ECONOMIA VERONESE e VENETA | lunedì 01 marzo 2021 04:37

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 15 gennaio 2021, 21:53

CATTOLICA E I RISPARMIATORI VERONESI. STORIA E FUTURO.

Facciamo un po' di riepilogo degli ultimi fatti e qualche modesta proposta. Dopo il pesante intervento dell'IVASS sulla società guidata dal Presidente Bedoni i soci si interrogano su quello che succederà e quali conseguenze sui loro risparmi.

La Brà, simbolo di Verona, è un periodo buio... ma ce la faremo

La Brà, simbolo di Verona, è un periodo buio... ma ce la faremo

Come ricorderete nell'autunno del 2019 il CdA di Cattolica ritirò le deleghe all'allora Amministratore Delegato, da quel momento emerse il caso Cattolica e che non tutto stava andando bene nel governo societario.. Seguirono vari eventi, il più importante dei quali fu l'incontro alla Gran Guardia di un gruppo di azionisti che si definirono del Buon Governo: gli stessi richiedevano formalmente un cambio di statuto ma indirettamente anche di guida. Dopo qualche discussione e frizione fra i soci si arrivò ad un compromesso un nuovo statuto. Si profilava quindi un'assemblea straordinaria con piccole ma significative modifiche statutarie. Invece, quello che ne seguì, fu un susseguirsi di cambiamenti e di assemblee straordinarie. La prima per delegare al CdA un aumento di capitale, che poi fu imposto da IVASS, la seconda per cancellare la cooperativa con la trasformazione in spa. La scorsa estate, si appalesò l'accordo con Generali, che divenne socio di maggioranza relativa sottoscrivendo l'aumento di capitale a lei riservato. Le assemblee straordinarie, condotte a distanza causa i tempi di corona virus, e col sistema del Rappresentante Comune, approvarono tutte le decisioni proposte dal Cda, per pochi voti, ma sufficienti a superare l'importante quorum dei due terzi richiesti in questi casi. Le procedure della prima assemblea furono contestate legalmente, infatti, attualmente, vi è una causa in corso di un gruppo di soci radicata presso il Tribunale delle Imprese di Venezia. Poi si mossero le autorità. Dopo che il Cda comunicò di aver vinto la gara assembleare di fine luglio, scattò l'azione della Procura della Repubblica di Verona che stava indagando sui fatti. Oggi ci sono ancora diversi indagati tra gli esponenti del Gruppo Cattolica a partire dal Presidente.

Nel frattempo altre autorità stavano acquisiscono ulteriori informazioni (IVASS, CONSOB, Mi.S.E., ecc). A fronteggiare le azioni della Compagnia diversi gruppi di soci, alcuni attivi sotto la denominazione di Casa Cattolica ma anche autonomamente. Diverse le adesioni sul territorio: da parte di Associazioni di soci ( in primis il patto di sindacato “Le API”); di esponenti politici; di gruppi sociale e della CURIA veronese. Come detto , nonostante ciò la proposta del CDA di Cattolica passò e la Cooperativa è destinata a scomparire dopo tutta una serie di passaggi formali, a partire dal 01/04/2021.

E' doveroso ricordare, però, che negli ultimi mesi , il titolo in borsa ha segnato pesanti ribassi aggiungendo perdite alle perdite accumulate negli ultimi anni, e nonostante gli sforzi fatti dai soci per sottoscrivere i passati aumenti di capitale.

