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ECONOMIA VERONESE e VENETA | 10 marzo 2021, 18:32

Oltre alle leggi complicate, ora le banche impongono altri vincoli non previsti.

SUPERBONUS 110%, COMMERCIALISTI: “NO A LIMITAZIONI DELLE BANCHE SULLA SCELTA DEL SOGGETTO CHE APPONE IL VISTO DI CONFORMITA’”

massimo  MIANI

massimo MIANI


Miani: “Rispettare la libera scelta da parte del cliente ed evitare il rischio di abuso di posizione dominante e violazione della concorrenza” 

  

Roma 10 marzo 2021 – Nell’ambito delle misure tese a favorire gli interventi di efficientamento energetico e di miglioramento sismico i Commercialisti stanno svolgendo in questi mesi tutte le attività richieste dai propri clienti anche in relazione al cosiddetto Superbonus 110% e al rilascio del relativo visto di conformità

 

“Già con il documento di ricerca del 26 novembre 2020 – afferma Massimo Miani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili – abbiamo fornito ai nostri iscritti un quadro d’insieme dei controlli che devono essere effettuati ai fini dell’apposizione del visto di conformità sull’apposita comunicazione da inoltrare all’Agenzia delle Entrate per attestare la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, nei casi di opzione per la cessione del credito d’imposta o per lo sconto in fattura. Il tutto completato da apposite check list che descrivono nel dettaglio le attività da effettuare a tal fine”. 

 

“In questo contesto – prosegue Miani - è evidente che le banche che offrono servizi di acquisto del credito di imposta, ovvero di prefinanziamento dei relativi lavori, non possono porre limitazioni ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge in merito alla libera scelta da parte del cliente del soggetto che andrà ad apporre il visto di conformità. In particolare, le convenzioni sottoscritte da alcune banche nazionali per l’affidamento del servizio in parola a singole società di revisione non possono che avere una valenza facoltativa per il cliente, anche in considerazione delle tematiche di abuso di posizione dominante e violazione della concorrenza”. 

 

“Non abbiamo dubbi che le singole banche tengano in debita considerazione tali principi – conclude il presidente Miani – e auspichiamo che le misure agevolative in parola possano trovar attuazione al massimo delle loro possibilità con il contributo attivo dei commercialisti e degli altri soggetti interessati, ciascuno nel proprio ruolo e per gli incarichi liberamente affidati dai propri clienti”. 

 

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