ECONOMIA VERONESE e VENETA | mercoledì 21 aprile 2021 01:09

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 30 marzo 2021, 21:01

“LE MAFIE E LA PENETRAZIONE NELL’ECONOMIA. FOCUS SUL VENETO E VERONA”:

Il resoconto della prima giornata di formazione promossa dalla CCIAA di Verona in collaborazione con Avviso Pubblico

il Prefetto di Verona  Donato Cafagna

il Prefetto di Verona Donato Cafagna

Si è svolto questo pomeriggio, martedì 30 marzo, in modalità online, il primo incontro del percorso formativo organizzato dalla Consulta della Legalità della Camera di Commercio di Verona in collaborazione con Avviso Pubblico. La Consulta della legalità, costituitasi lo scorso anno alla fine del mese di ottobre e partecipata da tutte le categorie economiche della provincia di Verona, è un progetto promosso dalla Camera di Commercio di Verona in collaborazione con Avviso Pubblico che si pone come obiettivo quello di formare gli imprenditori per prevenire e contrastare le infiltrazioni mafiose sul territorio veronese.

A questa prima giornata formativa, dal titolo “Le mafie e la penetrazione nell’economia. Focus sul Veneto e su Verona”, hanno partecipato oltre 100 partecipanti, tra cui rappresentanti del mondo economico e imprenditoriale, delle Forze dell’Ordine, sindacalisti, amministratori locali e giornalisti.

“Nell’incontro di oggi i nostri relatori parleranno di un tema su cui abbiamo voluto fortemente mettere i riflettori cercando di fare formazione ma anche di scuotere la nostra comunità locale: il rapporto delle mafie con l’economia con particolare riferimento al Veneto e alla provincia di Verona – ha dichiarato il Presidente della CCIAA di Verona, Giuseppe Riello introducendo i lavori della giornata – Inutile negare che questo tipo di approccio è quanto mai necessario adesso: la grave crisi economica innescata dalla pandemia in corso ha purtroppo creato le condizioni per possibili infiltrazioni della mafia nell’economia legale. Compito della Consulta è dunque quello di formare gli operatori”.

“Più di una volta si è fatta in Veneto un’errata valutazione del contesto in merito alla presenza mafiosa, basata solo sul numero di denunce per estorsioni ed usura o per reati violenti – ha sottolineato il Col. Paolo Storoni, Capo Centro Direzione investigativa Antimafia Veneto – In realtà l’infiltrazione sul territorio è stata silente, mirata ad aggredire l’economia sana. Il Veneto non è terra di mafia, ma terra di investimento per le mafie. Le attività investigative hanno fatto emergere la predisposizione di alcuni imprenditori del territorio ad entrare in contatto con soggetti che potevano mettere a disposizione ingenti quantità di denaro. Imprenditori in buona fede, che alla fine si sono trasformati in dipendenti della loro stessa azienda, perché l’obiettivo mafioso è prendere il controllo di queste attività. I settori legali che in Veneto attirano particolarmente il loro interesse sono movimento terra, logistica, trasporti e smaltimento rifiuti”.

“In Veneto le mafie non sono un fenomeno marginale, ma strutturato e radicato. Il che non deve sorprendere, essendo organizzazioni diffuse in tutto il mondo, che operano laddove l’economia è più vitale. Per cogliere fino in fondo le loro capacità, dobbiamo comprendere che si tratta di organizzazioni complesse, molto simili alle aziende, fondate su una struttura di potere verticale e con una chiara divisione dei compiti – ha spiegato Antonio Parbonetti, docente dell’Università di Padova – Sono facilmente riconoscibili i soggetti che sfruttano i canali illeciti, mentre facciamo più fatica ad indentificare i fiancheggiatori della criminalità organizzata. Talvolta sono attori economici (imprenditori, commercialisti, dirigenti di banca) che non svolgono attività immediatamente riconoscibili come illecite, ma sono sistematicamente connessi con l’organizzazione criminale nel suo complesso”.

“Sulla provincia di Verona è acceso da tempo un riflettore riguardo le attività della criminalità organizzata – ha continuato il Prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna nell’intervento conclusivo di questo primo incontro formativo – Indubbiamente vi è stata un’accelerazione da parte delle forze investigative per approfondire e analizzare il contesto che ha permesso di individuare gruppi mafiosi, soprattutto ’ndranghetisti, presenti da almeno un paio di generazioni a Verona. Organizzazioni criminali che hanno trovato terreno fertile sia nel settore pubblico che in quello privato. L’analisi del professor Parbonetti è illuminante, perché emergono tutti i tratti distintivi e il modus operandi che ho potuto appurare sul territorio. Questa mafia imprenditrice non spara, si mimetizza, distorce la concorrenza e marginalizza le imprese sane, segue un disegno preciso, avvalendosi di tutte le caratteristiche della criminalità finanziaria, a cominciare dall’uso delle società cartiere per produrre false fatture”. 

L’incontro è stato moderato da Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale Avviso Pubblico

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