Ed eccoci ad oggi, con il pesante intervento dell'IVASS ( ma è possibile che vi siano altri interventi dei Regolatori), con quale, l'organismo di vigilanza delle assicurazioni ha chiesto sostanzialmente un cambio del governo societario ed altre iniziative atte a mantenere la solidità patrimoniale della compagnia. Questo crediamo abbia svegliato altri interlocutori che forse non erano stati tanto attenti , specie in città. Una prima segnalazione per esempio è arrivata da un sindacato di lavoratori ma ci aspettiamo che altre istituzioni pubbliche e private intervengano, tardi ma ancora in tempo per rispettare la storia di Cattolica. Infatti, credo che possiamo affermare, che il tentativo di bloccare, quella che alcuni soci riteneva una svendita per difendere i principi ed i valori e la storia di Cattolica a Verona, che appassionò varie persone e molte realtà economiche, fallì anche perchè le più significative istituzioni veronesi sostanzialmente stettero a guardare,


Questo primo epilogo, ci vede quindi a seguire ancora la vicenda e le prossime eventuali vicende. Infatti l'intervento dell'Ivass, di cui non si conosce il dettaglio, ci fa capire la visione di questo organismo su come sia stata amministrata Cattolica Assicurazioni negli ultimi periodi. Ivass infatti, tra le altre indicazioni date al Consiglio, ( su veronaeconomia le trovate) annuncia sanzioni. La Compagnia ha risposto, con uno stringato comunicato, segnalando inizialmente solo la negativa presa di posizione, si riservava di intervenire nei 60 giorni previsti. Un Cda per rispondere alle contestazioni è stato annunciato per domenica 17/01/21.

Questi sostanzialmente i fatti .

Ora dobbiamo guardare avanti e far ripartire Cattolica con un nuovo Cda ed un nuovo presidente dato che Bedoni annuncia che non si ricandiderà. Ma, a questo punto, occorre ancor di più un intervento corale delle migliaia di azionisti veronesi, per far desistere qualsivoglia figura da spezzettare Cattolica, fare cassa, ecc. Abbiamo perso “La Cariverona”, “La Banca Mutua” non dobbiamo perdere Cattolica Assicurazioni presente dal 125 anni a Verona. Soldi di tanti risparmi e di tante generazioni traditi da parole importanti e roboanti pronunciate negli anni che si sono dimostrate nei fatti prive e vuote di significato. Oggi, dicevamo, siamo in attesa di ulteriori sviluppi ma ricordiamo che oltre ai soci a Verona e dintorni , ci sono ancora gli azionisti, in tutto migliaia di persone , che hanno conferito i loro risparmi e che vanno tutelati. Non dimentichiamo certamente i dipendenti e gli agenti, clienti e fornitori e tutti coloro che vivevano attorno al mondo Cattolica a vario titolo, non ultima la Fondazione Cattolica che dovrà vedere un ricambio anche lì per essere di nuovo credibile. Le figure più toccate, al momento, sono gli azionisti gli altri paiono meno a rischio.

Un sostegno morale e fattivo per continuare a valorizzare Cattolica veronese ed a sviluppare senza altre incertezze amministrative la compagine di Lungadige Cangrande, si rende necessario per tutti gli interessati. Crediamo che ad oggi è ancora forte la consapevolezza che Cattolica è una grande e sana realtà, con capitali e risorse e lavoratori e agenti e l'indotto , tutte figure che non meritano di essere abbandonati dalla loro città. Devono essere amministrati meglio e quindi occorre un deciso stacco rispetto al recente passato. Ora la società ha dei soci, domani degli azionisti, ed anche il più grande di questi deve rispettare il ruolo dei piccoli investitori . Ci sono i diritti delle minoranze , in specie dei piccoli azionisti, migliaia nella Provincia, migliaia di risparmiatori che hanno investito in Cattolica pensando al loro futuro e a quelli dei loro figli.

Il mondo sta cambiando e noi con esso. Come diceva il Santo Padre, occorre rivestire di novità le tradizioni per poterle mantenere. Ecco perchè, anche da queste pagine, noi non siamo mai stati ostili al cambiamento in se , ma non a quello che abbiamo considerato una svendita di Cattolica e soprattutto al suo snaturamento senza capirne i motivi realil. E i grossi azionisti, che hanno investito denari e credono nella ripresa industriale del progetto Cattolica stiano sicuri che a Verona troveranno sempre interlocutori attenti e sensibili a che la Compagnia migliori, recuperi e ritorni ad essere un gioiellino all'interno del mondo della finanza veronese.


mz

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