Economia veronese e veneta | 15 aprile 2021

Cattolica : il nuovo CDA della vergogna dei veronesi

Ieri il CdA di Cattolica ha approvato la lista dei nuovi amministratori e come previsto nessuno di vecchi veronesi si è ricandidato. In sostanza "hanno deliberato" che la città, che ha dato loro in questi anni onore e lustro, non meritava niente. In quattro che erano nel precedente consiglio son rimasti, compreso l'ex AD a riprova che ora da Roma e da Trieste vengono le decisioni.

Cattolica : il nuovo  CDA della vergogna dei veronesi

 A Verona dicono che vige la regola dell'articolo quinto, "ci ga i schei a vinto".   Aurea regola che viene quasi sempre rispettata,  ma che in questo caso rappresenta uno schiaffo in faccia alla città ed alla sua storia. Uno schiaffo a tutti i vecchi soci di Cattolica, ora azionisti, per errori  innegabili di qualcuno. Tra questi errori quelli di alcune  poco autorevoli autorità. In molti dicevano  che  in Cattolica Assicurazioni,  nulla sarebbe cambiato. Ed invece, un dèjà vu,  come per la Cassa e la Mutua .Un gruppo  di "disturbatori", che voleva che Cattolica Assicurazioni , cambiando governo, restasse  aperta  al mercato  ma salda  tra i veronesi  più consapevoli delle tradizioni    e dei principi, è stato snobbato.  Le autorevoli figure veronesi , ovviamente non gli ex già presenti in quota Generali, comportandosi come i polli di Renzo  hanno permesso a Generali & C. di scegliere correttamente come più gli faceva comodo. Ora vedremo se ci sarà una lista di minoranza guidata,  magari, da epigoni Buffet, oppure se  entro il 21/4 ci sarà ancora qualcun altro a farsi avanti.

Tra le  autorità veronesi, uno nei mesi scorsi, disse che si sarebbe impegnato per far si che i suoi figli  fossero sicuri di trovare  a Verona possibilità di sviluppo e di carriera. Altri,  avventati o  creduloni, si sono  nascosti  dietro queste parole. In generale, in molti hanno vivacchiato  e nulla hanno   di  fatto per impedire questo  prevalere  del capitale sull'uomo. Al di la delle roboanti affermazioni  etiche, molti  uomini di potere si sono piegati alla seconda parte del motto latino:  Pecunia, si uti scis, ancilla est, si nescis, domina. 

Eppure   dopo aver  lasciato stravolgere la faccia economica della città qualcuno sta ancora meditando di far peggiorare la situazione. Solo pochi si sono attivamente opposti, chi  mostrando la faccia , chi impegnandosi. Veri Uomini, non caporali, tra questi esponenti politici, tra cui diversi leghisti. Alcuni partiti italici se ne sono proprio fregati. Quando  i figli degli  ignavi che hanno lasciato  fare senza  farsi  coinvolgere, andranno all'estero a lavorare, obbligati , e non per accrescimento culturale ma per fame,  avranno un bel sventolare la bandiera dell'Italia. Ormai il guaio è quasi completato e nel solco della più becera tradizione veronese,probabilmente vedremo gli ultimi sciacalli  scarnificare le ultime spoglie di Cattolica prima che la stessa entri, a pieno titolo e con  il viatico romano,   nel Gruppo Generali .  Una classe dirigente quella veronese  degli ultimi anni   da bocciare quasi in toto e che la città forse si merita. Eppure Verona è una città che ha ancora in nuce forti possibilità di riscatto. Ci sono  almeno 34 ex soci  si sono attivati giudiziariamente contro  questo scempio finanziario. Ed allora , parafrasando la Bibbia ed uno dei suoi principali profeti, noi crediamo che la città di Verona non possa essere distrutta perchè  "Lui" rispose: «Se ve ne trovo  almeno trenta, non la distruggerò».  Riuniamoci attorno a questi , che avranno difetti e  magagne, ma che hanno dimostrato di essere nel giusto,  e proviamo a far ripartire la città economicamente e moralmente.

maurizio zumerle