ECONOMIA VERONESE e VENETA | mercoledì 21 aprile 2021 00:28

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 28 febbraio 2021, 22:23

La burocrazia normativa, in Italia.

“Sommersi” da una slavina da 32 mila pagine l’anno… Semplifichiamo, riducendo problemi ed ostacoli, ai cittadini e all’impresa.

La burocrazia normativa, in Italia.

“L’anno scorso tra decreti, Dpcm, leggi, ordinanze, delibere, determine, circolari, ecc., l’Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato hanno prodotto e diffuso 323 Gazzette Ufficiali, a cui si aggiungono 45 Supplementi Ordinari e Straordinari. Complessivamente, questi documenti erano costituiti da 31.942 pagine. Se fossero state stampate tutte, il peso raggiunto di questa “slavina” di carta ammonterebbe a 80 chilogrammi. Se, inoltre, ipotizzassimo di impiegare 5 minuti a pagina, una persona dotata di una intelligenza media, che si fosse dedicata a leggerle tutte, comprendendone, ovviamente, anche il significato, nel 2020 avrebbe impiegato 333 giorni lavorativi, praticamente un anno di lavoro. Rispetto agli anni precedenti, comunque, la situazione rimane stazionaria. Se includiamo anche i Supplementi Ordinari e Straordinari, nel 2019, ad esempio, erano state pubblicate 305 Gazzette Ufficiali, sebbene il numero dei volumi, rispetto al 2020 fosse diminuito, il numero complessivo di pagine è stato leggermente superiore: 32.236. Nel 2018, invece, a fronte di 365 Gazzette, il numero di pagine ha toccato quota precisamente 30.671, mentre nel 2017 si è raggiunto il record del numero di fascicoli prodotti (371), con quasi lo stesso numero di pagine registrato l’anno scorso (31.959). Nel 2020, la punta massima di “produttività normativa” è stata registrata, l’8 gennaio. In quell’occasione, l’Istituto Poligrafico dello Stato ha stampato il Supplemento ordinario n° 1, contenente il testo, le tabelle e i grafici degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale), che, da qualche anno, hanno sostituito gli studi di settore. In buona sostanza, le imprese, i commercialisti, le associazioni di categoria e gli addetti ai lavori si sono trovati tra le mani un faldone da 4.617 pagine, che sviscera gli indicatori di tutte le attività economiche, con le relative specificità territoriali, che sono soggette agli ISA. Secondo la Banca d’Italia, il principale ritardo, che caratterizza l’economia del nostro Paese, è la Pubblica Amministrazione (PA), che deve assolutamente migliorare le performance, riferite alla qualità e ai tempi di risposta dei servizi, richiesti dai cittadini e dalle imprese. La situazione appare particolarmente deficitaria, nel Mezzogiorno. Ancorché i dati siano riferiti al 2014, viene segnalato che il 55 per cento dei reati, contro la PA, si verifica al Sud, con una incidenza, rispetto alla popolazione residente di 2,3 volte superiore alle altre ripartizioni geografiche. Si segnala, altresì, che il 70 per cento delle cosiddette “opere incompiute” è localizzato nel Mezzogiorno, sebbene, in queste regioni, sia concentrato solo, il 30 per cento circa dei lavori pubblici nazionali. Dati, che denotano, come l’inefficienza della PA e l’illegalità siano due criticità, che, in una parte importante del Paese, si alimentano a vicenda. Quanto alle relazioni fra PA ed imprese, bisogna, innanzitutto, semplificare il quadro normativo. Cercare, ove è possibile, di non sovrapporre più livelli di governo, sullo stesso argomento e, in particolar modo, accelerare i tempi di risposta della Pubblica Amministrazione. Con troppe leggi, decreti e regolamenti i primi penalizzati sono i funzionari pubblici, che nell’incertezza interpretativa, si “difendono” spostando, nel tempo, le decisioni. Nello specifico, è necessario: migliorare la qualità e ridurre il numero delle leggi, analizzando più attentamente il loro impatto, soprattutto su micro e piccole imprese;monitorare, con cadenza periodica, gli effetti delle nuove misure, per poter introdurre tempestivamente correttivi;consolidare l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, rendendo i siti più accessibili e i contenuti più fruibili;fare dialogare tra di loro le banche-dati pubbliche, per evitare la duplicazione delle richieste; permettere all’utenza la compilazione, esclusivamente, per via telematica delle istanze; procedere e completare la standardizzazione della modulistica; accrescere la professionalità dei dipendenti pubblici, attraverso un’adeguata e continua formazione”. Diverse volte, tentando, molto modestamente, di suggerire qualcosa di buono, che servisse a migliorare le sorti, endemicamente negative, in fatto di economia e di finanza, del nostro Paese, sorti disgraziatamente, peggiorate, ovviamente, dalla circolazione del virus, dagli inizi del 2020, e data l’esigenza di “fare presto”, nel porre in atto provvedimenti, che potessero creare crescita e benessere, abbiamo suggerito di “copiare”, senza indugio, iniziative positive, che abbiano dato o stiano dando buoni risultati, già in essere, in altri Paesi. Ma, non mancano, in Italia, coloro, che sanno benissimo, ciò, che farebbe bene all’Italia, come, per esempio “CGIA Mestre”, che, nel suo comunicato, sopra riportato, propone, in merito,un sostanzioso “assaggio” di quanto tornerebbe utile all’economia.

Pierantonio Braggio

 

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