ATTUALITA' REGIONALE | mercoledì 21 aprile 2021 01:44

ATTUALITA' REGIONALE | 28 marzo 2021, 22:26

Alle imprese, aiuti anti Covid, per quasi 65 miliardi.

Che devono arrivare presto, con l’aggiunta di fondi,a compenso della spesa fissa.

Alle imprese, aiuti anti Covid, per quasi 65 miliardi.

 

Ammontano a 64,7 miliardi di euro gli aiuti diretti[1], stanziati dai governi Conte e Draghi, alle imprese e ai lavoratori autonomi, in questo primo anno di pandemia. Risorse, comunque, che in buona parte, devono essere ancora erogate. L’Ufficio studi di CGIA stima che, fino ad ora, gli imprenditori italiani hanno beneficiato di 27 miliardi di euro, mentre le risorse ascrivibili alla legge di Bilancio 2021 e quelle riconducibili al “decreto Sostegni”, espleteranno i propri effetti, principalmente nel corso di quest’anno. Sebbene, in termini assoluti, questi 64,7 miliardi di euro costituiscono un importo molto rilevante, tuttavia, se rapportati ai circa 350 miliardi di euro di contrazione del fatturato, registrato dalle aziende italiane nel 2020, “compensano” solo il 18,5 per cento dei mancati ricavi totali. E’ evidente che, a fronte di questi numeri, c’è ora la necessità che, sul fronte delle misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori autonomi, il governo Draghi cambi registro. Oltre a rimborsare, in misura maggiore, le perdite subite, secondo l’Ufficio studi della CGIA, bisogna compensare anche una buona parte dei costi fissi, così come fanno in Francia e in Germania, che, da mesi, hanno recepito le nuove disposizioni introdottedall’UE, in materia di aiuti di Stato alle imprese. Costi, quelli fissi (come gli affitti, le assicurazioni, le bollette energetiche, etc.) che, nonostante l’obbligo di chiusura e il conseguente azzeramento dei ricavi, le attività economiche continuano, purtroppo, a sostenere. Se i nuovi aiuti saranno stanziati con una certa continuità e con dimensioni economiche accettabili, almeno fino alla fine di quest’anno - come ha annunciato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Daniele Franco - possiamo ancora farcela. Altrimenti, rischiamo una chiusura generalizzata di tante botteghe artigiane e di altrettanti piccoli negozi commerciali, che provocherà la desertificazione, sia dei centri storici, sia dei quartieri periferici. E’ vero che questa ulteriore spesa corrente contribuirebbe ad aumentare il debito pubblico, ma è altrettanto vero che se non salviamo le imprese e i posti di lavoro,  non poniamo le basi, per rilanciare l’economia del Paese, che rimane l’unica possibilità, in grado di ridurre, nei prossimi anni, la mole di debito pubblico, che abbiamo spaventosamente accumulato, con questa crisi.Tornando alle risorse stanziate alle imprese, fino ad ora, 27 miliardi sono stati erogati l’anno scorso, mentre altri 38 miliardi di euro, circa, lo saranno, nei prossimi mesi. Di questi ultimi 24, sono riconducibili alle misure introdotte, con la legge di Bilancio 2021, e 11, alle disposizioni previste, dal decreto Sostegni. Analizzando le voci principali, spiccano i 22,8 miliardi di contributi a fondo perduto, stanziati complessivamente (di cui 11,3 già accreditati). Altrettanto significativa è la decontribuzione Inps, in capo alle aziende, in caso di assunzione, che raggiunge un importo totale di 9,2 miliardi. Solo per l’anno in corso, sono inoltre disponibili 6,3 miliardi di credito di imposta, per fare ripartire gli investimenti, 5,1 miliardi di sgravi, per la sanificazione dei locali/canoni di locazione, e 3,9 miliardi di taglio dell’Irap, applicato l’anno scorso. Infine, è di 13,7 miliardi la voce altri interventi, che include i ristori al settore fiere e congressi; aiuti alla filiera agricola, pesca e acquacoltura; riduzione bollette elettriche, ecc. Un approfondimento particolare merita il decreto Sostegni; la prima misura economica, approvata dal governo Draghi. Di seguito si riportano alcune simulazioni sull’entità del contributo a fondo perduto, che, nelle prossime settimane, riceveranno le attività, che sono state maggiormente colpite dagli effetti negativi, provocatidal Covid. a) A un barche nel 2019 ha fatturato 90 mila euro e a causa della pandemia, l’anno scorso, ha perso il 50 per cento del fatturato, l’importo che gli verrà riconosciuto, nelle prossime settimane, sarà di 2.250 euro, praticamente il 5 per cento della perdita; b)a un’ agenzia di viaggi, che nel 2019, ha registrato un fatturato di 200 mila euro e, l’anno successivo, ha subito un calo dello stesso dell’80 per cento, le verrà riconosciuto un rimborso di 6.667 euro, pari al 4,2 per cento della perdita di fatturato; c) un albergo, che nel 2019 ha fatturato 500 mila euro, e nel 2020 ha visto contrarsi lo stesso del 60 per cento, riceverà 10 mila euro, “coprendo” il 3,3 per cento delle perdite; d)una piscina o una palestra, con un fatturato di 2 milioni di euro e un calo del medesimo, registrato nel 2020, del 75 per cento, “porterà” a casa 37.500 euro. Cifra che ammonta al 2,5 per cento della perdita subita; a un’azienda tessile, con un fatturato 2019, di 7 milioni di euro e una perdita avvenuta, nel 2020, del 35 per cento, le verrà riconosciuto un indennizzo di 40.833 euro. Importo, quest’ultimo, che compenserà l’1,7 per cento delle perdite.           ____________                                                                                                     1) Non includono le agevolazioni per l’accesso al credito introdotte dal governo Conte e gli effetti economici riconducibili allo slittamento di alcune scadenze fiscali.

 

Condividiamo e apprezziamo quanto esprime, qui sopra, l’attenta e dettagliatissima CGIA, Mestre – specie, sul fatto della minima incisività dei sostegni, che vengono riconosciuti alle aziende, colpite dalle chiusure virus. Aziende, che meriterebbero, certamente, maggiore riconoscimento, perché senza di esse, non c’è né buona economia, né occupazione, né, quindi, benessere…Ma, fortemente ci preoccupa la questione dell’enorme debito pubblico, in continuo, pericoloso aumento,che ci tormenta,e tenuto presente, del resto, da CGIA, in quanto preced.Debito pubblico, che, per quanto buona potrà essere la ripresa post-virus, rimarrà sempre pesante motivo di cancro all’economia, per spesa per interessi,sullo stesso, e sostenibilità. Debito e spesa per interessi, anche se, in qualche modo, oggi, contenuta, grazie al quantitativeeasing della BCE, che sonomotivo, per considerare, specie all’estero,l’Italia, come paese, eternamente in difficoltà. In questi momenti di forzata, ma giusta ed urgente, attenzione al contenimento della diffusione del Corona, il tema debito pubblico, sembra quasi dimenticato. Dobbiamo, provvedervi, per non ipotecare il prossimo futuro, mettendo mano alle riforme, da anni, chiuse in una scatola d’acciaio, ma assolutamente necessarie, assieme ad una revisione della pubblica spesa, per riammodernare e aggiornare il Paese, riportandolo sulla via d’una crescita, forte e duratura, nell’interesse dello stesso e dell’Unione Europea.

Pierantonio Braggio



 

 

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore