ECONOMIA VERONESE e VENETA | mercoledì 24 febbraio 2021 19:13

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 20 gennaio 2021, 10:08

Cattolica Assicurazioni, Assicurazioni Generali ed i VERONESI. Uniti si vince!

E' ora che qualcuno cominci a pensare a strutturare la Compagnia Cattolica di assicurazioni per il futuro dopo Bedoni. Le Generali si confrontino con i vari soggetti istituzionali e più rappresentativi del mondo Cattolica e ne uscirà brillantemente. Tutti i coinvolti nelle ultime vicende, che hanno riempito le pagine dei giornali, devono trovare un momento di riflessione comune e trovare una soluzione equilibrata per ilrilancio della società assicurativa veronese.

Cattolica Assicurazioni, Assicurazioni   Generali ed i VERONESI. Uniti si vince!

Quale  il futuro di Cattolica. Io sono un cittadino comune, interessato al suo territorio,   che non  ha apprezzato le ultime vicende della Compagnia di  Lungadige Cangrande. FAtti che hanno sconvolto  la storia  di una società che per 125 anni ha vissuto operatoe e prodotto ricchezza  per Verona ed i veronesi. Allora il sindaco che fà, perchè se ne sta zitto? Ed il presidente della Provincia, pure lui  dovrebbe intervenire. E la Fondazione Cariverona,  cassaforte di quel che rimane delle finanza veronesi? E gli industriali di Verona ?  Ei i sindacati delle varie categorie  interessate? E la Camera di Commercio? E la Regione del Veneto? Va tutto bene per questi signori?  Si sono accorti che sono intervenuti organi tecnici (Ivass; Consob, Procura, MISE) per evidenziare le anomalie della gestione del Gruppo Cattolica. Ma il corpo sociale, la politica? Due politici  si sono spesi molto, Paternoster e Valdegamberi, dagli altri  un roboante silenzio interrotto da qualche balbettio. Non sono bastati gli esempi di Cariverona e Banco popolare?Occorre attivarsi e trovare un  equilibrio tra il capitale ed i risparmiatori veronesi.

Premetto che  nessuno, degli organi tecnici competenti, non ha  mai lontamente indicato  la forma cooperativa come  causa di queste anomalie. Le cooperative infatti, nate nel millennio scorso,  sono proliferate in tanti ambiti  ed in tanti Paesi al mondo. Ci sono,  in  certi specifici settori , e quello assicurativo  ne è un esempio  conclamato, compagnie di  milioni di soci che funzionano. Ma  cambiare  non  è un tabù, certo altre forme avremmo apprezzato, ma ora siamo spa. Qualcuno di questi soggetti si  è preoccupato,  al di  là delle prese di posizione di circostanza e del loro  orticello pensile, degli ultimi eventi che hanno interessato  una società che ha  valori di  bilancio  miliardari e migliaia di famiglie interessate?

In passato qualcuno  ha cercato di alzare il velo ( o strapparlo, secondo altri) su certe operazioni, segnalando anomalie in assemblea dei soci, ma, complice forse la complessità dei rapporti e degli equilibri e la difficoltà del momento economico, che portavano a rendere accettabili certi errori di valutazione, pochi chiedevano di interrompere la  gestione del Presidente Bedoni. Poi  le incertezze e gli errori  sono divenuti  eccessivi, e in molti hanno detto  stop; a quel punto sono iniziate le guerre, prima personali, poi  in tutta la Compagine. Ora  il bastone del comando è  prevalentemente nelle mani di Generali, ma c'è un socio  americano importante  che ora entrerà in gioco, e tantissimi azionisti minori e piccolissimi,   veronesi e non. Questi soggetti  in questo  momento devono trovare la volontà  della ragione e,  invece che pensare in proprio,  organizzarsi  insieme per offrire  ai due competitor finanziari e   tecnici di rilievo ( Generali e l'americano BUFFETT) una  soluzione che eviti altre guerre, legali e personali, e trovino per  Cattolica il rilancio reale e duraturo per se e per il territorio. Ricordo a tutti che essa è una struttura  sana, produttiva, ricca di professionalità e non da ultimo  simbolo di valori  etici  non  negoziabili.

mz

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