ECONOMIA VERONESE e VENETA | mercoledì 24 febbraio 2021 18:08

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 18 gennaio 2021, 09:54

“Verona, che cambia” non è solo slogan…

Il sindaco, Federico Sboarina, l’assessore ai Lavori Pubblici, Luca Zanotto, l’assessore all’Urbanistica, Ilaria Segala, e la Stampa, in sopralluogo ad aree da recuperare, in via del Capitèl, a San Michele e in zona Galtarossa.

“Verona, che cambia” non è solo slogan…

Sono state visitate, 16 gennaio 2021, aree dismesse private, da riqualificare, nel quadro della Variante 29, tre aree, che, con diverse altre, hanno visto presentate ben 145 manifestazioni da tutto il territorio comunale. La visita ha avuto lo scopo di prendere atto, de visu, del tipo, della dislocazione delle aree stesse e della possibile destinazione, intesa come creazione di servizi o di funzionali ambienti per la cittadinanza, dando un volto nuovo a Verona. Una visita avente anche lo scopo di appurare, se le proposte di rigenerazione pervenute, siano adeguate al futuro sviluppo armonico dei quartieri. Con l’iniziativa “rigenerazione” il Comune intende dare nuova vita ad aree e a edifici abbandonati o degradati, con destinazioni d’uso, che si sposino, con gli interessi dei privati, ma, che portino valore aggiunto nella zona, in cui le stesse si trovano. Il tutto, senza consumo di nuovo suolo, per una città, che si rigenera, riqualificando intere aree della città. Ciò, tenendo conto delle diverse manifestazioni di interesse e delle relative proposte progettuali, come detto, arrivate, che l’Amministrazione dovrà vagliare, nel dettaglio.

La visita, la prima, nel quadro della Variante 29, ha permesso di prendere visione: – dell’area dell'ex sede della Croce Verde, in via del Capitèl, Croce Verde che intende di farvi ritorno il prima possibile, recuperando l’ampia superficie, attraverso un progetto, che prevede, oltre agli uffici della Croce Verde stessa, spazi per i servizi di quartiere (1850 mq), laboratori per i cittadini (1000 mq), una parte di residenziale (700 mq) e ampie aree scoperte, a disposizione delle attività del quartiere;

 – di alcuni capannoni, in via della Barbera, siti nell’area ex Tiberghien, adibiti a magazzini e, in parte in disuso; l’obiettivo della proprietà è trasformarli in edifici residenziali, in linea con la vocazione della zona, riservando una piccola quota, al commerciale (circa 2700 mq di residenziale complessivi e 500 di commerciale); – della sede della storica poligrafica Cortellache, creata nel 1919, serve tuttora Verona, con la sua operain via Galtarossa 22. Trattasi di un’area di circa 6 mila metri quadrati di superficie coperta, di 2 mila metri quadrati di cortile, che la proprietà vorrebbe trasformare nel primo bosco-serra-termale della città, sfruttando la presenza di una risorgiva naturale, che, originandosi a Montorio, arriva calda, e che potrebbe essere utilizzata per dare vita ad un’oasi naturalistica, guarda caso, a due passi da piazza Bra. Un progetto ambizioso, in grado d’attirare attività di imprenditoria moderna, che trovano nella tecnologia e nella sostenibilità i propri punti di forza. Il progetto prevede, ancora, 600 mq di spazi per attività socio-culturali; 500 mq, per bar e ristoranti, preferibilmente bio, 150 mq, per ciclo officina, o un punto per noleggio biciclette; 1000 mq per spazi ricettivi, a servizio di imprese innovative, nonché 1000 mq, dedicati al direzionale e a co-working. Nella superficie scoperta, troverebbero spazio una piazza lineare, isole boscate e la citata fonte termale. Le dichiarazioni ufficiali, nel comunicato del Comune di Verona:

– Sindaco, Federico Sboarina: “La rigenerazione urbana non ci sarà solo in ZAI. In molti quartieri, ci sono proprietà private, che attendono nuovi utilizzi. Andiamo sul posto a vedere le aree, che faranno parte della grande rigenerazione complessiva della città, per capire se sono realizzabili. Lo spirito della variante 29 è proprio questo, togliere dal degrado e dall’abbandono luoghi ed edifici cittadini, oggi, inutilizzati, per trasformali in grandi opportunità di crescita e di riqualificazione. La città, che cambia, non è più solo uno slogan. Il valore aggiunto di tutte le proposte arrivate è che vanno oltre l’interesse dei privati, proponendo progetti, che non puntano alla speculazione, fine a se stessa, ma all’interesse collettivo. Ci sono ben 145 aree pronte ad avviare questo processo di rigenerazione. Puntiamo ad accelerare i tempi, perché portarli a termine vuol dire cambiare il volto della città e migliorarne significativamente la qualità della vita”; – “Oggi, ci concentriamo su Borgo Venezia, a dimostrazione che gli edifici dismessi non sono solo a Verona sud – ha aggiunto l’assessore Segala -. Il bando ha avuto un grandissimo riscontro, sono arrivate tantissime manifestazioni d’interesse, che, da sole, riqualificheranno oltre un milione di metri quadri urbani. Senza contare la diversità degli interventi proposti, la maggior parte dei quali riguardano i servizi pubblici, a favore quindi dell’intera collettività. Oggi, ne abbiamo avuto dimostrazione: tre progetti differenti, tutti di alto livello, che fanno del mix di funzioni la loro forza”. Grandi, costruttive iniziative, per una più bella, grade e ricettiva Verona.

Pierantonio Braggio

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