ECONOMIA VERONESE e VENETA | lunedì 01 marzo 2021 04:15

ECONOMIA VERONESE e VENETA | 14 gennaio 2021, 18:22

La Camera di Commercio di Verona segnala… Zona arancione - coinvolto il 7% delle attività economiche: 539 chiuse, più

Verona, 14 gennaio 2021. Un comunicato della Camera di Commercio di Verona, che spiega come comportarsi nei prossimi giorni

La Camera di Commercio di Verona segnala…                                                                                                                                            Zona arancione - coinvolto il 7% delle attività economiche: 539 chiuse, più

 Zona arancione: il 7% delle attività economiche veronesi risulta direttamente penalizzato. Si tratta di 539 attività chiuse e di 6.724 tra bar, ristoranti e catering, aperti per il solo asporto.“Comprendiamo la necessità di contenere la diffusione del contagio – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello - e auspico che le restrizioni di queste settimane, assieme alla campagna di vaccinazione, siano una ricetta valida, per abbattere definitivamente questa pandemia, che sta minando la salute della popolazione. Le misure di contrasto al virus, messe in atto stanno, avendo dei risvolti pesanti sull’andamento dell’economia. Nella provincia di Verona sono 539 le attività legate ai servizi alla persona e all’entertainment sono chiuse: si tratta di 38 cinema, 10 tra gallerie e musei, 110 sale da gioco, 30 piscine, 136 palestre, 62 discoteche, 85 sale da biliardi e 68 centri di benessere”. Alle attività cui è stata imposta la chiusura, si aggiungono poi i servizi di bar e di ristorazione, che sono aperti solo per asporto, dalle 5 del mattino alle 22 della sera: sono 3.736 ristoranti, pizzerie e attività di ristorazione mobile, 47 attività di catering e 2.941 bar.“Ristoranti e bar stanno subendo un vero e proprio tracollo – prosegue Riello – non solo, per effetto del consenso alla sola attività di asporto e delivery, ma anche per il drastico cambio delle abitudini di consumo, legato alla diffusione dello smart working. Se prima consumare il pasto fuori casa era una necessità, prima che un’abitudine, ora si pranza a casa. Il risultato è che molti ristoratori hanno deciso di abbassare le serrande, per limitare l’incidenza dei costi di apertura, visti i magri ricavi. Un’altra categoria, non considerata dall’intervento restrittivo, ma minata alla base dalla ridotta, se non nulla, mobilità delle persone, è quella recettiva: sono 1.808 le strutture presenti in provincia. Queste imprese non ricevono alcun ristoro, per il pesante disagio economico, che stanno affrontando”. In merito, facciamo seguire due tabelle dettagliate ed informative, derivati da un elaborazione, da parte del Servizio Studi e Ricerca della Camera di Commercio di Verona, su dati Infocamere, al 30 settembre 2020. Dati, come sopra cennato, riguardanti, il numero di localizzazioni, ovvero di unità locali d’impresa, o numero di sedi diverse che un'impresa può avere – un ristoratore può avere tre pizzerie, per cui, contiamo 1 impresa, ma. 3 attività economiche.

 

Provincia di Verona, attività chiuse nella zona arancione.

Attività

Localizzazioni

attività di proiezione cinematografica

38

gestione di strutture artistiche

7

attività di musei

3

gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro

110

gestione di piscine

30

palestre

136

discoteche, sale da ballo, night club e simili

62

sale da giochi e biliardi

85

servizi dei centri per il benessere fisico (esclusi stabilimenti termali)

68

TOTALE

539

Provincia di Verona. Attività di ristorazione aperte per il solo asporto.

Attività

Localizzazioni

ristoranti e attività di ristorazione mobile

3.736

fornitura di pasti preparati (catering per eventi)

47

bar e altri esercizi simili senza cucina

2.941

TOTALE

6.724

% su totale localizzazioni (105.545) provincia di Verona

6,9%

 

 

 

 

 

 

Situazione pesantissima, senza possibili, immediati ed incisivi rimedi, che coinvolge grande una catena di fattori economici, e, soprattutto, la vita di imprenditori, di cittadini e di famiglie.

Pierantonio Braggio                             

 

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