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FIERE ED EVENTI | 12 marzo 2021, 21:42

Arena di Verona - 98° Opera Festival

19 giugno – 4 settembre 2021. La stagione si aprirà, con un’Aida, diretta da Riccardo Muti.

Cecilia Gasdia col Sindaco Sboarina

Cecilia Gasdia col Sindaco Sboarina

La Fondazione Arena di Verona è viva, lavora, programma e ha creato, per la prossima stagione, 2021, nuovi allestimenti unici e più leggeri, sul fronte architettonico, ma sempre in grado di rispettare la complessa morfologia areniana e l’imponente grandezza dei suoi spazi, perfetti, per le nuove tecnologie d’arti visive. Sarà l’andamento del contagio virale a decidere: la buona volontà non manca… Sono previste, sul grande palcoscenico areniano, le seguenti opere: – nel 150° anniversario della prima rappresentazione di Aida (1871), una grande, rinnovata Aida, diretta da Riccardo Muti, nelle sere del 19 e 22 giugno; – Cavalleria rusticana e Pagliacci, il 25 giugno, 2, 22 e 31 luglio, nonché 14 agosto; –  Aida , 26 giugno, 1, 9, 15, 21 luglio; 4, 8, 12, 21, 27 agosto e 4 settembre; – Nabucco, 3, 17, 24 luglio; 6,13, 20, 26 agosto; 3 settembre; – La Traviata, 10, 16, 23 luglio; 7 e 19 agosto; 2 settembre;  – Turandot, 29 luglio, 1, 5, 28 agosto e 3 settembre:; – Gala, 18 luglio, con Requiem di Verdi; – Domingo Opera Night, 30 luglio; – Roberto Bolle and Friends, 3 agosto; – Jonas Kaufmann - Gala Event, 17 agosto; – IX Sinfonia di Beethoven, 22 agosto. Tale programma è stato ufficialmente presentato l’11 marzo 2021, nel centro dell’Anfiteatro Arena, monumento che, fra breve, si vedrà “rinnovato”, soprattutto, in quanto si stanno ripulendo attentamente le gradinate, laddove sparisce il nero del tempo e appare il meraviglioso bianco della pietra. Il sindaco e presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: “Siamo molto orgogliosi di presentare la stagione 2021 del Festival lirico, un risultato per il quale devo ringraziare tutto il management di Fondazione Arena e i componenti del Consiglio di indirizzo. Durante questo lungo e complicato inverno non abbiamo mai smesso di lavorare, nonostante le incertezze economiche ed organizzative. Dopo un anno esatto dal primo lockdown, la situazione è ancora molto grave. Mancano certezze sul futuro e rispetto a ciò che vivremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Come l’anno scorso però, se pur con difficoltà ancora maggiori frutto di un anno di crisi, Fondazione Arena è pronta a ripartire nuovamente.  Per l’edizione speciale del 2020 è stato fatto uno sforzo incredibile, rimandando a quest’anno il festival che era stato programmato prima della pandemia. Un anno fa eravamo convinti che per l’estate 2021 l’emergenza sarebbe terminata, invece siamo ancora alle prese con una situazione altrettanto complicata. Tuttavia, come promesso, quest’anno faremo quello che avevamo detto per accendere il palco dell’Arena. Una sfida che vogliamo vincere con l’innovazione, l’impegno straordinario e il coraggio che ci contraddistinguono e che hanno permesso di accendere la musica anche nell’anno orribile del Covid. Vogliamo continuare a essere il punto fermo nel panorama musicale internazionale. Il 19 giugno la prima con il Maestro Muti sarà una ripartenza che non ha eguali, per una stagione che si preannuncia davvero straordinaria”. Il sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia ricapitola così le lunghe riflessioni ed azioni dell’ultimo anno: “Il primo pensiero di questi ultimi, difficilissimi 13 mesi è stata la tutela della cultura, della musica, dell’arte, del Teatro, dell’immagine dell’Arena nel mondo e del lavoro, sia dei dipendenti di Fondazione Arena che della grande comunità di artisti, liberi professionisti, che sono il più grande patrimonio di ogni teatro nel mondo. Ho sentito la responsabilità di dare vita a stagioni artistiche che conferissero altrettanto pregio al tocco e all’impronta areniana, nonostante le mille difficoltà, per traghettare verso il futuro un patrimonio di stima e prestigio integri. Poi, la responsabilità verso il tessuto economico cittadino, che da veronese non posso che avere sempre in cima ad ogni mia considerazione: la città ci guarda, ci aspetta e noi di Fondazione Arena lo sappiamo. Mai come quest’anno essere Sovrintendente ha significato per me essere “nocchiero” di una comunità locale e internazionale allo stesso tempo, includendo in questo pensiero anche i tanti spettatori che da tutto il mondo ci hanno dato fiducia continuando ad acquistare biglietti, nonostante le forti incertezze mondiali. Mai come quest’anno chi fa il mestiere bellissimo di operatore culturale è stato chiamato a ragionare prima in modo etico, poi strategico. Fondazione Arena di Verona ha ragionato in modo etico, con gioia e convinzione, perché le azioni a sostegno del nostro patrimonio culturale e del nostro ruolo internazionale quest’anno si misureranno sul palcoscenico della storia. E, per citare Chateaubriand, dobbiamo porci nella prospettiva di posteri di noi stessi.”  Il direttore generale, Gianfranco De Cesaris, esprime la propria soddisfazione, evidenziando:“Nella totale condivisione del progetto del 98° Festival , pensando all’integrità della Fondazione, istituzione culturale e motore economico della città di Verona, sono orgoglioso dello sforzo creativo prodotto dalla nostra squadra in termini di innovazione  e sono certo che ciò segnerà una nuova ripartenza per noi e per il nostro territorio”. Auguriamo a Fondazione Arena che il virus lasci spazio a Musica e alla Lirica!

Pierantonio Braggio

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