ECONOMIA VERONESE e VENETA | venerdì 07 maggio 2021 14:43

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 12 aprile 2021, 11:14

Il Corona fa rivalutare “economia” ed “impresa”. Una straordinaria, positiva sorpresa…

Senza tali due essenziali elementi, non potremmo contare, né su rinascita, né, quindi, su benessere sociale.

Il Corona fa rivalutare “economia” ed “impresa”. Una straordinaria, positiva sorpresa…

 

Non si è mai parlato tanto, in Italia, di economia e di impresa, come in questo triste e pesante periodo di imperversare del Corona virus, il quale sembra venuto, oltre che, per portare, purtroppo, disgrazie e morti, anche per fare cambiare errate idee e inveterati, infondati e dannosi convincimenti. Siamo ad una nuova visione della realtà, ad una svolta, molto positiva, che, ci auguriamo si consolidi.  Svolta, che fa, ovviamente, piacere a chi ha sempre creduto e crede nella sana economia e nell’impresa, come uniche colonne del benessere. Ci è dato di costatare, infatti, che, dopo decenni – durante i quali, tali due voci, economia ed impresa, ripetiamo, sono state costantemente al centro di reiterate, aspre critiche e di dure manifestazioni, ad esse contrarie, nonché, al tempo, studiatamente mirate a destabilizzare il sistema Paese – i due termini, a suo tempo, tanto vituperati, vengono non solo, quasi riscoperti, ma, giustamente apprezzati e ritenuti assolutamente necessari, e lo sono, a farci risorgere, dalle macerie, originate dal Corona. Voci, che – in passato, volutamente considerate, predicate e fate considerare perniciose per la società, in base ad un’ideologia, fallita prima di nascere e condita con odio di classe – ci fanno, oggi, attraverso l’importanza, che viene loro attribuita e che hanno, molto modestamente costatare, come, senza avere mai esagerato, siamo stati e siamo, sulla strada della ragione. Ci tacciavano di fascismo… Questo, sebbene non sia il caso di cantare vittoria, anche perché riteniamo che ogni idea meriti rispetto, se non fosse che, quanto al trattamento riservato, dall’ideologia marxista-leninista, alle cennare voci, “economia” e “impresa”, e a chi, in esse credeva, era, come minimo, persecutorio. E, con tale visione, si è andati avanti, dicevamo, per decenni, fino a rendere l’Italia economicamente debole, non dovutamente avanzata, impedita verso il progresso economico – nonostante non mancassero e non manchino, sulla nostra terra, genio, capacità e buona volontà – nonché, purtroppo, instancabile creatrice di debito pubblico, al punto, di preoccupare la stessa Unione Europea. Dall’avvento del Corona virus, sembra di trovarci, in un altro mondo: i termini economia e impresa sono all’ordine del giorno, l’attenzione, per l’una e per l’altra, soprattuto, per il loro funzionamento, ancorché non si sia messo mano alle, da anni, tanto suggeriteci e raccomandateci riforme, sono sulle labbra di tutti, anche di molti di coloro, che in esse non credevano, nelle trasmissioni televisive e perfino nelle strade… Una nuova visione, dunque, che sorprende e che, al tempo, conforta, visto che la politica, pur nelle sue diverse, e talvolta, profonde sfumature, è d’accordo, sulla necessità di sostenere economia ed impresa, per un oggi e per un domani migliori. Finalmente, si è capita, l’importanza unica e straordinaria del denaro, che, ci manca, e che, siamo d’accordo, non va divinizzato, né reso motivo di vita, ma, considerato elemento, senza del quale non si può combattere il virus, che ci affligge, e dell’economia e dell’impresa, senza la vivacità delle quali, come creatrici di lavoro, di Pil e di ricchezza, non potremo godere di una minima ripresa post-Corona. Fra le diverse disgrazie, sanitarie ed economiche, e, quindi, sociali, senza numero, dunque, un po’ di luce, per l’oggi e per il domani, un nuovo modo di considerare e di vedere, particolarmente, l’impresa. Che dovutamente supportata, in base alle ricette, applicate, nei Paesi più avanzati – meno imposizione fiscale e burocrazia – sarà di grande supporto alla formazione d’un humus, atto alla positiva evoluzione del tessuto sociale. Questo, anche se, pur apparendo pessimisti, non ci configuriamo un percorso semplice, in fatto di necessario ridimensionamento del colossale e smisurato debito pubblico, destinato, disgraziatamente, a ulteriormente gonfiarsi, oggi, soprattutto, a causa della continua e pesante spesa, impostaci dal Corona.

Pierantonio Braggio

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