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ANNUNCI E VARIE | 14 gennaio 2021, 18:55

UNA COMMISSIONE IN COMUNE A SAN MARTINO BA PER DIRE NO ALL’INCENERITORE DI FANGHI

Nella giornata di giovedì 14 gennaio l’amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo, a margine della riunione con le commissioni urbanistica ed ambientale, ribadisce la sua contrarietà al rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto di trattamento di fanghi derivanti da depuratori di reti idriche civili e di industrie alimentari che dovrebbe sorgere nel territorio comunale.

UNA COMMISSIONE IN COMUNE A SAN MARTINO BA PER DIRE NO ALL’INCENERITORE DI FANGHI

San Martino Buon Albergo, 14 gennaio 2020 - L’Amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo ha ribadito la sua contrarietà al rilascio dell’autorizzazione per realizzare nel territorio comunale l’inceneritore di fanghi, come richiesto dalla ditta Creven. Nel corso dell’incontro con le commissioni urbanistica ed ambientale, tenutosi questo pomeriggio, per valutare l’impatto dell’inceneritore sul territorio di San Martino Buon Albergo, il Sindaco Franco De Santi e l’Assessore all’edilizia privata Giulio Furlani hanno elencato le numerose criticità, dal punto di vista territoriale, ambientale e urbanistico.

La conferenza di oggi è il primo step di un percorso condiviso con tutto il consiglio comunale. Qualche mese fa il Sindaco aveva dichiarato che l’Amministrazione avrebbe individuato dei consulenti esterni per tracciare le linee di contestazione. L’esperto a livello urbanistico è già stato individuato mentre nei prossimi giorni verrà affidata la consulenza di natura ambientale a un tecnico per un piano più completo da presentare insieme al Comune di Verona e alla Provincia.

“Il nostro è un no deciso. Le criticità dal punto di vista ambientale sono note: parliamo di un considerevole aumento del traffico e delle emissioni in atmosfera e nell’ambiente, come le acque di scarico nel fossato Rosella. Ma non è tutto, dal punto di vista urbanistico una simile opera non è contemplabile. L’attivazione di questo impianto andrebbe in contrasto con la programmazione urbanistica dell’area ex C.R.A.VER prevista dal Piano di Assetto del Territorio approvato dalla Regione. La normativa prevede la valorizzazione, la tutela e il recupero dei caratteri naturalistici e ambientali della zona, nonché la salvaguardia del territorio agricolo e la realizzazione di spazi residenziali. Un inceneritore di fanghi – tra l’altro in prossimità di uno spazio naturalistico – si pone in chiaro ed evidente conflitto con la classificazione del PAT” ha spiegato nel corso della riunione il Sindaco, Franco De Santi.

La superficie è stata infatti classificata come area ad elevata o elevatissima vulnerabilità degli acquiferi in conformità con il Piano di Tutela delle Acque, idonea a interventi diretti al miglioramento della qualità urbana e territoriale e come area residenziale consolidata con nucleo d’interesse culturale appartenente alla Frazione di Ferrazze e al quartiere di Sant’Antonio, dove sono presenti asilo nido e scuola materna. La normativa prevede inoltre l’impossibilità di realizzare nuovi insediamenti con destinazione produttiva e che eventuali nuovi insediamenti siano limitati alla natura residenziale.

Il rilascio dell’autorizzazione – a cui noi ci opponiamo fermamente – comporterebbe una variazione del Piano assetto territorio e il relativo piano interventi attualmente vigente, con il ripristino della destinazione industriale in contrasto con la destinazione agricola attuale e con l’intera programmazione territoriale deliberata dal Comune e avvallata dalla Regione Veneto. Si andrebbe dunque a vanificare tutto il processo di riqualificazione ambientale e territoriale fortemente richiesto da tutta la cittadinanza di San Martino Buon Albergo. Attivare un simile impianto neutralizzerebbe tutto il lavoro messo in campo per recuperare un’area degradata e sarebbe in evidente contraddizione con la programmazione urbanistica concordata tra Comune e Regione, con grave danno al territorio e a tutta la comunità” ha riferito l’Assessore all’edilizia privata Giulio Furlani.

Durante la commissione è emerso inoltre che una simile opera potrebbe aggravare le condizioni di rischio idrogeologico e arrecherebbe un grave pregiudizio socio–economico al territorio circostante: l’area di tre ettari destinata a residenza e a funzioni pubbliche infatti verrebbe resa inabitabile a causa della presenza di un impianto per il trattamento di rifiuti di quasi 2 mila metri quadrati, con alterazione del paesaggio, incremento del traffico pesante e emissioni inquinanti. “Il nostro territorio accoglie già una decina di impianti di trattamento dei rifiuti, una discarica, arterie trafficate e in prospettiva la TAV: non chiederò ai miei concittadini di tollerare gli effetti di un ulteriore impianto che tratta rifiuti e che inevitabilmente andrà ad aggravare la situazione ambientale del nostro Comune” ha concluso il Sindaco De Santi.

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