Fiere ed eventi | 30 marzo 2021

Museo di Castelvecchio, Verona: rivisto e sistemato il tetto, danneggiato dal nubifragio del 23 agosto, 2020.

Ricostruito anche un “merlo”, abbattuto da un albero. Dopo la prossima Pasqua, saranno tolte le impalcature. Costo dell’operazione: 150.000.-€.

Museo di Castelvecchio, Verona: rivisto e sistemato il tetto, danneggiato dal nubifragio del 23 agosto, 2020.

 I lavori, durati tre mesi, hanno comportato un costo, al Comune di Verona, di 150.-€. Sono stati ricostruiti parte dei camminamenti e della copertura, sul lato Reggia, di tratti della copertura in rame, sulla parte Galleria e, addirittura, anche di un “merlo”. Il risultato dei lavori è stato visitato, il 30 marzo scorso, dall’assessore comunale e vicesindaco, Luca Zanotto,  accompagnato dalla direttrice dei Civici Musei, Francesca Rossi. Nei dettagli, si legge, nel relativo comunicato del Comune di Verona: ”Danni subiti ed interventi di sistemazione effettuati. Lato Reggia. A causa del nubifragio del 23 agosto, un albero è caduto sull’edificio, causando il crollo di un merlo, in muratura, che, a sua volta, si è riversato sulla copertura dell’edificio, provocandone la parziale caduta e il danneggiamento di alcune lastre del camminamento superiore. Fortunatamente, il solaio di sottocopertura ha retto all’impatto, evitando danni fisici alle sale museali sottostanti e consentendo il recupero di tutti i mattoni del merlo, integri o comunque riutilizzabili. L’intervento, eseguito attraverso la realizzazione di un ponteggio a tutta altezza sul plateatico del Circolo Ufficiali, è consistito, nella fedele ricostruzione del merlo in muratura, attraverso il riutilizzo di tutti i mattoni originari e la sola integrazione di quelli irrecuperabili. Si è provveduto anche alla sostituzione delle lastre del camminamento in pietra di Prun, lavorata a spacco, in analogia all’esistente, e alla sostituzione dell’orditura danneggiata della copertura, con integrazione di tavolato, guaina e manto di copertura in coppi e lattoneria in rame. Lato Galleria. Il fortunale ha investito interamente la copertura della Galleria lato Adige. I danni maggiori si sono verificati, sulle due propaggini laterali, costituite da coperture con rivestimento in rame realizzate nell’ambito dell’intervento di Carlo Scarpa, rispettivamente in corrispondenza della statua di Cangrande, sul lato nord-ovest ed in adiacenza alla torre nord-est. L’intervento è consistito nella sostituzione delle lastre in rame, danneggiate con nuovi elementi identici agli esistenti, oltre al ripristino del sistema di allontanamento dei volatili. Si è, inoltre, provveduto al rimaneggiamento del manto di copertura in coppi e alla sistemazione dei lucernari, su entrambe le falde, compresa quindi quella lato giardino. Inoltre è stata necessaria la sostituzione della linea vita, esistente sul colmo (insieme di ancoraggi posti in quota sulle coperture a cui si agganciano gli operatori), in quanto vetusta e non più in grado di assolvere alla funzione. Dal 6 al 15 aprile si procederà all’eliminazione dei ponteggi, con la possibilità di riapertura al pubblico, limitazioni pandemia permettendo, delle sale espositive sottostanti. “Dopo il nubifragio, siamo intervenuti subito, per mettere in sicurezza, con una protezione provvisoria, la parte di copertura danneggiata e il camminamento – ha ricordato l’assessore Zanotto –. Successivamente, nel minor tempo possibile, abbiamo programmato questi lavori, per intervenire in modo risolutivo nel ripristino di quando era andato lesionato. Si tratta di spese straordinarie per il Comune, che non potevano, però, essere rimandate. I lavori, ormai ultimati, hanno portato al completo ripristino delle aree dei tetti danneggiate, con il rifacimento del tavolato, della guaina e del manto di copertura in coppi e lattoneria in rame”. Importante, dunque, l’intervento descritto, assolutamente necessario ed improrogabile, a salvaguardia delle opere esposte e felicemente riuscito. Al termine della visita al cantiere, la direttrice Rossi, ha saggiamente invitato i presenti a visitare il magnifico polittico di San Luca, di autore veronese ignoto, risalente alla seconda metà del 1400, cui il Museo ha recentemente dedicato un apposito, elegante spazio, le cui pareti sono studiatamente abbellite, da straordinari dipinti quattrocenteschi. Una stanza, che merita ulteriori visite e riflettuti approfondimenti… Nella foto: ricostruzione del “merlo” crollato…

Pierantonio Braggio