LO SCAFFALE | mercoledì 24 febbraio 2021 18:03

LO SCAFFALE | 23 febbraio 2021, 23:10

Verità, su fandonie e pregiudizi, a danno del mondo ebraico.Libro di Emanuele D’Antonio, dal titolo: ”Il sangue di Giuditta”

Antisemitismo e voci ebraiche, nell’Italia di metà Ottocento.

Verità, su fandonie e pregiudizi, a danno del mondo ebraico.Libro di Emanuele D’Antonio, dal titolo: ”Il sangue di Giuditta”



 

Veniamo in ritardo, nel segnalare l’opera, sopra citata, giuntaci essendo la notizia della presentazione ufficiale del lavoro, qualche giorno dopo… De “Il sangue di Giuditta  – Antisemitismo e voci ebraiche nell’Italia di metà Ottocento” di Emanuele D’Antonio, si è saputo a Verona, il 16 febbraio 2021, quando dell’interessante e chiarificatrice opera, si è parlato presso la Società Letteraria, Verona, dove D’Antonio ha annunciato il suo libro, spiegandone il grande contenuto, in dialogo, con Stefano Biguzzi, presidente dell’Istituto veronese per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Hanno curato la presentazione il menzionato Istituto per la Resistenza, la veronese Società Letteraria e la Comunità Ebraica di Verona. Per meglio comprendere il perché del contenuto del volume, in tema, mirante a porre in luce l’assoluta estraneità degli Ebrei a fatti di sangue, a danno di non ebrei, in Italia ed in Europa, è opportuno sapere che l’autore del volume, Emanuele D’Antonio, storico, svolge attività di ricerca presso le Università di Torino e di Udine e che si occupa di storia degli Ebrei italiani nell’età dell’emancipazione, anche in rapporto all’emergere della moderna ostilità antiebraica. In tale quadro, D’Antonio è anche studioso del veronese Cesare Lombroso (1835-1909) ed ha collaborato alla pubblicazione digitale dei carteggi lombrosiani. Tra le sue pubblicazioni, merita attenzione “La società udinese e gli ebrei, fra la Restaurazione e l’età unitaria “, Udine 2012. Quanto al nuovo lavoro, presentato a Verona, ci avvaliamo della recensione di Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione centro di Documentazione ebraica contemporanea di Milano, per riassumerne il contenuto:”Badia nel Polesine, 25 giugno 1855. Sparita per alcuni giorni, la giovane villica Giuditta Castilliero ricompare ferita: gli ebrei sono accusati di averla rapita e salassata, ma un fortunato accidente, forse un miracolo, aveva impedito la sua immolazione. Si tratta dell’ultimo caso di “accusa del sangue”, registrato in Italia, dove era ancora presente l’infondata credenza popolare, spesso fomentata da motivi politici, che gli ebrei coltivassero un rituale, che prevedeva di mescolare, per motivi religiosi, al cibo, soprattutto in periodo pasquale, sangue cristiano. “L’accusa di vampirismo, che era degenerata nella cruenta distruzione di intere comunità ebraiche, nel tardo medioevo, era stata riesumata sulla stampa internazionale dal caso esploso, a Damasco, nel 1840, che aveva provocato anche in quel caso violenze e massacri, sulla base di accuse, risultate del tutto prive di fondamento. L’opinione pubblica – un’entità che si andava formando proprio in quei decenni, a seguito dello sviluppo dell’attività giornalistica – era disposta a credere a queste fandonie. Oggi, si direbbero fake news, ma la sostanza è la medesima. Il lavoro di Emanuele D’Antonio indaga, con prosa avvincente e con dovizia di documentazione, l’episodio e il conseguente processo, allargando lo sguardo alla più generale dinamica – piuttosto contemporanea – di uso pubblico dell’antisemitismo. La lettura di questo ottimo e documentato saggio di storia potrà funzionare da potente antidoto, al riemergere di miti e pregiudizi, che ancora sopravvivono, fra noi, sottopelle”. Miti, pregiudizi, fandonie – cui solo la più profonda ignoranza, può credere –che hanno martirizzato, in un non lontano passato, e continuano a colpire, gli amici israeliti. Il tutto, come altre attività culturali della Società Letteraria, Verona, è seguibile,solo da remoto, collegandosi al seguentelink www.societaletteraria.it/streamingvideo/, oppure, dalla pagina Facebook della Società Letteraria stessa.Lrggiamo, seguiamo, informiamoci, non crediamo a stolte, odiose dicerie e rispettiamo il nostro “prossimo”!                                                   Pierantonio Braggio

 

 

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