare avanti, in modo costruttivo, perché, appena la situazione sanitaria lo permetterà, il Museo aprirà pubblicamente i battenti, regalando a Verona un’ulteriore offerta culturale, immancabile, nella città capitale mondiale della Lirica».Quanto all’antico Palazzo Orti Manara, esso si erge, nel centro storico di Verona, affacciato su stradone Porta Palio, presentandosi come magnifico esempio neoclassico veronese, progettato nel 1784 dall’architetto Luigi Trezza.L’imponente facciata è caratterizzata da quattro cariatidi, opera degli scultori settecenteschi Zoppi e Sartori; nell’atrio, un’incantevole fontana invita ad entrare e a salire le scale,che portano al piano primo, ove si apre il Salone d’onore, con tre grandi finestre ad arco, che danno sul cortile interno. Le ricche rifiniture del soffitto a travi, dipinte, gli affreschi alle pareti, le cornici e i busti sull’architrave delle porte e ai lati, riportano ad un periodo,che aveva, in Verona, una delle tappe imprescindibili del grand tour di ogni giovane benestante europeo.Le sale adiacenti presentano lasciti del passato, nei pavimenti, in battuto alla veneziana, negli intonaci di calce e nelle porte di legno massiccio, a bugnato; uno degli ambienti è impreziositodalla cappa di un camino, decorata con pietra rosa locale, testimonianza risalente alla costruzione del palazzo. Una storica, grande cornice, dunque, che conta dodici sale, al piano nobile, ospitandoeventi speciali, per rendendoli indimenticabili: oltre all’allestimento museale L.O.V.E., al piano terra,completano il tutto uno spazio meeting, con sala riunioni riservata, una sala conferenze completamente attrezzata, per presentazioni, corsi, riunioni e uffici di rappresentanza. Circa la collezione L.O.V.E., essa è data da arredi di scena originali dal Metropolitan NY, dal Teatro S. Carlo di Napoli, dal Politeama Greco di Lecce e da altri prestigiosi palcoscenici; vi si possono ammirare documenti d’epoca, come foto private e uniche di Callase Martini; i telegrammi, scambiati fra gli artisti Zenatello, Ederle e Martini; la poltrona personale di Giovanni Zenatello; il disco di Maria Meneghini Callas; il disco, firmato da Beniamino Gigli, e il suo premio unico, donato dalla famiglia; abiti di Nino Ederle e cimeli usati a New York, fra i quali, l'elmetto di Apollo, abiti di Gigli e altro materiale inedito, in un Museo, che vivrà grazie a concerti a supporto, con grammofoni ultracentenari, che, a cura del saggio Alberto Chiantera,grande iniziatore della collezione, suoneranno le arie immortali della Lirica. 

Pierantonio Braggio

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