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ANNUNCI E VARIE | 11 gennaio 2021, 21:19

Sul Bastione San Francesco, Verona,si abbattono le strutture abusive, per valorizzare la cinta magistralevertonese e procedere, con il trasferimento del bastione, dal Demanio, al Comune di Verona.

La mattina del 7 gennaio 2020, presenti l’assessore ai Lavori pubblici, Luca Zanotto, e l’assessore ai Rapporti con l’Unesco, Francesca Toffali, una ruspa ha provveduto ad abbattere un pur modesto edificio fatiscente, uno dei tanti, sorti nello spazio del Bastione San Francesco – scaligero, veneziano e auistriaco (1842) – nei primi anni Cinquanta del 1900, dopo la fine, quindi, del secondo conflitto mondiale.

Sul Bastione San Francesco, Verona,si abbattono le strutture abusive, per valorizzare la cinta magistralevertonese e procedere, con il trasferimento del bastione, dal Demanio, al Comune di Verona.

 Si provvederà, poi, ad abbattere altre piccole residenze, non solo per restituire il dovuto decoro alla zona, ma anche per proseguire l’iter tra le Istituzioni, Comune di Verona e Demanio, in base all’accordo del 2012, che prevede il passaggio al Comune stesso, del compendio Cinta magistrale ,subordinatamente all’eliminazione dei fabbricati abusivi esistenti. L’operazione, che toccherà anche lo spazio interno del Bastione e quello lungo la destra dell’Adige, una volta completata, aprirà la porta di una zona, attualmente, scarsamente visibile ed impenetrabile, diventando fruibile dalla cittadinanza, specie, per il fatto di trovarsi  in massima prossimità del centro storico. Con l’occasione, non va dimenticato che le Mura veronesi – romane, scaligere, viscontee, veneziane ed austriache – sono, dal 2000, Patrimonio mondiale dell’Umanità.  “Una dopo l’altra, tutte le strutture abusive verranno abbattute, per tutelare e valorizzare il nostro patrimonio Unesco, ma anche, per mettere in sicurezza l’area - ha detto Zanotto -. Per decenni questo bastione è stato oggetto di abusivismo e, negli ultimi anni, di degrado e d’abbandono: una situazione a cui si doveva mettere la parola fine, già un decennio fa. In questo, modo restituiremo alla città uno spazio importante, di pregio storico, a ridosso del centro storico. E, smantellando le costruzioni fatiscenti, eviteremo rischi e pericoli, soprattutto di crolli”. “Le mura sono uno dei gioielli della nostra città. Ci siamo prefissati di riqualificarle e di farle riscoprire ai veronesi, perché patrimonio dell’Umanità. Anche questo intervento rientra nel progetto complessivo di valorizzazione dell’intera Cinta magistrale – ha  evidenziato l’asserssoreToffali -. Ecco perché abbiamo deciso di sostenere il costo dei lavori di demolizione e di bonifica dell’area, ponendo fine al degrado e all’abusivismo, che, per troppi anni, hanno impedito la riqualificazione di questo bastione e, di conseguenza, rallentato il passaggio dello stesso dal Demanio al Comune”. La notizia delle demolizioni, iniziate, già nel febbraio 2020, è confortante, offrendo esse la prospettiva di una fruibilità di spazi, da parte dei veronesi, sinora impossibile, i quali potranno ammirare lo scorrere dell’Adige, il verde che lo contorna e lo stesso, artistico ponte Francresco Giuseppe, detto della Ferrovia, risalente al 1851. Un complesso piacevole e attraente.Nella foto, un interno del ForteSan Francesco.

Pierantonio Braggio

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